Analisi della redazioneFormula 1

Festa del Papà in F1: padri e figli famosi in Formula 1

Per tutti i bambini, il papà è un esempio da seguire. Ma cosa succede quando le ambizioni e la passione li portano a intraprendere lo stesso percorso?

Tutti i bambini guardano ai loro papà come eroi, modelli da seguire, le persone da diventare. Questo, in alcuni casi, letteralmente. Le coppie padri e figli in Formula 1 ne sono un esempio.

Stiamo parlando, infatti, di quelli che vengono definiti “figli d’arte”, ovvero coloro che raccolgono l’eredità, il talento del loro padre e proseguono la strada che lui aveva già tracciato, che sia la cucina, la musica o le corse in auto.

Come dimenticare, per esempio, i Villeneuve, gli Schumacher o, andando più indietro nel tempo, gli Ascari.

In occasione della festa del papà, vediamo più nel dettaglio alcune tra le coppie più famose di padri e figli della Formula 1.

Mario e Michael Andretti

Andretti Formula 1 2024 Michael Mario Andretti
Credit: Getty Images

Le carriere in F1 di Mario e Michael Mario Andretti non avrebbero potuto essere più diverse.

Il primo, infatti, ha corso per diverse stagioni (1968 – 1972, 1974 – 1982) e varie scuderie (Lotus, Leyton House, Ferrari, Parnelli, Alfa Romeo, Williams e Ferrari), oltre ad aggiudicarsi il titolo di Campione del Mondo nel 1978, con la monoposto Lotus 79.

Lasciata la F1, arriva il titolo CART nel 1984, mentre corre con Newman-Haas.

Con il 1994, annuncia il ritiro dalle gare con le monoposto e, con il nuovo millennio, si dedica alla co-gestione del team del figlio Michael, il quale, invece, ha partecipato a un solo campionato di F1, nel 1993, con McLaren. Sarà, tuttavia, più presente nella Champ Car, in cui vincerà anche un mondiale nel 1991.

Mario e Michael, quindi, ma non possiamo non citare anche Marco, rappresentante della terza generazione di piloti automobilistici.

Antonio e Alberto Ascari

Antonio e Alberto Ascari
© TheSportSpirit

Come la Formula 1 ci insegna, sono tanti i padri che condividono con i propri figli lo stesso destino. Tragico, per Antonio e Alberto Ascari.

Antonio Ascari è stato un pilota automobilistico degli anni Venti, come privato e con Alfa Corse, nel 1923, 1924 e 1925 – quest’ultimo anno nel campionato mondiale costruttori.

Nato in una famiglia di commercianti di grano, Antonio è affascinato, fin da piccolo, dai motori. La carriera nel mondo dell’auto inizia come lavoratore per la De Vecchi, per diventare meccanico e poi pilota di auto sportive per l’Alfa Romeo.

Il 26 luglio 1925, durante la tappa di Montlhéry del Campionato del Mondo Marche, muore a causa di un incidente.

Trent’anni dopo, in un altro autodromo, troverà la morte anche il figlio, Alberto.

Alberto Ascari esordisce in F1 nel 1950, quando la Scuderia Ferrari lo chiama come pilota ufficiale. Due anni dopo, nel 1952, il pilota ottiene il primo titolo di Campione del Mondo – anche grazie all’assenza del campione in carica Juan Manuel Fangio, rivale dall’inizio della sua carriera – riconfermato nel ’53.

Nel 1954, arriva la decisione di lasciare la scuderia di Maranello per correre con Maserati e poi con Lancia. Sarà proprio a bordo della Lancia D50 che, nel 1955, il pilota avrà un incidente mortale, appunto a Monza.

Destino crudele, Antonio è morto alla stessa età in cui il padre ebbe l’incidente a Montlhéry, il giorno in cui, forse per caso, forse per sfortuna, non aveva indosso i suoi simboli portafortuna, una maglia e un casco azzurri.

Graham e Damon Hill

Graham e Damon Hill
© FormulaPassion

Tra le coppie di padri e figli che hanno segnato la storia della Formula 1 non possiamo non citare gli Hill. Entrambi hanno intrapreso un percorso che li avrebbe portati dal motociclismo alle quattro ruote ed essere conosciuti nel mondo della Formula 1 per essere stati i primi papà e figlio ad aver vinto almeno un mondiale.

La carriera di Graham inizia nel 1958, quando entra in Lotus come meccanico, poi come pilota – e, nel 1967, partecipa allo sviluppo della Lotus 49.

Si laurea Campione del Mondo nel 1962, con BRM, e nel 1968, con Lotus, ma i suoi interessi non si fermano alla guida: Hill senior è stato anche manager di una propria Scuderia, la Embassy Hill, e sviluppatore di un progetto – oltre a un noto volto televisivo.

Ma un incidente mette fine a una vita intensa: nel 1975, il suo aereo cade a nord di Londra, in condizioni climatiche non facili. Al tempo del tragico evento, il figlio Damon ha solo 15 anni.

Hill junior esordisce in F1 nel 1992 in Brabham, scuderia in cui aveva corso anche il padre, e, nel 1996, con Williams, vince il Campionato del Mondo.

Indimenticabili sono stati, inoltre, i confronti – duelli con nientemeno che Michael Schumacher.

La carriera di Damon Hill in F1 finisce nel 1999, a seguito degli scarsi risultati con la Jordan, dopo 122 GP, 22 vittorie e 1358 giri percorsi in testa.

Satoru e Kazuki Nakajima

Satoru e Kazuki Nakajima
© EssentiallySports

Ayrton Senna, Nelson Piquet, Jean Alesi sono solo alcuni tra i piloti che Satoru Nakajima ha affiancato nel corso delle 4 stagioni in Formula 1, in Lotus – Honda prima, in Tyrrell poi.

Primo pilota giapponese a partecipare con continuità nel mondiale F1, ha esordito nel mondo delle 4 ruote in formule minori, per diventare pilota Lotus nel 1987. Da quel momento, Satoru ha disputato 80 GP, fino alla decisione di ritirarsi, alla fine del 1991.

18 anni dopo, la Formula 1 è pronta ad accogliere un altro Nakajima: Kazuki, figlio di Satoru e fratello di Daisuke, altro pilota della famiglia.

Kazuki, nato l’11 gennaio 1985, fa diverse esperienze nell’automobilismo, dalla Formula 1 (2007-2009) al FIA WEC – World Endurance Championship (2012 – 2021); le stagioni con la Williams non sono state tante, certo, ma il giovane pilota ha avuto modo di affrontare diverse gare del mondiale e confrontarsi con momenti difficili.

La carriera di Kazuki in F1 si è conclusa nel 2010, quando Rubens Barrichello e Nico Hülkeberg hanno ottenuto un volante da Williams.

Nelson e Nelson Angelo Piquet

nelsinho piquet
Credit: Getty Images


Nelson Piquet Souto Maior
. Questo è il nome completo dell’ex pilota brasiliano per 3 volte campione del mondo di F1, con uno stile di guida equilibrato, versatilità e grande capacità di adattamento.

Conosciuto (anche) per le sue doti da Don Giovanni, ha potuto confrontarsi con Lauda, suo compagno di squadra, Reutemann, Prost, Senna e, alla fine della carriera, Schumacher.

È il 1978 quando Piquet senior esordisce in Formula 1, in occasione del GP di Germania, ma il vero giro di boa avviene nel 1980, con le prime vittorie importanti, seguite dai titoli mondiali nel 1981 e 1983 con Brabham, nel 1987 con Williams.

In parallelo, arrivano altre emozioni. Nel 1985, infatti, nasce Nelson Angelo Tamsma Piquet Souto Maior, noto come Nelson Piquet Jr.

Il giovane entra nel mondo della Formula 1 nel 2007, come collaudatore ufficiale per Renault, di cui poi diventa pilota ufficiale nel 2008 – insieme a Fernando Alonso. A metà stagione 2009, viene licenziato dalla scuderia francese, dopo diverse gare in cui non era riuscito a ottenere punti.

Il 2010 segna il suo ingresso in NASCAR, dal 2014 al 2019 corre, invece, in Formula E.

Keke e Nico Rosberg

Keke e Nico Rosberg

Passione, numero di gara (il 6) e un titolo di campione del mondo: ecco quello che accomuna Keke e Nico.

Kejko Erik “Keke” Rosberg, ex pilota automobilistico di origine finlandese, può vantare un’importante carriera in F1, caratterizzata da una guida molto regolare in pista, ma anche aggressiva e una predilezione per i circuiti cittadini.

Il passaggio dalle Formule minori alla Formula 1 avviene nel 1978, anno in cui diventa pilota Theodore e ATS. Dopo aver perso il volante per la sua richiesta di stipendio ritenuta troppo esosa dalla ATS, nel 1979 viene contattato dalla Wolf per sostituire James Hunt; la stagione, in realtà, si rivelerà deludente per il pilota e per la Scuderia, così poco intenzionata a investire nell’auto da vendere tutto alla Fittipaldi.

È proprio con la squadra brasiliana che Keke ottiene i primi risultati soddisfacenti, anche se sarà solo la Williams a portarlo al successo – proprio con la scuderia inglese, infatti, vince il mondiale nel 1982. Nel 1986, sostituisce Niki Lauda in McLaren, prima del ritiro definitivo.

Fino al 2007, ha fatto da manager al figlio Nico Erik Rosberg.

Dopo il padre ha concluso la sua carriera, Nico ha esordito: come Keke, infatti, anche il giovane pilota ha corso in Williams, dal 2006 al 2009, ma la vittoria più importante, come campione del mondo, è arrivata con la Mercedes nel 2016, dopo un anno di testa a testa con il compagno di squadra Lewis Hamilton.

Cinque giorni dopo aver ricevuto il titolo, ha deciso ritirarsi, dicendosi soddisfatto del percorso in Formula 1.

Michael e Mick Schumacher

Michael e Mick Schumacher
© f1 Instagram

Michael Shumacher nasce a Hurt, il 3 gennaio 1969. Grande pilota e collaudatore, è ricordato per la sua incredibile carriera in Formula 1, con 308 GP disputati, di cui 91 vinti, 68 pole position e 155 podi.

Dopo l’esordio nei kart, il passaggio alle monoposto avvenne nel 1988, grazie al supporto economico dell’imprenditore Jürgen Dilk. Da quel momento, per il tedesco si aprirono le porte su un mondo che lo avrebbe portato a essere uno tra i migliori piloti di tutti i tempi – collezionando, insieme a Lewis Hamilton, il maggior numero di vittorie mondiali.

Diverse sono state le Scuderie con cui Schumi ha corso – Jordan nel 1991, Benetton dal 1991 al ‘95, Ferrari dal ‘96 al 2006 e, infine, la Mercedes, dal 2010 al 2012 – e tante le soddisfazioni ottenute, soprattutto grazie alla sua predisposizione al miglioramento e alla consapevolezza dei propri limiti.

Fino al 2013, quando un incidente su una pista da sci a Méribel ha cambiato le carte in tavola. Un evento a cui il figlio minore, Mick, ha assistito di persona.

Mick Schumacher nasce il 22 marzo 1999. Come il padre, inizia a correre con i kart, per poi percorrere la scalata fino alla Formula 1 (passando per la 2 e 3 Europea), in cui debutta nel 2001, con la Scuderia Haas.

Un cognome pesante da portare, un modello difficile con cui confrontarsi, soprattutto per un ragazzo sensibile e di grande umanità come lui, che dimostra, a ogni giro in pista, come l’eredità non sia tutto.

Per correre bene e vincere, ci vogliono quelle grandi capacità che solo chi ha talento e, certo, tanta passione può avere.

Jos e Max Verstappen

jos verstappen red bull
@Red Bull Pool Content

Padre del Campione del Mondo in carica, Johannes Franciscus “Jos” Verstappen ha iniziato a correre con i kart dall’età di 8 anni. Sempre più appassionato di motori, a sedici anni decide di abbandonare gli studi per lavorare per alcuni costruttori olandesi, per poi gareggiare in Formula Opel, Formula 3 e, dal 1994, in Formula 1.

Qui, però, i successi faticano ad arrivare, non sono poche le stagioni in cui Jos resta senza volante, gli incidenti e altre difficoltà che lo portano, alla fine del 2003, a ritirarsi e dedicarsi ad altre competizioni automobilistiche.

Una carriera completamente diversa aspetta, invece, Max Emilian Verstappen, pilota dal talento precoce che entra in Formula 1 nel 2015 e nel 2021, a soli 24 anni, vince il Mondiale, con Red Bull – oltre a vari riconoscimenti come il maggior numero di podi in una stagione (18, nel 2021) e vincitore più giovane (18 anni, 7 mesi e 15 giorni, nel 2016).

Gilles e Jaques Villeneuve

Villeneuve
Credit: Ercole Colombo

Ultima coppia, ma non meno importante, del nostro elenco di padri e figli famosi in Formula 1 è quella di Gilles e Jacques Villeneuve.

6 GP vinti, 13 podi, 2 pole position. Questi sono i numeri di Gilles Villeneuve, “l’Aviatore” canadese che deve il suo esordio in Formula 1, nel 1977, alla McLaren, nel GP di Gran Bretagna.

Il rapporto con la Scuderia inglese dura solo qualche mese: dall’agosto del ’77, fino al 1982, infatti, Gilles corre con Ferrari, con uno stile di guida particolarmente spettacolare e combattivo. Senza mai vincere un titolo mondiale, Gilles Villeneuve è passato comunque alla storia come uno tra i più grandi piloti della Formula 1.

Una carriera breve, ma intensa, quindi, per il pilota canadese che, purtroppo, non potrà mai assistere ai successi del figlio Jacques. Gilles, infatti, muore nel 1982, durante le qualifiche del GP del Belgio, quando il figlio ha solo 11 anni.

11 GP vinti, 23 podi, 13 pole position, 1 titolo mondiale (nel 1997). Questi, invece, sono i numeri di Jacques Villeneuve, pilota dalle grandi capacità velocistiche, dal carattere schietto e razionale e dall’ampia cultura.

WIlliams, BAR, Renault, Sauber e BMW Sauber sono le Scuderie con cui ha corso, con una guida tanto spettacolare (tale padre…) quanto decisa e con indosso sempre lo stesso casco, da lui disegnato.

Un altro Gilles è, da qualche settimana, entrato a far parte della famiglia Villeneuve: il quinto figlio di Jacques e della moglie Giulia, nato a gennaio 2022.

Anche Jacques e Gilles junior saranno destinati a entrare nell’elenco di padri e figli famosi in Formula 1? Lo scopriremo!

Giulia Nicora

Comunicazione e Organizzazione. Queste sono le mia "parole chiave", quelle parole che hanno guidato le mie scelte, personali e lavorative, e che mi hanno spinta a intraprendere la magica via della scrittura e del giornalismo. I motori? Passione di famiglia che, ormai lo so, verrà trasmessa anche al piccolo essere che, da dicembre scorso, rende più allegre e un pochino meno schematiche le mie giornate.

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