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Gilles Villeneuve, 38 anni dopo: il padre e il pilota oltre la leggenda

8 maggio 1982: muore un uomo, un padre come tanti altri. Nello stesso momento, però, nasce la leggenda del pilota più imprevedibile della storia

Ci sono storie che fanno tremare i polsi con il solo ricordo. Quella Gilles Villeneuve della Ferrari, scomparso 38 anni fa, è una di queste. Ricordiamo adesso l’uomo e il padre, non solo il magnifico pilota, che era “l’Aviatore”

È comune pensare che nello sport contano soltanto le vittorie. Certamente, moltissimi sono gli atleti e i campioni, in tutti gli sporti così come nella Formula 1, che vengono ricordati per record e trofei ottenuti nel corso della propria carriera. In fondo, però, non sempre è così. Gilles Villeneuve fa parte di quella categoria di sportivi rimasti nel cuore dei tifosi per la personalità, l’imprevedibilità e il sorriso gentile sempre presente sul volto.

Oggi ricorre il 38esimo anniversario della sua tragica dipartita, avvenuta a causa dello sfortunato incidente sulla pista belga di Zolder. Villeneuve ci teneva a non essere un pilota come gli altri: il suo unico interesse era la velocità, la competizione. Sotto qualunque forma. Un vero conquistatore dell’asfalto. Quell’aura da pilota unico nel suo genere conquistò, soprattutto, Enzo Ferrari, che nel finale di stagione del 1977 lo scelse per sostituire Niki Lauda.

Per il Drake, Villeneuve era come un figlio e, appunto come un figlio, lo difese sempre dagli attacchi della stampa italiana, molto critica durante i primi tempi. Proprio dalla critica nacque il soprannome di “Aviatore”, a causa del tempo che il pilota canadese trascorreva, a detta loro, più in aria che sull’asfalto, a causa dei diversi incidenti avuti in pista.

CARRIERA FATTA DI BATTAGLIE E MOMENTI EPICI

Alla fine, simbolo della carriera di Gilles Villeneuve, che riporta 6 vittorie su 68 Gran Premi disputati, sono i sorpassi e i colpi di genio in pista. Memorabile è il Gran Premio di Francia del 1979, disputato a Digione, ricordato per la storica serie di sorpassi, spallate e controsorpassi avuti con René Arnoux che, nonostante la lotta fosse per un “misero” secondo posto, conquistarono l’attenzione del pubblico più della vittoria finale di Jean-Pierre Jabouille. Per la cronaca: quell’anno il Mondiale lo vinse il ferrarista Jody Scheckter.

Indimenticabile, invece, quanto fatto quell’anno a Zandvoort e nel Canada nel 1981. In Olanda, al giro 51, Gilles completò un intero giro su tre ruote, a causa dell’esplosione di una gomma, dovendosi poi ritirare. Nel Gran Premio di casa, invece, di due anni dopo, al 54esimo giro la sua ala anteriore si staccò, ma non del tutto, e Gilles continuò la gara come se niente fosse (grazie all’esperienza accumulata negli anni delle corse in motoslitta). L’ala si stacco completamente dopo tre giri e il paladino dei tifosi di casa poté così arrivare addirittura terzo, per giunta sotto la pioggia!

Questa magnifica storia, fatta di altre vittorie e momenti emozionanti, finì quel maledetto 8 maggio 1982, in Belgio, a causa di un incidente avvenuto a pochi minuti dal termine delle qualificazioni, all’altezza della curva Terlamenbocht del circuito di Zolder. Quel giorno, a soli trentadue anni, Gilles lasciò la moglie Joanna e i figli Mélanie e Jacques.

GILLES PADRE E L’EREDITÀ DEL FIGLIO

È stato Jacques, quindici anni dopo, a chiudere idealmente il cerchio di questa magnifica storia iniziata dal padre, il 26 ottobre del 1997, giorno del Gran Premio d’Europa, corso sul circuito di Jerez de la Frontera, in Spagna. In quell’anno a contendersi il titolo, che venne assegnato durante l’ultima gara, c’erano Michael Schumacher, primo in classifica con 78 punti, e Jacques Villeneuve, secondo con un punto di distacco. Il campionato si decise con un singolo episodio, molto in “stile Villeneuve”.

Villeneuve riuscì a recuperare tutto il vantaggio che teneva Schumacher e ad attaccarlo fulmineamente, senza nessun avvertimento, pienamente d’istinto. Come, probabilmente, avrebbe fatto anche Gilles. Schumi, non si aspettava l’attacco e chiuse brutalmente creando l’impatto: la Ferrari ne uscì danneggiata, la Williams no. Jacques, laureatosi Campione del Mondo, ebbe anche il lusso di regalare negli ultimi giri la vittoria alla McLaren di Hakkinen, al suo primo centro in Formula 1.

Freddezza, studio e calcolo in una sola mossa. Un DNA da pilota puro, che soltanto un padre poteva trasmettere. Una mossa magistrale eseguita contro un avversario del calibro di Schumacher, temuto da tutti i colleghi.

Alla fine di tutto, la carriera di Gilles Villeneuve ci lascia un grande significato: le vittorie, nello sport, contano molto. Ma non sono tutto.

Amedeo Barbagallo

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Redazione

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