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Gilles Villeneuve: 38 anni fa la scomparsa dell’Aviatore

Nel giorno del 38° anniversario dalla sua scomparsa, vogliamo ricordare Gilles Villeneuve ripercorrendo la sua carriera e le sue imprese

L’8 maggio 1982 sul circuito di Zolder in Belgio, se ne andava Gilles Villeneuve, il pilota canadese entrato nel cuore dei tifosi e di Enzo Ferrari, nonostante non fosse mai riuscito a vincere un titolo mondiale

8 maggio 1982 – 8 maggio 2020: 38 anni senza Gilles! In questa giornata particolare, volevamo ricordare il mito di Gilles Villeneuve, l’Aviatore come è stato soprannominato, è diventato uno dei miti della storia della Formula 1 e della Rossa, grazie alle sue imprese, alla sua perenne ricerca della velocità, della sfida al limite, nonostante vetture non competitive, obsolete o che presentavano problemi di affidabilità.

Molti della mia generazione non può ricordarsi di Gilles Villeneuve, non avendo vissuto la sua epoca, ma grazie alle fotografie, filmati d’epoca, abbiamo potuto ammirare le sue gesta, la sua capacità di guida riuscendo a rimanere impressionati, stupiti ed affascinati da ciò che quel pilota sapeva fare al volante.

D’altronde Gilles Joseph Henri Villeneuve era un pilota unico, amava follemente la velocità e la competizione, in qualunque aspetto si presentasse. Era dotato di coraggio, carisma, genialità tanto da entrare nel cuore degli appassionati, che lo ricordano tuttora a 38 anni di distanza dalla sua morte.

LA PASSIONE PER LE QUATTRO RUOTE GRAZIE AD UN FURGONE

Nasce il 18 gennaio 1950 all’ospedale di Saint-Jean-sur-Richelieu nei pressi di Chambly, vicino a Montréal. Fin da piccolo, Gilles, mostrò di avere una certa passione per tutto la meccanica, amava giocare con le ruspe ed i camion, andare in bicicletta, oltre a sentire crescere dentro di sé lo spirito da competizione, costanza e perseveranza.

Nel 1959, il padre Seville comprò un furgone Volkswagen, permettendo a Gilles di guidare, facendogli capire che la passione per le quattro ruote sarebbe diventato molto forte e che lo avrebbe portato ad intraprendere la carriera di pilota.

All’età di 16 anni, incontra Joanna Barthe, colei che il 17 ottobre 1979 diventerà sua moglie, e dalla quale avrà due figli, ovvero Jacques, futuro campione del mondo di Formula 1 1997 e Mélanie.

1977: IL DEBUTTO IN FORMULA 1, GRAZIE A JAMES HUNT

Debuttò nel mondo dello sport, nelle gare di motoslitte disputate insieme al fratello Jacques, riuscendo ad ottenere risultati di rilievo e la conquista del titolo mondiale nel 1974. La sua esperienza in motoslitta, un veicolo dalla stabilità precaria, con visibilità spesso scarsa a causa degli spruzzi di neve, gli permise di acquistare abilità e capacità che gli saranno utili negli anni futuri. Insieme al fratello, prese parte a gare di accelerazioni a livello locale, a bordo di un’auto privata, una Ford Mustang del 1976, iscrivendosi poi alla Jim Russell Racing School per poter ottenere la licenza di pilota.

Per potersi permettere le spese per proseguire la carriera nel mondo delle corse, piuttosto costose, Gilles decise di vendere la sua casa, trasferendosi insieme alla famiglia in un piccolo appartamento. Grazie al ricavato, riuscì a partecipare al campionato regionale di Formula Ford nel 1973, ottenendo successo, vincendo 7 gare con una vecchia auto, per poi passare alla Formula Atlantic nel 1974.

James Hunt, notando il talento di Gilles Villeneuve durante il GP Trois Rivières, decise di portarlo in Formula 1 proponendo al direttore sportivo della McLaren, Teddy Mayer di ingaggiarlo per il GP di Gran Bretagna 1977, dove guiderà una vecchia McLaren M23, realizzando il miglior giro nel warm up del mattino, qualificandosi 9° e terminando 11°, mostrando di avere delle doti di guida incredibili, tanto da essere premiato come “Driver of the day”.

AGOSTO 1977: L’INCONTRO CON ENZO FERRARI E LA FIRMA DEL CONTRATTO

Alla fine di agosto 1977, dopo che la McLaren decise di sostituirlo con Tambay, il telefono squillò. Rispose Joanna, prima di passare la telefonata al marito Gilles. Quella telefonata arrivava da Maranello, come confermata da una voce che aveva sentito e che diceva: “Un momento per favore, è la Ferrari“. Dopodiché si presentò una persona che diceva di essere un collaboratore e parlava per conto di Enzo Ferrari, che gli chiedeva se fosse interessato a correre per loro, seguito dalla proposta di prendere un volo per l’Italia dove avrebbe incontrato il “Drake” in persona.

E così il lunedì 29 agosto 1977, Villeneuve prese l’aereo ed arrivò in Italia. A Modena avvenne il primo incontro tra il Commendatore e il pilota canadese che durò circa un’ora. Gilles non sembrò intimorito dalla presenza di quel signore con gli occhiali scuri, seduto dietro ad una scrivania circondata da trofei e fotografie di vetture e piloti della già leggendaria Ferrari, che in quel momento era alla ricerca di un valido sostituto di Niki Lauda, dopo che i rapporti tra il pilota austriaco e la dirigenza si fossero incrinati. Al termine del colloquio, durante il quale il canadese spiegò che era legato alla McLaren da un’opzione che lo vincolava per il 1978 e per poter rendersi disponibile doveva aspettare di ottenere l’atto liberatorio dalla scuderia inglese. Enzo Ferrari, un uomo ormai esperto e scaltro in questo campo, assicurò Gilles che non ci sarebbero stati problemi, alla fine i due si congedarono assicurandosi di tenersi in contatto.

Mentre Gilles era al GP d’Italia arrivò la tanto attesa liberatoria che gli permette di correre per un altro team. Quindi tornò a Maranello per un nuovo incontro, per poi essere accompagnato a Fiorano, dove effettuò alcuni giri lungo il tracciato al volante di una vettura appositamente preparata per lui, alla presenza di giornalisti. Non registrò tempi particolari, in quanto metteva troppa foga, commettendo errori. Il giorno dopo riuscì ad abbassare i suoi tempi sotto lo sguardo soddisfatto di Enzo Ferrari, anche se c’era parecchio lavoro da fare prima di essere ufficialmente pronto a correre.

Dopo aver ricevuto la telefonata da Enzo Ferrari, che lo invitava a tornare a Maranello per la firma del contratto,  Villeneuve si presentò nell’ufficio del “Drake” insieme al manager Gaston Parent. Durante l’incontro, Ferrari elencò alcune condizioni, tra cui il denaro che avrebbe guadagnato. Gilles chiese tra le altre cose di poter essere libero di godersi la sua vita privata e di permettere alla famiglia di poterlo seguire nei gran premi. Dopo aver firmato il contratto, Gilles e il manager alloggiarono per quella notte in un hotel di Modena e la mattina seguente furono a Fiorano, per un altro test a bordo di una vettura, durante il quale finì in testa-coda in un prato con erba alta, con l’alettone anteriore che falciò l’erba. Ciò nonostante Gilles non si scompose, tornò in pista e riprese a girare fortissimo, con la macchina piena d’erba, sotto lo sguardo divertito di Enzo Ferrari.

1978: IL DEBUTTO CON LA FERRARI

Gilles Villeneuve divenuto il 71° pilota ingaggiato dalla Ferrari, debuttò al GP del Canada a Mosport ed al GP del Giappone. Per la maggior parte degli addetti, è sembrato un azzardo in quanto rispetto agli altri piloti che lo hanno preceduto, era il meno esperto, anche se faceva parte del modo di fare di Enzo Ferrari. Gilles parlando del fondatore della più prestigiosa Scuderia, dichiarò così: Ferrari si dedica alle macchine da corsa come nessun altro uomo al mondo”.

Le prime gare con la Ferrari, si rivelarono un disastro, troppi incidenti e ritiri. Ciò nonostante Enzo Ferrari, decise di confermarlo per il 1978, trovandosi come compagno di squadra Carlos Reutemann. Ci si aspettava un Villeneuve più concreto, maturo, costante dopo ciò che aveva mostrato nelle sue prime gare. Per gli innumerevoli incidenti, la stampa lo soprannominò l’Aviatore. I primi risultati arrivarono in alcune occasioni, come in Belgio, Austria e in Canada dove ottenne la sua prima vittoria in carriera dinnanzi al suo pubblico. Il risultato portò ad ottenere la cittadinanza onoraria di Montréal, acquisendo un elevato livello di popolarità nel Québec, la sua terra natia. Anche la Ferrari aveva trovato in lui un nuovo idolo.

GP FRANCIA 1979: IL DUELLO CON ARNOUX

La stagione 1979, sarà ricordata per il titolo mondiale ottenuto però da Jody Schekter, neo compagno di squadra di Gilles, arrivato a sostituire Reutemann. Indimenticabile il GP di Francia a Digione, durante la quale per diversi giri Gilles Villeneuve fu in testa per poi nella fase finale perdere la posizione, superato da Jean-Pierre Jabouille, per poi imbattersi negli ultimi tre giri della gara, in una sfida indimenticabile con René Arnoux, con una vettura più potente. Indimenticabili i momenti in cui i due innescarono un duello ruota a ruota e con frenate al limite in cui i piloti si superarono più volte, abbassando persino il giro più veloce, al termine del quale fu il canadese a prevalere. Una sfida che la stampa elogiò, ed è tuttora considerato uno dei momenti più spettacolari e intensi di sempre nella storia di Formula 1.

Anche al GP d’Olanda, fu protagonista di un episodio indimenticabile: dopo aver superato Alan Jones, si portò in testa alla corsa, ma la mancanza di stabilità della vettura lo portò ad uscire di pista al 46° giro, compromettendo le possibilità di successo. Tentò di rientrare in corsa nonostante uno pneumatico afflosciato, per poi ritirarsi dopo un giro compiuto letteralmente su tre ruote. Un’azione che ha suscitato polemiche, da parte dei commissari di gara e dalla commissione per la sicurezza formata da piloti e Bernie Ecclestone che ritenevano la sua guida pericolosa ed irruente, tant’è che fu minacciato di sanzioni. Ormai tagliato fuori dalla lotta per il mondiale, decise di aiutare il compagno di squadra a conquistare la vittoria in campionato.

La stagione 1980, si rivelò l’ennesima delusione, con una Ferrari che nel frattempo aveva iniziato a lavorare sullo sviluppo della monoposto che avrebbe corso il campionato 1981, con l’avvento dei motori turbo. Villeneuve e Scheckter non ottenero mai risultati importanti, se non in rari appuntamenti del mondiale.

Gilles Villeneuve
Credits: Mercedes Twitter

Per la stagione 1981, Ferrari decise di sostituire Schekter con Didier Pironi. La Ferrari, portò al debutto la 126 CK, una vettura con motore turbo, che durante la prima parte della stagione, ebbe problemi di affidabilità. Ma ciò nonostante, Gilles Villeneuve si mostrò fiducioso. Nel corso della stagione non mancarono critiche e malumori da parte dei tifosi che accusarono il canadese di non saper sfruttare le occasioni d’oro. Memorabile il GP del Canada, durante il quale Gilles si rese protagonista di un’ennesima ottima prestazione. Partito 11° sotto il diluvio, riuscendo a recuperare varie posizioni fino al terzo posto. Ma a causa di un contatto alla partenza ed un errore in fase di doppiaggio l’alettone anteriore si piegò andando a coprire totalmente la visuale. Malgrado i vari incitamenti a rientrare ai box, il pilota preferì di rimanere in pista e concludere la corsa. Nel frattempo l’appendice aerodinamica si staccò, e permise a Gilles di portare la vettura in terza posizione, con il pubblico locale in estasi. Villeneuve dichiarerà che durante quei giri con la visuale ostruita a causa dell’alettone, si aiutò guardando le tracce degli pneumatici lasciati dalle altre vetture, per capire, quali traiettorie tenere.

L’EPILOGO

Arriviamo alla stagione 1982,  con la Ferrari  che si presenta con la nuova 126 C2. L’esordio non fu dei migliori, con due ritiri nelle prime tre gare, ed una squalifica al GP degli Stati Uniti per l’ala posteriore ritenuta irregolare. Per Gilles le difficoltà di quel periodo saranno caratterizzate anche da problemi famigliari, con la moglie Joanna che presentò la domanda di divorzio. Infine, anche il rapporto tra il canadese e il compagno di squadra Pironi, s’incrinò in occasione del GP di San Marino. Durante gli accordi pre-gara, si stabilì che in caso di grande vantaggio a metà corsa, la classifica si sarebbe congelata. Durante la gara, Villeneuve era al comando, quando dai box gli mostrarono il cartello con scritto “Slow”. Gilles capì che si doveva mantenere le posizioni, mentre Pironi pensò che i due fossero liberi di lottare per la conquista della prima posizione. E così la sfida tra i due fu inevitabile, finché all’ultimo giro Pironi superò Gilles alla curva Tosa, vincendo il Gran Premio. Villeneuve scese dalla macchina arrabbiato con il compagno di squadra, reo per non aver rispettato gli ordini di squadra. Allo stesso tempo anche con Ferrari, la situazione diventò tesa, tant’è che alla viglia del GP del Belgio arrivarono voci sul possibile addio del canadese.

08 maggio 1982, in occasione delle qualifiche del Gp del Belgio sul circuito di Zolder, alle 13:52 mancavano pochi minuti al termine, Villeneuve ottenne l’ottava posizione in griglia. Al giro di rientro ai box, affrontò la chicane alle spalle della pit-lane, per poi percorrere la discesa che porta alla curva Terlamenbocht. All’improvviso si trovò davanti la March di Jochen Mass che stava procedendo piano cercando di raffreddare le gomme. Jochen lo vede arrivare spostandosi a destra, pensando che Gilles lo superasse a sinistra. Invece, il canadese eseguì la manovra opposta, affrontando la curva all’interno, lungo la traiettoria più veloce, andando verso destra. La collisione fu inevitabile con esiti violentissimi. La Ferrari urtò con la ruota anteriore sinistra, la posteriore destra di Mass, con la Rossa che decolla, sfiorando il guard-rail sulla destra, per poi schiantarsi a terra. Gilles fu sbalzato dall’abitacolo, insieme al sedile. Arrivarono gli uomini del soccorso, che lo trasferirono prima al centro medico dell’autodromo e poi in elicottero alla clinica universitaria St. Raphael di Lovanio, dove nonostante i vari tentativi di prestargli soccorso, Gilles Villeneuve aveva ormai spiccato l’ultimo volo, spiegando le ali verso l’immortalità…

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Giorgia Meneghetti

Mi chiamo Giorgia, nata nel 1986, e residente a Fermo nelle Marche. Diplomata in Perito del Turismo, e con ottime conoscenze di lingue straniere: Inglese, Francese, Spagnolo. La Formula 1 è una delle mie più grandi passioni, che seguo dal 1998. Grazie ai suoi protagonisti, piloti, monoposto, team ne sono rimasta talmente stregata, tanto da spingermi a scrivere, raccontarla e viverla attivamente, sognando e sperando di poter un giorno incontrarli, e diventarne parte, e magari in un lavoro.

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