Analisi della redazioneFormula 1

Marko, ci risiamo! Rifletti prima di parlare

Le folli e irrispettose dichiarazioni del consulente della Red Bull hanno suscitato uno sgomento generale. In situazioni così surreali come questa, il silenzio sarebbe la migliore arma da adottare, caro Helmut

Siamo ormai da tempo, quasi abituati alle dichiarazioni fuori le righe di Helmut Marko. Memorabile il suo schierarsi contro la Ferrari o contro la Mercedes, gli attacchi alla FIA o le ripetute richieste di effettuare controlli mirati

Basti pensare all’accordo tra la Federazione e il team di Maranello e alla consistente questione economica in ballo. Infatti in caso di squalifica della Ferrari, la Red Bull avrebbe ottenuto un ingente beneficio finanziario. Ma si sa, nello sport, guerre di questo tipo sono all’ordine del giorno. Perché la lotta per il potere, molti non la fanno soltanto in pista a suon di sorpassi, ma la fanno diventare quasi politica. C’è chi sa farla con stile ma in modo più silenzioso, chi invece preferisce arrivare dritto al punto, come Marko, con dichiarazioni al vetriolo che non lasciano spazio all’immaginazione.

“Il fine giustifica i mezzi” così affermava Machiavelli e per Marko, si sa, il fine è quello di ottenere la supremazia all’interno del Circus annientando ogni rivale, non solo in pista. Lo stesso Binotto in più di un’occasione si è dissociato dall’aspetto politico, affermando che il loro modo di operare è differente, seppur dovrebbero ritoccare anche loro tale aspetto. Ma diciamo che se si tratta di una guerra volta a sancire la supremazia all’interno del Circus, si può anche accettare. Si potrà non condividerla, perché a mio avviso, le vere lotte dovrebbero essere disputate in pista a suon di sorpassi, lasciando da parte ogni congettura o scopo di natura politica.

IL SILENZIO COME ARMA

Ritengo però che ci siano momenti in cui il silenzio sia la migliore arma di battaglia, per evitare di gettare benzina sul fuoco e scavare in ferite difficili da arginare. Esprimere la propria opinione è lecito, ma averne il giusto modo è doveroso! Il rispetto è alla base di tutto, specialmente in una situazione così delicata come quella che stiamo vivendo, a causa della pandemia generata dal Coronavirus. Commenti come quelli affermati da Helmut Marko ritengo che siano non soltanto fuori luogo, ma addirittura oltraggiosi. L’epidemia generata dal Coronavirus sta mettendo a dura prova la vita di ogni individuo, poiché ne ha cambiato le abitudini.

Ciò che prima si dava per scontato, adesso manca come l’aria. La situazione che stiamo vivendo è surreale, mette a nudo le fragilità di ognuno e amplifica tutto. Perciò non si ha nemmeno la forza di ascoltare commenti alquanto discutibili e imbarazzanti a riguardo. Anche lo sport è stato totalmente investito da tale pandemia e perciò costretto a fermarsi. Ma al di là di ogni interesse economico, si dimentica che gli sportivi sono persone proprio come noi. Quindi hanno la propria vita fatta di legami, sogni, passioni, paure ed emozioni, e tutto il diritto di essere tutelati. Parole così assurde non solo fanno male, ma lasciano un senso di perplessità indescrivibile.

MARKO NON HAI ANCORA CAPITO LA GRAVITA’ DELLA SITUAZIONE?

Ma possibile che non si sia ancora capita la gravità di tale situazione? L’unica risposta plausibile è no e le risposte date precedentemente da Marko lo confermano. Non è questo il momento di andare controcorrente, sminuendo i rischi che il Coronavirus comporta. Un personaggio pubblico come lui dovrebbe dare il buon esempio. E’ necessario far capire che dobbiamo fare tutti la nostra parte per uscirne, no schernire e aggirare il problema come qualcosa che non potrà mai raggiungerci. Siamo tutti vulnerabili, nessuno ne è immune, anche chi non ha patologie pregresse ed è in perfetta forma può subire gli effetti del virus in modo drammatico, a qualunque età.

Non dobbiamo allarmarci e andare nel panico più totale, ma essere responsabili, si, ce lo dobbiamo! Personaggi in vista come Marko dovrebbero incitare, coloro i quali non hanno ancora capito che, la quarantena al momento è l’unica strada percorribile per proteggerci e debellare il virus. Parole come le sue sono di una superficialità disarmante, quasi come fossimo in dovere di poter giocare con le vite delle persone. Ma non sono bastati i circa 38mila morti causati da tale pandemia? Tutto ciò è un affronto non solo per chi ha già perso la vita in questa triste battaglia, ma anche per chi ancora lotta giorno dopo giorno.

SI HA BISOGNO DI ESEMPI POSITIVI DA SEGUIRE

Con la sanità quasi al collasso è aberrante, prendere così alla leggera tutto questo. Gli ospedali da campo come se fossimo in guerra, ma costruiti per poter garantire assistenza a tutti, non inducono a riflettere neanche un po’? Il virus si è diffuso rapidamente a macchia d’olio, perciò si devono seguire le misure restrittive indicate. Ma oltre a dover agire in modo responsabile per il bene collettivo. si ha bisogno di esempi da seguire, no di parole superflui e inutili. Mia madre sin da bambina mi ha infatti insegnato, che è necessario riflettere prima di parlare. Per smuovere le coscienze è necessario un esempio positivo, capace di creare anche un diversivo.

Ad esempio, Fernando Alonso ogni giorno effettua dirette su Instagram per intrattenere i suoi fan, invitandoli a restare in casa. Ma oltre a ciò ha consigliato a tutti di sfruttare in modo costruttivo questo periodo, invitandoli a porsi comunque delle sfide. Questo è il giusto momento per fare tutte quelle cose, che la frenetica routine quotidiana non ci permette di fare. Ma diamo sempre peso alle parole che utilizziamo. Molte persone, me compresa, sono rimaste scioccate dalle parole di Marko e da ciò nasce questo mio sfogo. Ad esempio, Felipe Massa ha affermato su Twitter che era meglio che Helmut fosse rimasto in silenzio, prima di commentare tale problema così superficialmente. 

 

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