Formula 1Gran Premio Australia

Coronavirus: il contagio ferma la Formula 1

L’epidemia che sta contagiando migliaia di persone sta intaccando anche il sistema organizzativo della Formula 1

Il Coronavirus sta causando ripetuti rinvii e cancellazioni di Gran Premi, al fine di garantire la tutela di pubblico, piloti e lavoratori del paddock

Una stagione 2020 che non è iniziata nel migliore dei modi: a gennaio, dopo gli incendi in Australia, si era ventilata l’idea di un potenziale rinvio della prima tappa dell’anno. Ora, l’epidemia di Coronavirus ha costretto il paddock allo stop definitivo. Il susseguirsi di eventi come la sospetta positività al virus di alcuni membri di Haas e la confermata positività di un membro del team McLaren hanno portato alla decisione definitiva. 

Il management di Formula 1 si trova così ad affrontare un ostacolo ancora più difficile nel cercare di trovare spazi per le prossime gare, che probabilmente saranno posticipate. Sebbene non vi siano conferme ufficiali sul fatto che si correrà in Bahrein, è chiaro che le squadre non vogliano mettere a rischio Coronavirus i propri piloti e collaboratori, portando così ad escludere il secondo turno del campionato.

Dato che anche il Vietnam sarà sicuramente rimandato, è chiaro che anche nei prossimi giorni verranno probabilmente annullati il Gran Premio di Olanda, Spagna e Monaco, lasciando l’Azerbaigian come potenziale apertura di stagione. Si parla, in questa situazione straordinaria, di estendere così il campionato al 2021. 

UNO SPORT DI VELOCITA’ CHE TROVA IL CORAGGIO DI FERMARSI

Parla Chase Carey: “A questo punto ci stiamo occupando dei problemi questo fine settimana. Sono appena arrivato dal Vietnam, stiamo discutendo con i partner sul da farsi per le prossime gare. Ma nei prossimi giorni, chiaramente affronteremo gli eventi legati al Coronavirus”.  

È una situazione piuttosto difficile da prevedere davvero” -ha ammesso- “Tutti usano la parola fluido, ed è ovviamente una situazione fluida. La situazione oggi è però diversa da quella di due giorni fa, che è diversa da come era quattro giorni fa. Quindi, cercare di capire e fare questo tipo di previsioni è molto complicato al momento, data la rapidità del susseguirsi degli eventi”. 

Carey poi ha dichiarato: “Dobbiamo solo continuare a fare quello che stiamo facendo, rivolgendoci a tutti gli esperti, in tutto il mondo. Chiaramente siamo uno sport globale. Non abbiamo a che fare con un singolo problema nazionale, stiamo affrontando una serie di complessità. Ma penso che dobbiamo continuare a gestire questi eventi man mano che la situazione relativa al Coronavirus si evolve”. 

Per tutta la stagione si corre a 300 km/h, ora si sente la necessità di tirare il freno a mano. Ora come ora il Circus è fermo, per la salute ed il bene di tutti, piloti, ingegneri, meccanici ed appassionati. E fino a quando l’emergenza non sarà finita, è giusto così. Quando torneranno a spegnersi i semafori, sarà un’emozione ancora più forte.  

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