DichiarazioniFormula 1

Binotto: “Le accuse su di noi? Solo un gioco politico”

Il numero uno del muretto Ferrari ritiene che le polemiche degli avversari avevano il solo fine di destabilizzare la situazione

Il team principal della Ferrari ha ridimensionato le accuse rivolte al Cavallino, considerandole una tattica politica dei rivali

Non è finito nel migliore dei modi il 2019 della Ferrari. Dopo avere dominato le tappe di fine estate – con la tripletta centrata tra Spa, Monza e Singapore – e avere centrato sei pole position con Leclerc e Vettel, il Cavallino è finito nel mirino dei rivali. In particolare, la Red Bull aveva malignato che a Maranello riuscissero ad aggirare il controllo sui consumi (che dal 2014 sono rigidamente regolamentati), motivo per cui le prestazioni della SF90 sarebbero cresciute in modo così esponenziale. Una polemica che sembra non essersi sopita, visto che recentemente Helmut Marko ha garantito ulteriori ‘sollevazioni’ nel caso di nuovi sospetti durante il 2020. 

BINOTTO RISPONDE

Ma quella della Red Bull è un’attitudine che non spaventa Mattia Binotto. Il team principal Ferrari aveva già preso posizione durante il weekend di Austin, quando affrontò faccia a faccia Chris Horner e rispose piccatamente alle accuse della Red Bull. Il ginevrino è tornato sull’argomento, ridimensionando a giochi politici le esternazioni mosse dai rivali sulla presunta irregolarità della power unit di Maranello. “È tutta politica – ha commentato Binotto a Motorsport-Total.comCi puntano il dito addosso per creare tensione”

L’effetto più immediato è il dover continuamente rispondere alle domande inerenti la power unit Ferrari: “In conferenza devi rispondere a ogni tipo di domanda e quelle inerenti al nostro motore erano diventate frequenti. Ci ho fatto il callo. La Formula 1 non è solo territorio di scontro a livello tecnologico e sportivo, poiché c’è anche un versante politico molto importante. A noi come squadra è mancato qualcosa in questo campo. Ci sono altri team che sanno usare i media efficacemente per perseguire scopi politici ed è qualcosa su cui dobbiamo armarci anche noi” ha riconosciuto il numero uno del muretto Ferrari. 

 

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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