DichiarazioniFormula 1

Sainz: “In passato nessuno parlava di adattamento ai team”

Lo spagnolo della Ferrari ricorda di essersi dovuto adattare anche a Renault e McLaren, ma tale argomento in questa stagione è più ricorrente per i vari cambiamenti di line up che ci sono stati

Carlos Sainz Jr. ha già sperimentato in diverse occasioni la sfida relativa all’adattamento a un nuovo team e a una nuova vettura

Carlos Sainz Jr. afferma di non essersi focalizzato sull’adattamento a un nuovo team prima d’ora. Il pilota spagnolo ha mostrato un buon passo e un rapido adattamento alla Ferrari in queste prime gare della stagione. Nonostante ciò, non è la prima volta che deve adattarsi da zero in un team. La prima volta che gli è successo è stato nel 2017 con la Renault, dopo tre stagioni alla Toro Rosso. “Ho dovuto adattarmi a una nuova squadra dopo tre anni con la Toro Rosso, ma quell’anno nessuno parlava di adattamento dichiara il madrileno.

Il suo periodo in Renault è durato due anni e poi ha affrontato un nuovo adattamento alla McLaren. Sebbene le sue prime gare con il team di Woking siano state un po’ difficili, ha rapidamente preso il ritmo e ha ottenuto punti quasi in tutte le gare della stagione. “Sembra che questo sia qualcosa di nuovo ora soltanto perché cinque piloti hanno cambiato squadra. Nel 2019 nessuno ha sentito parlare della sfida di cambiare squadra. A tal proposito io avrei affermato che ciò richiede un determinato tempo per adattarsi al meglio” ha ricordato.

ECCO I PILOTI CHE HANNO CAMBIATO TEAM PER QUESTA STAGIONE

In questa stagione, oltre all’approdo di Sainz Jr. alla Ferrari, diversi piloti hanno cambiato team. Sergio Perez alla Red Bull, Sebastian Vettel all’Aston Martin, Daniel Ricciardo alla McLaren, il ritorno di Fernando Alonso in Formula 1 con Alpine e l’arrivo di tre debuttanti: Yuki Tsunoda, Mick Schumacher e Nikita Mazepin. Sainz Jr. pensa che adesso, con tutti questi cambiamenti, si ci stia concentrando maggiormente sull’adattamento nel nuovo team in cui si approda. “E’ un argomento che in passato non veniva trattato come invece viene trattato ora” conclude così il madrileno.

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