Analisi della redazioneFormula 1

McLaren: cosa serve per provare l’assalto ai top team

La scuderia di Woking passata ai raggi X, tra certezze del presente e sfide per il futuro

La McLaren torna a far parlare di sé disputando la miglior stagione della sua storia recente dopo l’abbandono dei motori Mercedes. Analizziamo presente e futuro della scuderia di Woking aspettando il 2020

Il campionato 2019 sarà difficile da dimenticare per McLaren, che sembra finalmente essersi svegliata da un brutto sogno durato ben quattro anni. Il quarto posto ottenuto nella Classifica Costruttori è il miglior risultato dal 2012, quando in squadra c’erano due Campioni del Mondo quali Hamilton e Button. Per quanto la strada da percorrere sia ancora lunga e tortuosa, la scuderia di Woking sembra aver imboccato il giusto sentiero.

Sarebbe però fatale adagiarsi sugli allori. Il podio di Sainz è stato sicuramente il punto più alto della stagione per il team, ed è un ottimo biglietto di visita per la scuderia. Non bisogna però fare l’errore di considerarlo come un risultato non condizionato da accadimenti fortuiti. Fortuna che, nella Formula 1 odierna, è ben lungi dall’essere una componente predominante.

Quello che sta per concludersi è stato per McLaren un anno all’insegna del rinnovamento. Dal cambio di leadership, con l’arrivo di Andreas Seidl come Team Principal, alla scelta di Sainz e Norris come piloti, la parola chiave di questo 2019 è stata ringiovanimento. La coppia anglo-spagnola è di certo una coppia che scoppia, fuori e dentro la pista. Una squadra giovane ed affamata di successi è un’ottima base di partenza per un team che nella sua storia ha vinto tutto il possibile e aspira a tornare in vetta.

GLI UOMINI DIETRO IL VOLANTE

Uno dei punti di forza della McLaren è sicuramente la line up piloti. Sainz e Norris hanno entrambi contribuito a dare alla scuderia un look più giovane. Idoli indiscussi dei social, Lando e Carlos la fanno da padroni nei cuori degli aficionados della Formula 1. Non esiste tifoso di alcuna squadra che non abbia mai riso per un team radio di uno dei piloti in arancione (“I AM LOSING POWER, LOSING POWER!” suona familiare?). La creazione della coppia che scoppia però non è stata però un mero esperimento di marketing riuscito.

Carlos Sainz Jr. è sicuramente uno dei piloti più talentuosi attualmente nel Circus. Dopo aver abbandonato il programma Red Bull spodestato nelle gerarchie da Max Verstappen, il venticinquenne di Madrid è riuscito a ricavarsi una nuova opportunità scegliendo sapientemente un team che lo potesse valorizzare. Lo spagnolo, figlio del due volte Campione del Mondo di rally Carlos Sainz, ha dato prova di non essere in Formula 1 per caso. Desideroso di riscatto, ha condotto nel 2019 la sua miglior stagione finora, con costanza e dedizione, coronandola con il primo podio in carriera agguantato ad Interlagos.

Se da un lato del box troviamo un pilota affidabile e di esperienza, dall’altro troviamo un giovane che ha ancora tutto da dimostrare. Lando Norris nel suo anno da rookie ha iniziato a scoprire poco a poco le sue carte. Desideroso di lottare al pari con i migliori, il numero #4 McLaren ha un ampio margine di miglioramento. Certo, su alcuni punti c’è ancora da lavorare: uno su tutti la difesa, come ci ha dato prova “Checo” Perez ad Abu Dhabi, passando facilmente il giovane inglese che aveva dalla sua vantaggio di traiettoria e direzione della curva. L’augurio per Lando è che possa continuare nel suo percorso di crescita, approfittando anche della saggezza del compagno di squadra, certi che in futuro possa lottare per posizioni importanti.

LA MCL34, PUNTI DI FORZA E ASPETTI DA MIGLIORARE

La cattiveria agonistica da sola non basta per rendere un team vincente, che necessita di una vettura competitiva per stare al passo con le prime. La MCL34 ha dimostrato di essere una buona monoposto. Diciannove volte su ventuno almeno una McLaren si è piazzata nei primi 10, dieci volte tutte e due le monoposto sono entrate nella Q3. Oltre ai top team, la McLaren è la scuderia che più volte ha visto entrare entrambi i suoi piloti nell’ultima sessione di qualifiche.

Questa ed altre statistiche sono sicuramente delle buone basi di partenza sulle quali il team inglese può iniziare a costruire i successi futuri, ma lo sviluppo della vettura non si ferma, anzi. Obiettivo della pausa invernale è quello di migliorare la monoposto concentrandosi anche sugli aspetti che non hanno funzionato l’anno precedente.

Per il 2020 uno degli aspetti chiave da migliorare è sicuramente l’affidabilità. Sette ritiri cumulativi in tutta la stagione sono troppi per una vettura che vuole andare lontano. Basti pensare che la Mercedes ha subito solamente due ritiri, di cui uno per incidente. La stessa Ferrari, escludendo gli incidenti aventi per protagonisti i propri piloti, è stata costretta a richiamare una monoposto ai box per un problema tecnico una sola volta. Altro episodio legato all’affidabilità è, per esempio, l’esclusione di Sainz dalle qualifiche del GP del Brasile.

Certo, in mezzo al gruppo il contatto è sempre dietro l’angolo, ma avere una power unit resistente è un primo passo per ottenere i punti che servono per colmare il gap dalle scuderie al top. Oltre alla sfortuna e ai problemi legati alla PU, altri punti sono stati lasciati indietro per colpa di sviste al momento del pit stop. Per errori commessi sulla piazzola dei box Sainz ha dovuto abbandonare il GP d’Italia, mentre Norris ha lasciato prematuramente il GP del Messico. Senza questi errori, il team di Woking avrebbe potuto mettere prima le mani sul quarto posto costruttori. I ragazzi di Sendl dunque dovranno lavorare molto durante l’inverno per ridurre al minimo episodi del genere.

IL FUTURO DELLA MCLAREN

Il 2020 sarà un anno di transizione per quasi tutte le scuderie, che già fanno i conti con il regolamento 2021. L‘obiettivo di Norris&Co. per la prossima stagione sarà sicuramente quello di riconfermare il quarto posto di quest’anno, magari accorciando la distanza dai top team. Anche per il più inguaribile ottimista è difficile credere che la McLaren possa inserirsi nella lotta tra le prime tre, che viaggiano decisamente con un altro passo.

Bisogna dunque tener duro prima della rivoluzione targata 2021. McLaren, legata ancora per un altro anno alla Renault, dal 2021 tornerà a correre con motori Mercedes, riproponendo un binomio già vincente. Nessuno può però sapere quanto si stiano mangiano le mani in quel di Woking per i recenti risultati ottenuti dalla Honda, che proprio dopo il Brasile ha annunciato la sua permanenza nel Circus.

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Matteo Tambone

Mi chiamo Matteo, sono uno studente di Laurea Triennale in Fisica presso l'Università Federico II di Napoli. Velista e windsurfer, mi piace considerarmi uno sportivo a tempo pieno. Appassionato di Motorsport in tutte le sue forme, seguo la Formula 1 da sempre ed è uno dei miei argomenti di discussione preferiti.

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