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Paolo Pilotto, Sindaco di Monza, a F1world: “Monza caposaldo della ‘Bibbia’ motoristica”

A pochi giorni dall’inizio del fine settimana del GP italiano, abbiamo parlato con il Sindaco di Monza

Manca sempre meno al tanto atteso GP d’Italia, che si terrà come di consueto all’Autodromo Nazionale Monza. In vista di questo amatissimo evento, F1world ha avuto il piacere di parlare con Paolo Pilotto, Sindaco del comune lombardo

In occasione dell’imminente GP d’Italia, F1World ha avuto l’opportunità di intervistare il Sindaco di Monza, Paolo Pilotto, raccontando le proprie aspettative per il Gran Premio, il rapporto tra tracciato e cittadini e le iniziative adottate dal comune per celebrare il centenario dell’Autodromo.

Questo GP d’Italia sarà il suo primo da Sindaco della città di Monza. Cosa si aspetta da quel fine settimana?

Mi aspetto una conferma, innanzitutto, che mi pare sia già arrivata dagli innamorati di questo sport di tutto il mondo, visto che i numeri che vengono comunicati alle autorità, alla prefettura, alla questura, al sindaco sono altissimi. Sono numeri tendenzialmente un po’ sopra alla media, qualcuno li definisce un po’ da record. Mi aspetto quindi una conferma di una tradizione di interesse. Mi aspetto una grande serenità riguardo la fruizione, nel senso che il pubblico, gli innamorati dello sport normalmente esprimono un tifo molto incanalato. Credo inoltre vi sarà un’alta ospitalità da parte della città e una soddisfazione forte da parte di tutti gli organizzatori e di tutti quelli che si muovono intorno”.

“Non dobbiamo dimenticare che per Monza questo è anche il centesimo anno della presenza del circuito, con un’attenzione sempre molto forte negli ultimi anni, ma già presente nel 1922, a mettere insieme il fenomeno motoristico, l’ospitalità, l’accoglienza alle persone e l’attenzione a un bene eccezionale che è il Parco. È anche un’occasione per essere visto da tantissime persone a livello internazionale, perché il Parco per Monza, per l’Italia, per molto più dell’Italia è la Villa Reale, i Giardini Reali e il Parco Reale”.

A proposito del Parco, sin dall’inizio la convivenza tra Autodromo e Parco ha mostrato una evidente conflittualità. Secondo lei, possiamo affermare di essere arrivati a un compromesso tra le parti?

Nelle fotografie i compromessi funzionano: si prendono tre foto, se ne prende una intermedia che è venuta bene e si tiene quella. Ma gli esseri umani, la natura, la realtà, hanno normalmente il gusto di vivere, la prerogativa di vivere, quindi vivendo cambiano: cambiano la sensibilità, cambiano le aspettative. Alcune cose universali sono quelle di sempre, la passione, l’amore, l’interesse, alcune sottolineature cambiano. È un compromesso che va sempre rinnovato, è un’avvicinamento, è una ricerca di punti d’equilibrio che va sempre rinnovata. Non bisogna essere distratti da un’esigenza, quella del patrimonio ambientale, artistico, paesaggistico e storico ma nemmeno dall’altra esigenza, quella del mondo sportivo”.

Parco reggia monza
Credits: Reggia di Monza Facebook

Rimanendo sullo stesso discorso, come si è concretizzato il particolare legame che lega il tracciato e il territorio nel corso degli anni?

“Non solo sul territorio di Monza, tanti soggetti commerciali e industriali fanno riferimento alla forma del circuito. Si parte da questo livello simbolico, che capisce non solo un designer, ma capisce di primo acchito anche una persona che si muove a Monza e vede questo simbolo in tantissime vie in modi diversi, riportato sui libri, eccetera, per passare al tema degli affetti. Ho avuto da me un’innamorato dell’Autodromo e del Parco di Monza cresciuto in città, e in lui questo mix era evidentissimo: era un giornalista, ma si capiva la passione con cui intervistava. Il mix è quello di chi sente l’Autodromo appartenere in qualche misura quasi alla propria storia personale, a una storia fatta di panorami, di scenari, di luoghi frequentati e tra questi ce ne sono alcuni che ti segnano”.

“Inoltre, per alcuni commercianti il Gran Premio è un’occasione di stimolo alla propria attività: ristoratori, albergatori. La ricettività in quei giorni è molto stimolata. Per paradosso ci sono altri tipi di esercizi commerciali che potrebbero ricavare più “fastidio” che altro, visto, per esempio, l’aumento del traffico: si potrebbe dunque pensare che l’evento interessi solo alcuni, ma non è così. L’attrattività dei marchi (la Villa, il Parco e i Giardini e dall’altra parte l’Autodromo) è così forte che molto spesso è evocativa ben al di là della settimana di kermesse intorno al Gran Premio perché l’Autodromo ha comunque una vita autonoma durante l’intero anno, ospita anche molti altri tipi di gare e competizioni. Il rapporto col territorio è dunque di forte identificazione“.

“Non dimentichiamo, per altro, che nello stesso territorio Monza e Brianza, il settore legato all’automotive, è un settore non irrilevante. Siamo forti nella meccanica fine, in alcuni comparti della chimica e anche su alcune delle attività specifiche legate al mondo automotive, quindi questa passione per alcuni si trasforma anche in lavoro“.

Qual è il suo ricordo più bello riguardante la Formula 1 a Monza?

“Forse le emozioni dell’adolescenza, non dico avere già le chiavi di casa in tasca, però magari una bicicletta, uscire con gli amici. Qualche prato me lo sono comprato e sono andato a vedere le gare, ma non è quella l’esperienza più forte che ho io. L’esperienza più forte era l’idea del movimento, del colore, del dinamismo che c’era intorno anche alla preparazione del Gran Premio: i monzesi hanno il vantaggio di vedere anche tutto quello che si muove prima del Gran Premio. Poi, come tutti i ragazzini, è evidente anche il fascino del pilota famoso a un metro da sé, ma per me era il movimento. Poi anche il fascino dell’esotico, erano tante cose che venivano da mondi diversi, una convergenza di persone di tutti i generi, di tutte le nazioni attratte da un fenomeno simile, cosa che succede tutt’ora”.

Un occhio al futuro: già prima della sua elezione si parlava di come il Gran Premio a Monza fosse a rischio per gli anni a venire. Aveva già in mente qualche miglioria da apportare per cercare di mantenere l’appuntamento nel calendario di Formula 1 in caso di assunzione dell’incarico di sindaco?

“Se rispondessi in maniera diretta sarei un po’ presuntuoso. Le migliorie, le soluzioni tecniche sono figlie degli specialisti, che poi vanno a cercare la collaborazione di tutto il territorio. L’evoluzione della Formula 1 negli ultimi 30 anni, così come in altri sport, è spaventosa e segue ogni volta chi ha il governo dell’intera organizzazione”.

“Sentiamo spesso parlare di località europee importanti, faccio nomi quali Spa, Monaco, Monza, che rappresentano per gli innamorati del motorismo internazionale dei punti di riferimento fondamentali. Sono dei capisaldi di una sorta di ‘Bibbia’ dello sport motoristico, che possono essere messi in discussione dalle nuove mode, dai venti di cambiamento che di volta in volta sono spesso più che legati allo sport in quanto tale, come espressione che poi genera la passione, a ragionamenti più larghi che mettono insieme sport, investimenti, eccetera. Oggi una parte di mondo arabo entra in competizione offrendo degli spunti, gli Stati Uniti hanno aumentato la loro disponibilità e gli investimenti, quindi questo può diventare un elemento di concorrenza forte“.

“Io sono convinto che l’Europa abbia un fascino potentissimo in quanto Vecchio Continente, terra di tradizioni, terra dove il motorismo è nato, insieme agli Stati Uniti, come fenomeno industriale. Credo che dobbiamo essere bravi a far capire questo a livello internazionale: non potete lasciare l’Europa, ne avete un assoluto bisogno, perché apparentemente potreste guadagnare qualche dollaro in più, ma nel tempo perdereste un appeal che è l’effetto di un mix sportivo, industriale, culturale. L’Europa vince questa battaglia se è capace di fare valere questo mix. Non bisogna avere paura dei tempi che a volte corrono veloci, per cui si può pensare che queste cose siano vecchie: non è così. C’è differenza tra i capolavori e le imitazioni“.

Vista la grande affluenza prevista per tutte e tre le giornate, verranno adottate misure speciali riguardo la viabilità?

Le misure speciali riguardanti la viabilità sono tassative e molto collaudate, ogni anno ulteriormente modificate tramite un lavoro di concerto fatto da un comitato di pubblica sicurezza: prefettura, questura, forze dell’ordine, vigili del fuoco, autorità ferroviarie. Organizzare la viabilità e la sicurezza del Gran Premio è un’esperienza molto sfidante ma anche molto interessante. C’è un piano accuratissimo che riguarda mobilità e sicurezza”.

Le Frecce Tricolori sono per fortuna state confermate per quest’edizione del Gran Premio d’Italia, ma la Formula 1 a inizio anno aveva deciso di bandire gli spettacoli nei cieli pre-gara, dunque per l’anno prossimo resta un grande punto interrogativo. Come pensa di agire per cercare di salvare questa tradizione?

“Mi coglie impreparato, ma le posso dire che quest’anno con le Frecce Tricolori facciamo un raddoppio: in una delle manifestazioni che si fanno prima del Gran Premio, ci sarà una cerimonia simbolica con la discesa di tre paracadutisti dell’Aeronautica Militare. In ogni caso, io non trovo incompatibile il motorismo su strada con il motorismo aereo, anzi, è un punto di contatto molto interessante. Sicuramente se me lo chiedessero, essendo noto in tutto il mondo che le Frecce Tricolori sono una delle pattuglie più spettacolari e preparate, da italiano direi che sarebbe un peccato non consentire di verificare la loro perizia a metà mondo”.

Frecce tricolori monza
Credits: Scuderia Ferrari Press Area

Il ‘comitato’ dei festeggiamenti per i 100 anni dell’Autodromo è un cantiere di idee in continua evoluzione. Ci può svelare in anteprima qualcosa che vedrà protagonista la città di Monza?

“Alcune cose abbiamo già cominciato a raccontarle, venerdì 2 dovremmo avere la conferenza stampa di presentazione del nostro Fuori GP, manifestazione che esiste da molti anni e che cerca sempre di migliorarsi, di integrarsi. Fuori GP è un tentativo di sottolineare la kermesse che si svolge all’interno dell’autodromo portando lo spirito della festa, ma non solo, all’interno della città. Alcune delle scelte di quest’anno sono, ad esempio, quella di “unire i puntini” tra la stazione di Monza, da cui arriveranno molti tifosi, fino ai boschetti Reali, l’area verde prima del Parco, il cui percorso è costellato da attrazioni diverse. Un’altra sottolineatura che abbiamo voluto fare è quella che il gusto della novità si estenda a tutta la città, coinvolgendo anche le prime piazze della periferia, cercando di farlo su più piazze nel corso degli anni”

Monza fuori gp
Credits: Comune di Monza

“Abbiamo anche voluto innestare una maggiore varietà: tra i tanti abitanti di Monza e i tanti visitatori vi sono diverse sensibilità, dunque non significa che una persona amante del motorismo sia interessata solo a quello. Quindi alcune sottolineature riguardano il motorismo, altre il rapporto con le autorità e società partecipanti che tengono a far vedere il proprio lavoro. I commercianti, simbolicamente, regaleranno alla città 100 alberi, tanti quanti sono gli anni dell’Autodromo. Vi saranno anche altri inserti come mini rappresentazioni teatrali, i consueti concerti, la radio in piazza sempre presente, spazi musicali con finalità diverse sparsi nella città. Vi sarà anche un richiamo agli altri sport: già nella stessa manifestazione di presentazione vi saranno intorno al palco alcuni degli sport cittadini, non per forza motoristici. Questa è la dimostrazione che uno sport tira gli altri e l’evento sportivo aggrega le persone“.

Vorrei infine sapere da lei una curiosità: quali sono i suoi piloti preferiti attuali e del passato?

“Attuali direi i due piloti Ferrari, essendo qui tutti noi a spingerla con le mani per vedere se possano rosicchiare qualche punto a Red Bull. Del passato, invece, appartengo a una delle vecchie generazioni, dunque sono in dubbio fra dire Gilles Villeneuve e Ayrton Senna. Se devo dire la verità, forse sceglierei Gilles Villeneuve“.

 

Carlotta Ramaciotti

Da 20 anni appassionata di sport. L'amore per i motori nasce dal papà e cresce insieme alla mamma e a questo si lega la passione per la scrittura. Obiettivo: fare della mia passione il mio lavoro.

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