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GP Italia: Monza a rischio nel 2023? Serve un miracolo

La permanenza del Tempio della Velocità nel calendario di Formula 1 è in pericolo, a causa di problemi di sicurezza. Soluzioni a riguardo?

La permanenza in calendario del GP d’Italia a Monza è davvero a rischio? Sembra proprio di si, se…

Ritorna lo spettro sulla permanenza del GP d’Italia a Monza nel calendario di Formula 1, l’evento è seriamente a rischio? Il presidente dell’ACI gela infatti il pubblico presente al convegno “Monza Brianza 2030: sviluppo e prospettive di un territorio che traina il Paese” affermando che l’evento italiano potrebbe non essere presente nel calendario del 2023. Ma quali sono i motivi che porterebbero a ciò? Problemi di sicurezza nello storico autodromo.  A riguardo Angelo Sticchi Damiani ha dichiarato: “Il momento è davvero cruciale, perché se non si effettuano i lavori nei sottopassi dell’autodromo, il GP d’Italia non si disputerà a Monza“.

Il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti ha affermato: “Abbiamo sia le risorse che il progetto preliminare. Però è necessario approvare quello esecutivo e assegnare i lavori, per farli iniziare a ottobre e terminarli a giugno del 2023. Per una questione di sicurezza siamo costretti a separare il passaggio pedonale da quello delle automobili nell’autodromo“. Ma questo non è il primo segnale d’allarme a riguardo, anzi.

Serve un miracolo per far disputare ancora la gara italiana sul tracciato lombardo, ma perché?

La Prefettura già nel 2019 aveva deciso di bloccare le automobili che uscivano dal tracciato per far passare i pedoni. Angelo Sticchi Damiani ha perciò proseguito affermando: “E’ necessario che la pista venga tagliata in cinque punti. Oltre a ciò poi dovrà essere interamente ripavimentata. Non è la tempistica relativa ai lavori ciò che ci spaventa. Piuttosto, siamo preoccupati per la tempistica relativa per ottenere le autorizzazioni necessarie dalle istituzioni coinvolte. Avremo bisogno di un altro miracolo“.

La cancellazione del GP d’Italia a Monza nel 2023 causerebbe perdite importanti: tra dirette e indotto si parla di circa 150 milioni di euro. Tra le strade da percorrere secondo l’assessore lombardo allo Sviluppo economico Guido Guidesi, rientra il potenziamento di corsi post diploma Its. Ciò per permettere di formare le figure richieste dagli imprenditori, che attualmente sono quasi introvabili. La notevole carenza di personale qualificato è stata ribadita anche dal presidente di Apa Confartigianato. Giovanni Barzaghi infatti ha concluso dichiarando: “Il sistema della formazione deve essere adeguato. Abbiamo bisogno di politiche a hoc per trattenere i giovani in Italia“.

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