Analisi della redazioneFormula 1Tecnica F1

Mercedes, è tornato il DAS?

Degli on board del GP del Brasile rivelerebbero strani movimenti relativi al piantone dello sterzo sulla monoposto di Lewis Hamilton

Teorie della cospirazione e Formula 1: in casa Mercedes è tornato il DAS?

A soli tre appuntamenti dalla conclusione della stagione 2021 della Massima Serie dopo il GP del Brasile pare quanto mai evidente che i giochi siano tutt’altro che chiusi. Che ci si prepari a tirare le somme della stagione lo si intuisce anche dall’inasprimento dei toni dentro e fuori la pista. Il già lunghissimo weekend di San Paolo sembra infatti essere ancora lontano dalla conclusione. Mentre la Mercedes si prepara ad appellare la bonaria decisione della Direzione Gara nella mancata investigazione nei confronti di Verstappen, alcuni video spuntati online allungano lo spettro della reintroduzione di un simil-DAS sulle monoposto di Brackley.

Anche gli appassionati non di lunga data probabilmente si ricorderanno del Dual Axis Steering System introdotto lo scorso anno dal team della Stella a Tre Punte. Per chi invece si fosse avvicinato alla Formula 1 solo adesso, proviamo a spiegarlo brevemente. In sintesi questo sistema permetteva di modificare la convergenza degli pneumatici anteriori facendo scorrere il volante lungo il piantone dello sterzo. Il tutto ovviamente a favore della prestazione. Se vi steste chiedendo perché non sia tuttora presente sulle monoposto della Mercedes, vi basti sapere che ci è voluto davvero poco per renderlo illegale a partire dalla stagione 2021.

Perché dunque siamo tornati a parlarne quasi all’alba del 2022? Perché internet è un posto bellissimo. Alcune immagini pubblicate online lo scorso venerdì da un fan che ritraevano Max Verstappen impiegato a saggiare rapidamente le fattezze della W12 del rivale britannico sono costate all’olandese cinquantamila dollari di multa. Un altro video spuntato online sembra adesso puntare il dito proprio sulla Mercedes, rea di aver in qualche modo introdotto nuovamente il DAS sulle proprie autovetture.

TEORIE DEL COMPLOTTO E DOVE TROVARLE

Dai pochi e mossi fotogrammi a nostra disposizione potremmo affermare che si, c’è un movimento dello sterzo. Di primo acchito dunque verrebbe subito da urlare “beccati!“, ma le cose forse non stanno proprio così. Compariamo l’onboard di Hamilton all’Autodromo José Carlos Pace con uno sempre di Hamilton datato febbraio 2020. Possiamo già così notare una certa differenza tra le ampiezze dei due movimenti compiuti dal britannico nelle due occasioni. In secondo luogo, ragionando su due delle famose 5W, sul When e sul Why questo eventuale “nuovo-DAS” sia stato inserito sulle W12, sorgono ulteriori domande.

E’ lì da inizio anno? Se così fosse, considerando il tempo di media coverage concesso all’onboard di Lewis Hamilton, sicuramente una cosa del genere non sarebbe sfuggita ai più. Sarà allora stato implementato successivamente? Difficile ipotizzarlo. Aggiungere in corso d’opera sistemi così complessi richiederebbe una seria riprogettazione della monoposto con successivi test dentro e fuori pista. Questo è uno dei motivi per cui, una volta aperto il Vaso di Pandora, nessuno ha comunque deciso di seguire la scuderia di Brackley creando il proprio DAS. Il perché, sebbene non sia di facile identificazione, potrebbe essere risolto in “prestazioni superiori”.

Se però ci allontanassimo un attimo cercando di vedere il quadro più generale ci accorgeremmo quanto questa cosa sembri ancora più improbabile soprattutto per una ragione. Il DAS non è stato reso “illegale” per l’effetto in sé, ma perché un movimento lungo il piantone dello sterzo era ed è tuttora considerato pericoloso per la sicurezza del pilota. Inserire uno strumento illegale sulla propria monoposto sarebbe un passo falso enorme. Inoltre, rivelarlo al mondo intero in un weekend nel quale si è già sotto la luce dei riflettori per irregolarità accertate sarebbe un suicidio sportivo. Rimarrebbe dunque aperta la più banale ipotesi di malfunzionamento.

Smettendo i panni degli investigatori e tornando più verosimilmente alla realtà, non sappiamo se tale scoperta avrà o meno ricadute e seguito nel Paddock. Nel complesso valzer di ricorsi e proteste che in questi giorni rimbalzano da un box all’altro passando per la Direzione Gara non sappiamo se effettivamente Michael Masi&Co. avranno il tempo di indagare o se Christian Horner possa vedere in questi venti secondi di filmato un ulteriore appiglio per creare ulteriori elementi di disturbo al team guidato da Toto Wolff. Non ci resta dunque che attendere gli sviluppi della vicenda bollando per adesso il “DAS 2.0” come una probabile teoria del complotto.

 

 

Matteo Tambone

Mi chiamo Matteo, studente magistrale di Fisica presso l'Università Federico II di Napoli. Velista e windsurfer, mi piace considerarmi uno sportivo a tempo pieno. Appassionato di Motorsport in tutte le sue forme, seguo la Formula 1 da sempre ed è uno dei miei argomenti di discussione preferiti.

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