Analisi della redazioneFormula 1

Mercedes disordinata, Hamilton sconfitto: la caduta degli Dei

Dopo il clamore prodotto durante i test dall’estremismo della W13, i risultati non sono arrivati. Che fine hanno fatto le Frecce d’argento e l’eptacampione?

Un fortunoso podio, poi il nulla. Non sembra esserci alba per il campionato 2022 della Stella a tre punte, immersa nelle difficoltà così come il #44

Sarà stato molto duro il Gran Premio dell’Emilia Romagna per Mercedes, Lewis Hamilton e relativi tifosi. Quella del campione inglese è stata una gara anonima, contrassegnata dal tredicesimo posto finale. I numerosi – e vani – tentativi di superare l’AlphaTauri di Pierre Gasly sono il simbolo di una situazione inedita per la scuderia campione del mondo. Così come il doppiaggio operato da Max Verstappen; in fondo, la lotta mondiale tra i due è terminata soltanto nel dicembre scorso.

A fine gara persino il carismatico Toto Wolff sembrava avvilito dallo “spettacolo”. L’austriaco si è rivolto al nativo di Stevenage dicendo: “Mi dispiace per quello che hai dovuto guidare. Lo so che la macchina è inguidabile e non è quello che ci meritiamo. Andremo avanti, ma è stata una gara terribile”. Il team radio puzza di bugia, però, alla luce del risultato di George Russell.

Russell, al netto di tutte le difficoltà, ha portato a casa una rispettabile quarta posizione, seppur propiziata dal disastro Ferrari. Nonostante tutto, il giovane ex Williams sta tenendo in piedi una baracca che rischia di crollare. Che peccato, mi sento di dire, non averlo visto al volante di una Mercedes competitiva. Sakhir 2020 a parte.

Mercedes ed Hamilton, che fine avete fatto?

Le prestazioni della monoposto di Brackley sono lontane anni luce da ciò a cui siamo stati abituati. L’effetto suolo ha messo fino a una dittatura iniziata nel 2014 con l’introduzione delle monoposto ibride, era che la Mercedes è stata capace di monopolizzare a suon di vittorie, podi e… titoli!

La divinità della Formula 1, Lewis Hamilton, vincitore di ben sei degli otto campionati dell’era ibrida, è tornata tra gli umani, impantanato in quel midfield al quale nessun tifoso Mercedes potrà mai abituarsi. Questa situazione, in fondo, ricorda il tragico biennio 2020-2021 vissuto dai tifosi ferraristi, dove il terzo posto costruttori – seguito dal sesto dell’anno precedente – è stato accolto alla strenua di una vittoria mondiale.

Ma se con la stipula del “patto segreto” tra FIA e Ferrari, dalle parti di Maranello avevano compreso che i tempi all’orizzonte sarebbero stati più che complicati, era stata la Mercedes a sorprendere durante i test prestagionali del 2022. L’innovativa e “magrissima” W13 di Sakhir aveva infatti catturato le attenzioni di analisti e tifosi, fomentati da indiscrezioni di stampa che paventavano “prestazioni al simulatore a dir poco impressionanti, con guadagni già leggendari, di parecchio superiori al secondo per giro rispetto alla prima versione presentata ai test di Barcellona.

Quali ambizioni per il 2022 della Mercedes?

A questo punto, gli uomini di Toto Wolff non possono che concentrarsi velocemente sugli aggiornamenti da portare in pista. È evidente che se le prestazioni, e risultati, dovessero continuare sulla stessa lunghezza dell’inizio di questo campionato, la Mercedes si troverebbe in una sorta di limbo con McLaren, tra chi lotta per la vittoria e chi lotta per il centrocampo.

In Spagna, secondo quanto riportano alcuni media, dovrebbe arrivare un pacchetto di aggiornamenti mirato a mettere fine al fenomeno del porpoising. Fenomeno che, tuttavia, non è l’unico problema della monoposto. La tappa catalana del mondiale, a questo punto, potrebbe rappresentare una sorta di ultima spiaggia per il team di Brackley.

Insomma, il lavoro che aspetta sia Mercedes che Hamilton è e continuerà a essere molto arduo. Perdere il vertice, dopo averlo mantenuto per molti anni, ha fatto molto male. Sprofondare all’inferno del midfield, invece, potrebbe essere molto più doloroso per chi corre con il solo obiettivo di vincere.

Amedeo Barbagallo

Studente catanese di Filosofia con la passione per la scrittura, l’arbitraggio e la Formula 1. Autore del libro "I ragazzi che salvarono il mondo" (Santelli, 2020).

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