Formula 1Test Barcellona

Test Barcellona 2022, cosa ci dicono le prime tre giornate?

Dopo oltre due mesi dalla fine della passata stagione si è tornati in pista facendo debuttare ufficialmente le monoposto effetto suolo reintrodotte dal nuovo regolamento. Tre giorni che non hanno assolutamente detto tutto, ma qualcosa in fondo sì

Le squadre di Formula 1 nelle tre giornate di test di Barcellona hanno avuto l’occasione di familiarizzare con le nuove monoposto. Lo stesso si può dire per noi, ecco cosa abbiamo colto

A Barcellona le prime tre giornate di test (o shakedown che dir si voglia) hanno permesso alle squadre di prendere confidenza con le nuove vetture ad effetto suolo. Riscoprendone effetti caratteristici che, come ha detto Mattia Binotto, forse non erano stati considerati appieno come il porpoising. Proprio per questo motivo macinare il maggior numero di chilometri possibili ha rappresentato il principale obiettivo. Oltre a questo però c’è dell’altro.

Partiamo considerando il numero di giri percorsi che di per sé dice molto sui problemi riscontrati. A brillare in tal senso è stata la Ferrari che fra mercoledì e venerdì ha inanellato più giri di tutti (439) mostrando una certa solidità ed affidabilità. Alle spalle la Mercedes con 393, che nell’ultimo giorno a disposizione ha corso addirittura 160 tornate, e la McLaren con 367. Chi ha avuto più difficoltà sono state Aston Martin, Alpine, Alfa Romeo e Haas, quelle che per dei grattacapi hanno passato molto più tempo all’interno dei box.

Altra cosa ha riguardato la paura di assistere a una Formula monomarca, sparita appena messo piede in pista. Questo è un tema che in parte era stato smentito in occasione delle presentazioni delle monoposto; ma che al Circuit de Catalunya ha visto sciogliere definitivamente il nodo. Gli ingegneri sono stati capaci di mettere in pista delle filosofie diverse che ritroviamo rispettivamente nelle scelte dei tre team di vertice. A testimonianza di ciò, fra le caratteristiche delle macchine una delle prime cose che balza agli occhi è differente la concezione della zona delle pance.

SEGUIRE UN’ALTRA VETTURA È DAVVERO PIÙ FACILE?

Diversi quesiti sono legati a uno dei motivi principali che hanno portato al cambio regolamentare, sarà davvero più facile seguire? Non si è potuto non notare infatti che sono state fatte diverse prove in scia per verificare il comportamento delle vetture rispetto alla generazione precedente. “Quando sei fra tre secondi e un secondo dall’auto che ti precede va meglio; ma quando sei fra un secondo e mezzo secondo il feeling è simile a quello dell’anno scorso. Poi però va molto meglio quando ti trovi al di sotto del mezzo secondo, le parole di Charles Leclerc che si leggono su Motorsport.com.

Come il monegasco altri hanno dato un feedback positivo. Alexander Albon per esempio che è ritornato in Formula 1 dopo un anno di pausa si è detto sorpreso di quanto veloce potesse essere fra curva 2 e curva 3. Mentre Max Verstappen ha espresso un parere contrario: “È vero che non si ha più quella strana perdita di downforce, ma improvvisamente hai del sottosterzo e un grande sovrasterzo. Ovvio comunque che non mi aspettavo che l’effetto dell’aria sporca se ne fosse andato del tutto”.

NUOVA GENERAZIONE, SOLITI EPILOGHI

E poi ci sono cose che non cambiano mai. Guardando al 2022 in tanti si son detti che questa sarebbe stata la loro occasione di far bene, ma pare che alla fine le scuderie che continueranno ad essere punto di riferimento saranno sempre le stesse. Grazie sì alle possibilità economiche maggiori di sviluppo ma soprattutto grazie all’ingegno di personalità quali Adrian Newey che con la sua Red Bull ha innegabilmente sbalordito la concorrenza.

Quelle stesse che nel 2021 si sono quindi dimostrate fra le più competitive sembra che ancora saranno destinate a rimanere nella Top4, inutile nascondersi. Una conferma che non sorprende per Mercedes e Red Bull, ma alla fine neanche per Ferrari e McLaren. Mentre le restanti continueranno ancora ad inseguire a distanza, o almeno così sarà all’inizio.

QUEL CHE È STATO A BARCELLONA SARÀ ANCHE IN BAHRAIN?

Archiviati i test di Barcellona per i team si presentano davanti due settimane di analisi che porteranno successivamente alle giornate di prove in Bahrain, che anticipano il primo Gran Premio della stagione. Per allora si dice che ci saranno dei grossi cambiamenti da parte di quelli Brackley e da parte di quelli Milton Keynes. Forse anche una versione B della W13, ma per conferme occorre attendere. E gli altri? Lo scopriremo solo a Sakhir.

Silvia Quaresima

Il mio amore per la Formula 1 é sempre stato lì con me, fin da quando ho ricordo delle vittorie di Michael in rosso. Ma con il tempo è cresciuto così tanto che ora c’è voglia di esserne parte e di raccontarla.

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