Analisi della redazioneFormula 1

Se Bottas piange, Perez non ride. Sveglia Checo!

Nel confronto alla pari (o quasi) tra Mercedes e RedBull le seconde guide giocano un ruolo decisivo: ammesso che si diano una mossa

Come Bottas e Perez non stanno aiutando i loro capisquadra: urgono scatti d’orgoglio

Bottas contro Perez ancora più che Hamilton contro Verstappen? Beh, in un certo senso sì! Le due vetture migliori sono anni luce davanti al resto del gruppo, i due leader stanno letteralmente dando spettacolo con sorpassi al fulmicotone e duelli ruota a ruota. All’appello per adesso mancano proprio gli scudieri, quelli che in mano, per diversi motivi, tengono un bicchiere mezzo vuoto, più che mezzo pieno.

Sergio Perez
Credits: Sergio Perez Web Site

Delle pensierose e angosciose vicende del finlandese ci siamo già occupati. Ed è incontestabile che il povero Valtteri nelle prime tre gare stagionali abbia mostrato più ombre che luci. Ma anche dall’altra parte della barricata non sono tutte rose e fiori. Sfortuna e qualche errore che si potrebbe definire di gioventù se non si trattasse di un pilota con duecento gran premi alle spalle, hanno finora impedito a Perez di sfruttare a pieno l’occasione che potrebbe riabilitare la sua intera carriera.

PEREZ, L’OCCASIONE DELLA VITA E QUEL COMPAGNO SCOMODISSIMO DALL’ALTRA PARTE DEL BOX

Per dare un giudizio, anche se prematuro, sulla stagione del messicano occorre considerare la strada che l’ha portato in Red Bull. Quest’inverno Horner e Marko, stufi di vedere i migliori membri della Academy letteralmente divorati da Verstappen, avevano davanti due possibilità. Scegliere un pilota affidabile come Hulkenberg oppure una seconda punta più veloce, ma anche con un carattere più difficile, come Checo. Scegliendo Perez hanno messo in conto di poter destabilizzare Verstappen, ma allo stesso tempo si sono messi in squadra un pilota già pronto per la lotta di vertice.

Perez Bottas
Credits: Pirelli Press Area

Niente da dire: una decisione chiara e coraggiosa. Solo che in queste prime tre gare Perez non ha fatto molto meglio dei Gasly o degli Albon degli anni scorsi. E questo a Horner e Marko non deve piacere, proprio per niente. Anche perchè a guardare la classifica il responso è crudele. Perez con la migliore macchina del lotto (per lo meno alla pari della Mercedes) è dietro Norris e Leclerc!

TRE GARE BRUTTE, PER VARI MOTIVI. MA ORA C’E’ BISOGNO DEL VERO PEREZ!

Non che gli siano andate tutte bene, allo sfortunato Sergio. A Sakhir gli si è spenta la macchina nel giro di ricognizione, poi ha compiuto una gran rimonta. A Imola partiva in prima fila, e un testacoda alla Villeneuve lo ha piantato in fondo al gruppo. A Portimao, beh, a Portimao ci si aspettava di meglio. Perchè è vero che più di quarto era difficile fare, ma perdere quindici giri e dieci secondi per superare Sainz e Norris lo ha escluso sin da subito dalla lotta per le primissime posizioni. E soprattutto ha impedito alla squadra di usarlo come arma tattica per contrastare le due Mercedes.

Perez Bottas
Credits: Pirelli Press Area

Perchè, come ogni pilota, Perez spera sicuramente che la vettura che si è guadagnato dopo tanti anni di gavetta gli permetta di vincere delle gare. E magari lottare per il campionato. Ma in Red Bull saranno sicuramente di un’opinione diversa. E cioè che Checo debba prima di tutto aiutare Verstappen nella lotta per il titolo piloti, portando punti nel campionato costruttori ma soprattutto togliendoli a Hamilton! Già a Portimao si è capito, con quel goffo tentativo di allungare lo stint fino a farsi raggiungere dall’inglese, che Perez vale come pedina strategica. A patto che riesca a stare vicino alle Mercedes. Cosa che finora non è riuscito a fare.

A BARCELLONA IL PRIMO VERO ESAME. O SARA’ ANCORA DOMINIO MERCEDES

Il prossimo appuntamento al Montmelò pare lo scenario perfetto per il duello tra Mercedes e Red Bull. La pista è la più completa del mondiale: tecnica, con tratti veloci ma anche frenate brusche e chicane lente a un asfalto esigentissimo con le gomme. I sorpassi sono difficili e quindi, a meno che non piova, la componente strategica sarà fondamentale. Occhi puntati su Verstappen e Hamilton, ovviamente, ma Bottas e Perez potranno giocare un ruolo decisivo a livello tattico. Ma solo se riusciranno a tenere il passo degli scatenati capisquadra!

E’ quindi finito il tempo degli adattamenti (e delle scuse). Da domenica ci vuole il Perez dell’anno scorso, dei podi di Istanbul e Sakhir, oppure alla Red Bull cominceranno di nuovo a pensare ad un secondo pilota per il futuro, prossimo o remoto che sia. E i 31 anni di età di Perez (gli stessi di Bottas, che coincidenza) diventeranno improvvisamente tantissimi.

David Bianucci

Mi chiamo David Bianucci, nato a Prato ma trasferito per amore e lavoro sui colli Euganei in provincia di Padova. Sono uno sportivo a livelli di fanatismo, ho praticato la pallanuoto per vent'anni e ora faccio i campionati di nuoto Master. Ma le sensazioni più forti me le ha sempre regalate la Formula 1, sin da quando a nove anni ho visto il Gran Premio di San Marino del 1981. Sono seguite sveglie notturne per vedere i gran premi asiatici, autentiche fortune spese in riviste specializzate, giornate tra le frasche del Mugello per guardare girare di nascosto Michael Schumacher. Essere diventato nel frattempo Ingegnere Meccanico non ha migliorato la cosa... Scrivo perchè non posso fare niente per evitarlo.

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