Analisi della redazioneFormula 1Gran Premio Bahrain

Track-limits, siate maledetti. Lotte e giovani ruspanti, buone premesse

In Bahrain bocciate Alpine e Aston Martin, Ferrari incoraggiante e ottimo esordio per Tsunoda

Verstappen cede la posizione a causa dei track-limits in curva 4, e la battaglia con Hamilton ne risente proprio nel finale. Gara viva, buon auspicio per il futuro

Eccoci qua, ci risiamo: qualcuno trova il modo di individuare cavilli anche in questa vittoria di Hamilton, la numero 96 della sua carriera, la prima dopo cinque anni per quanto riguarda la gara di apertura del Mondiale. Per la prima volta dopo tempo immemore, l’inglese partiva con una vettura inferiore alla concorrenza. Leggermente, per carità, nulla che non lo tenesse in partita. Ma a Verstappen è riuscita la pentola e non il coperchio: primo in tutte e tre le sessioni delle libere, primo in qualifica con quasi 4 decimi rifilati al rivale, in testa in gara salvo poi infilare un pit-stop con un ritardo che ha consentito all’inglese di sopravanzarlo. 

RIMONTA E SORPASSO

Poi è arrivato il sorpasso, dagli 8 secondi di distacco Verstappen è riuscito a recuperare e a infilare Hamilton. Nessuno aveva immediatamente capito perché l’inglese fosse tornato immediatamente davanti, e al di là degli ordini di scuderia o del rischio penalità, tutto si ridue ancora una volta a quei maledetti track-limits. Sì, fatemeli apostrofare così: maledetti. Lo scorso anno a Portimao, in prova, furono tolti 126 tempi per colpa di quei sensori. Oggi siamo ancora qui a disquisire di Sprint Race o altre amenità, senza mettere sulla bilancia i problemi seri: posso essere penalizzato perché secondo il regolamento traggo vantaggio dal mettere un’intera vettura su un cordolo? Dove si traduce il vantaggio? Quanto posso guadagnare in millesimi? I track-limits sono il male di questo sport. Suggeriamo dunque a Domenicali che questa è una questione ben più urgente delle gare rapide per decidere la griglia. 

E invece Hamilton ha vinto ancora, dopo aver denunciato problemi al retrotreno e di aver candidamente ammesso di “non poter andare più forte di così”. Tocca di nuovo levarsi il cappello, as usal. Anche se, in fondo, proprio per via di quanto denunciamo sopra, il GP del Bahrein si è deciso per una sbavatura in curva 4. Battaglia così tra i primi due non si vedevano da tempo, ed è un viatico positivo in vista di una stagione che si annuncia densa. E gli altri? Capitolo Ferrari: week-end tutto sommato apprezzabile, dato che si era in perfetta conoscenza della differenza tra la qualifica e il passo gara della Rossa. Sainz e Leclerc hanno lottato, si sono messi in mezzo alle McLaren e hanno sfruttato la giornata no delle Alphatauri, pur con uno Tsunoda promosso a pieni voti. Il giapponese ha battagliato con un campione del mondo: l’esordiente e Kimi Raikkonen, di vent’anni più vecchio di lui. Non male.

ASTON MARTIN E ALPINE, COSI NON VA

Malino invece Alonso, checché ne dica Sky, che ha valutato come positivo il suo ritorno. Certo, in gara si è notato e si è fatto notare, ma per tutto il week-end la Alpine ha sofferto, ed è strano, dati i continui passi avanti della scuderia nella scorsa stagione. Il paio con la ex Renault lo fa la Aston Martin: problemi nei test, problemi nelle libere, problemi in qualifica. Vettel escluso in Q1 come se guidasse una Ferrari verde. Impantanato con l’altra Alpine di Ocon che accusa di aver cambiato traiettoria (Seb, non ci è parso proprio così…), Stroll migliore ma poca cosa. Il figlio del capo ha battagliato pure con Perez: già, il messicano, che era partito dalla pit-lane e spesso sembra che non gliene vada mai bene una.

Per una Red Bull magistrale consegnata all’olandese volante, ce n’era una che si spegneva nel giro di ricognizione: eppure il nostro, che qui aveva colto il primo successo in carriera, ha dovuto inventarsi una gara nuova, centrando comunque un buon quinto posto. Stima, e conferma che era meglio tenerlo dentro al circus piuttosto che lasciarlo senza sedile. Per il resto, male l’esordiente Mazepin che se le è andate a cercare da solo (ma non demonizziamolo qualsiasi cosa dica o faccia), orgogliosa la Williams con un Russell che predica sempre nel deserto, dopo aver portato la vettura in Q2 facendo già un miracolo. Tra tre settimane si torna a Imola, così presto, così romanticamente: purtroppo però, ancora senza pubblico. Sul Santerno ma anche a Portimao, il 2 maggio, ne sapremo di più. Due piste probanti, per una Formula 1 che ha dato finalmente segnali di risveglio. Track-limits permettendo…

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