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Motore Honda e aerodinamica: analisi del vantaggio Red Bull

Se per la prima volta da secoli la Mercedes si trova a dover inseguire il merito è tutto dei tecnici anglo – giapponesi

Aerodinamica azzeccata e super propulsore Honda: i segreti della supremazia della Red Bull

Sarà mica la volta buona che qualcuno riesce a strappare alla Mercedes il ruolo di riferimento tecnico della massima formula? Dall’andamento della prima gara e dai tempi delle striminzite prove invernali pare proprio che Red Bull e Honda abbiano messo in pista un gran pacchetto. I numeri, per carità, dicono che in testa a entrambe la graduatorie ci sono ancora i soliti noti. Ma è quantomeno miope trascurare i grandi progressi messi in mostra dalla scuderia di Milton Keynes, che già aveva concluso con un successo la stagione 2020. E che all’alba del 2021 sembra proprio quella che ha lavorato meglio durante l’inverno.

L’esito del primo Gran Premio della stagione è stato pesantemente influenzato dal piccolo guasto sulla vettura di Perez nel giro di ricognizione Per non dire delle incertezze del box sulle strategie e dell’errore di Verstappen nel sorpasso decisivo. Altrimenti facile immaginare che sul podio ci sarebbero state due vetture gialloblu, magari ai primi due posti. In particolare sono due le aree in cui il vantaggio della Mercedes sembra definitivamente scomparso. Anzi sembra che il team capitanato da Adrian Newey abbia “strappato” in maniera decisa sulla concorrenza. Tali aree sono assetto aerodinamico e motore.

L’HONDA SI RITIRA MA LASCIA IN EREDITA’ A HORNER UN GRAN MOTORE

L’annuncio della Honda di abbandonare la Formula 1 aveva, inutile negarlo, lasciato grandi dubbi sulla competitività della Red Bull durante questa ultima stagione di “matrimonio”. Proprio nel momento in cui i risultati della collaborazione iniziavano a fioccare i nipponici staccavano la spina…una vera disdetta. E invece l’etica del lavoro tipica dei soldatini del Sol Levante ha avuto ancora una volta la meglio.

A Tokyo infatti invece che abbandonare mestamente la compagnia si è lavorato duramente per lasciare un bel regalo. E il bel regalo è questo prodigio di RA621H V6 (la sigla della Power Unit nipponica del 2021 e dei prossimi anni). Un motore con cui la Red Bull potrà lottare per il campionato in questa stagione. Ma probabilmente anche nelle prossime, quando si troverà a gestire in proprio il propulsore ricevuto in eredità da Honda.

Red Bull Honda
Credits: AmgMercedesF1

Più compatto del precedente, profondamente rivisto anche nella parte puramente meccanica dell’elemento a combustione interna. Il nuovo motore Honda ha praticamente raggiunto i livelli del Mercedes in termini di potenza massima. Per giunta pare addirittura migliore come lay-out, tanto da consentire ad Adrian Newey di adottare soluzioni molto spinte per quanto riguarda i flussi che attraversano l’interno della vettura. Se verranno risolti anche i piccoli problemi di affidabilità che hanno afflitto soprattutto Perez nella domenica del Bahrain niente vieta di sperare in un confronto serrato fino alla fine.

Il CAMBIO DI REGOLAMENTO SFAVORISCE LE VETTURE CON ACCENTUATO ASSETTO RAKE: LA PALLINA SI E’ FERMATA SULLA CASELLA DI VERSTAPPEN!

L’altro fattore eclatante che ha permesso alla Red Bull Honda di appaiare le prestazioni della Mercedes è di natura aerodinamica. Il nuovo regolamento con taglio del fondo e paratie ridotte nella zona delle prese d’aria dei freni e sul diffusore posteriore ha indotto i team a provare varie soluzioni. La McLaren ha sorpreso tutti, con un diffusore che probabilmente è il migliore della griglia. Ma al di là della trovate geniali e un po’ estemporanee di questo o quel team l’evidenza più incontestabile è che a pagare più duramente il nuovo regolamento siano le monoposto che adottano la filosofia dell’assetto “piatto”.

Red Bull Honda
Credits: McLaren WebSite

E’ noto da qualche anno che alcuni team hanno fatto largo uso del cosiddetto “assetto rake” (cioè “picchiato”), cioè hanno progettato la vettura in modo che il fondo vettura durante la marcia risulti inclinato in avanti. In questo modo l’ala anteriore si trova molto vicino al suolo e genera molto carico aerodinamico. Inoltre tutto il corpo vettura lavora da diffusore, contribuendo ad aumentare l’effetto suolo. Viceversa altre squadre, tra cui Mercedes e la gemella Aston Martin, ex Racing Point, hanno preferito un assetto più allineato col suolo.

Ebbene, in maniera difficile da prevedere,  a pagare in maniera più pesante gli effetti del taglio al fondo vettura imposto dal nuova regolamento sono proprio questi ultimi. Mentre Red Bull, McLaren e in parte anche Ferrari hanno recuperato facilmente il carico perso, Mercedes e Aston Martin si ritrovano con un posteriore molto instabile. Questo rende un’impresa anche per un fuoriclasse come Hamilton tenere la monoposto in pista. Figuriamoci per Bottas o per il confusissimo Vettel di questo inizio di stagione.

A IMOLA FAVORITE PROPRIO LE DUE RED BULL HONDA? TUTTO FA PENSARE DI SI’

Se a Brackley non si inventano qualcosa di radicalmente nuovo (in sole tre settimane?) scommetteremmo che a Imola sarà dura per tutti tenere dietro Verstappen e Perez. Anzi, su un circuito persino più probante rispetto a quello “stop and go” di Sakhir, la stabilità e il carico ottenuti da Newey potrebbero essere davvero vantaggiosi. Soprattutto sulle curve veloci del tracciato emiliano. La sfida, in pista e negli uffici tecnici, è iniziata, e finalmente pare equilibrata. Vediamo se è l’anno buono, con tutta la stima per il lavoro fatto dai grigi negli ultimi anni, ma per una stagione più incerta e avvincente.

David Bianucci

Mi chiamo David Bianucci, nato a Prato ma trasferito per amore e lavoro sui colli Euganei in provincia di Padova. Sono uno sportivo a livelli di fanatismo, ho praticato la pallanuoto per vent'anni e ora faccio i campionati di nuoto Master. Ma le sensazioni più forti me le ha sempre regalate la Formula 1, sin da quando a nove anni ho visto il Gran Premio di San Marino del 1981. Sono seguite sveglie notturne per vedere i gran premi asiatici, autentiche fortune spese in riviste specializzate, giornate tra le frasche del Mugello per guardare girare di nascosto Michael Schumacher. Essere diventato nel frattempo Ingegnere Meccanico non ha migliorato la cosa... Scrivo perchè non posso fare niente per evitarlo.

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