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F1World incontra Roberto Piccinini (ultima parte)

Il ritorno nel Circus di Alonso, la supremazia mostrata dalla Mercedes, la situazione in casa Ferrari, questi sono soltanto alcuni dei temi affrontati con il foto-giornalista italiano

“F1World incontra Roberto Piccinini”. Foto-giornalista, figlio d’arte, a capo dell’Agenzia fotografica Actualfoto, ereditata da suo padre Pierino  

Nella prima parte di “F1World incontra Roberto Piccinini” abbiamo trattato della lodevole iniziativa #iolavoroconlaFotografia in difesa dei diritti d’autore. Nella seconda parte invece l’italiano ci ha narrato emozionanti aneddoti riguardanti Ayrton Senna e Gilles Villeneuve. Infine in quest’ultima parte gli argomenti trattati sono molteplici: dal ritorno nel Circus di Alonso, alla supremazia mostrata dalla Mercedes, senza dimenticare la difficile situazione in casa Ferrari.

 

 
 
 
 
 
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Nella Formula 1 attuale infatti sembra che il pilota non faccia quasi più la differenza, anzi sembra quasi che scompare. Invece poi abbiamo visto un Hamilton che in qualifica ha dato un secondo e mezzo al compagno di squadra, che ne pensa a riguardo?

“Hamilton era un fenomeno già ai tempi del kart, quando era in coppia con Rosberg. Li ho seguiti per anni. Ma il talento del britannico si vedeva già nel kart. Lui come anche Senna hanno portato molto di ciò che hanno appreso in quegli anni di karting in Formula 1. I piloti di un certo livello sono in grado di riportare determinate caratteristiche anche nel Circus ed è ciò che poi porta le persone a preferirli o meno a un altro pilota”.

Invece cosa ne pensa del ritorno di Fernando Alonso in Formula 1 con Renault?

“L’ho fotografato sin dai kart. E’ un grandissimo pilota e un’ottima persona, disponibile, gentile. Mi sono sempre trovato bene con lui. Mi fa piacere che torni in Formula 1, sono contento sia per lui che per Renault. Ma anche per il compagno di squadra, perché Fernando ha tanto da insegnare, in quanto è un pilota molto valido. Mi fa piacere questo mix nel Circus, vedo tanti piloti giovani ma anche dei piloti veterani, quindi con più esperienza, che possono aiutare i giovani sia per quel che riguarda il temperamento, che per il modo di fare“.

“Quindi da questo punto di vista la Formula 1 sta procedendo per il verso giusto, in quanto sta mescolando le carte per quel che riguarda i piloti. Fernando è un ottimo rientro e comunque Renault ha intenzione di far bene. Bisogna valutare tali cose in prospettiva. Ad esempio i primi anni di Mercedes in Formula 1 sono stati complicati, eppure adesso vince da molti anni. La Ferrari al momento è quella più in difficoltà, non per capacità, ma perché da lei ci si aspetta la vittoria immediata. Non le si da il tempo di vincere, mentre vi sono altri team che hanno pressioni di vittoria più leggere“.

“Perciò possono investire uno o due stagioni per trovare i giusti equilibri e creare monoposto per tornare al vertice. Mercedes è l’esempio lampante di ciò, dopo annate pessime è riuscita a diventare leader quasi incontrastato. Se ci si basava soltanto sulle cattive annate sembrava che Mercedes non avesse speranza, perciò si deve avere una prospettiva a lungo termine. In Italia molti si aspettano che la Ferrari vinca subito, diversi tifosi faticano ad accettare un Cavallino Rampante che non vinca nell’immediato, ciò crea una grande difficoltà”.

 A proposito di Ferrari, che ne pensa di ciò che è accaduto nel GP di Stiria tra Vettel e Leclerc?

“Spesso si ignora il lato umano dei piloti, anzi quasi si dimentica che i piloti siano persone. La maggior parte delle volte, ma credo che in tutti gli sport sia così, si tratta questi campioni come delle monoposto. Ma in realtà sono persone come noi, seppur con capacità differenti, però come tutti hanno le loro paure. Specialmente sui giovani piloti si hanno troppe aspettative, non si accetta che possano commettere degli sbagli, dettati appunto dalla giovane età. Molte volte ciò non si considera affatto. Ad esempio, Leclerc, che seguo sin dagli inizi, dai kart alla Formula Renault, è una persona meravigliosa”.

F1World incontra Roberto Piccinini
Credits: Roberto Piccinini Actualfoto

“Ha un’educazione stupenda, è un grande pilota e sono felice che la Ferrari l’abbia preso. Però metto in conto che anche lui possa commettere degli errori dettati dalla troppa pressione che vi è nel team. Essere un professionista non vuol dire essere un robot o una vettura, l’errore capita, specialmente quando si è sotto pressione come lui in questo momento, essendo diventato di colpo il pilota di punta. Ecco spiegato l’errore commesso nel GP di Stiria. Non è facile vivere sotto i riflettori come fanno loro”.

“Una volta i piloti erano più tranquilli perché avevano meno televisione, non c’erano i social, seppur vi erano tanti giornalisti si pubblicava il tutto con più calma. Adesso invece qualsiasi cosa accada si è subito sotto i riflettori, è tutto immediato. Si deve stare attenti a ciò che si fa e si dice. A volte si leggono commenti abominevoli a riguardo, ma i piloti come tutti gli sportivi vivono stagioni altalenanti. Essere prima osannati e poi al primo errore massacrati non aiuta. Leclerc è talmente giovane che merita di avere tempo. Seppur la Ferrari non ha tempo di programmare, perché si vuole tutto subito”.

Le gare a porte chiuse hanno portato ad avere in Italia ben tre gare, con l’ufficialità di Imola confermata qualche giorno fa. Che ne pensa a riguardo?

“Nelle categorie minori solitamente c’era poco pubblico, perciò credo che per i piloti sia un ritorno alle origini, essendo loro abituati a ciò. La Formula 1 purtroppo è diventata uno sport televisivo già da tanti anni, diventando così un vero e proprio business. L’importante era ripartire, sarebbe stato tragico non gareggiare, specialmente in quello che è il 70esimo anniversario del Circus. Certo ci ricorderemo di quest’anno, a porte chiuse, tutto è diverso”.

F1World incontra Roberto Piccinini
Credits: Roberto Piccinini Actualfoto

“Sono contento se si disputa qualche gara nei circuiti italiani, perché abbiamo delle ottime piste bellissime, ma il business ha portato il Circus in Paesi che neanche lo conoscevano. Anche se qui abbiamo circuiti che tutti ci invidiano. Non si può cancellare la storia di questi tracciati. Sono legato a Imola e quindi mi fa davvero piacere che sia tornata nel calendario. Nella negatività della Pandemia proviamo a trovare un lato positivo e riavere più gare in Italia è sicuramente positivo“.

Per concludere, anche la Formula 1 è stata appunto stravolta dalla Pandemia generata dal Coronavirus. Secondo lei, chi potrebbe trarre beneficio da questa stagione anomala? Un suo pronostico a riguardo?

“I team più piccoli avendo investito meno nei test dovrebbero essere avvantaggiati. Mercedes ha già fatto capire di avere una marcia in più, anzi di avere a disposizione una monoposto che fa un altro sport. Invece Ferrari avendo fatto poco sviluppo, con i vari problemi che ci sono ne risente parecchio. Diciamo che si sono assottigliate le differenze e questo porterà vantaggi per lo spettacolo. Il Mondiale lo vincerà sicuramente Hamilton, perché il connubio monoposto-pilota è difficilmente contrastabile. Non me ne voglia Bottas che ritengo un ottimo pilota, ma sulla distanza si vedono le cose.

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