Analisi della redazioneFormula 1

Biglietti Formula 1, perché acquistarli adesso o meno

Con un calendario in continuo divenire vale la pena assicurarsi l’abbonamento per un weekend di gara?

Mentre in Federazione vengono vagliate tutte le possibili ipotesi per la corretta ripresa del campionato i possessori di biglietti fanno gli scongiuri. Per coloro che invece non sono ancora in possesso di un abbonamento per un weekend converrebbe acquistarne uno adesso?

Prima di iniziare con questa analisi della redazione, occorre fare una precisazione. L’epidemia da Coronavirus è sicuramente uno degli accadimenti più drammatici che abbiano colpito il mondo negli ultimi anni e come tale merita profondo rispetto e attenzione. In questo clima così difficile dove le priorità sono sicuramente la sicurezza e il benessere della popolazione sembra quasi superfluo parlare di un argomento che potrebbe essere a tutti gli effetti futile. Siamo consapevoli di come la quotidianità di tutti sia stata messa a dura prova affinché tutto questo passi velocemente. Trattare certi temi d’altro canto può essere uno strumento utile per esorcizzare proprio la straordinarietà degli eventi ai quali stiamo assistendo. Lo faremo però ricordando la serietà della situazione e che l’incolumità delle persone viene sempre al primo posto.

Come tutti gli appassionati sapranno il mondo delle corse è fermo e tutt’ora non si ha ancora un quadro preciso della situazione. Nel caso in cui esso venga disputato, il campionato 2020 di Formula 1 sarà con tutta probabilità uno dei più travagliati e discussi della storia. Dopo il rinvio del GP d’Azerbaijan il mondiale inizierebbe il 14 giugno in quel di Montreal salvo ulteriori modifiche. In Federazione si lavora senza sosta per salvare capre e cavoli cercando di assicurare la stagione salvaguardando tifosi e addetti ai lavori al tempo stesso. In questo scenario così confusionario acquistare uno o più biglietti per un weekend di gara potrebbe essere considerato un salto nel vuoto. Ma è davvero così?

VENGHINO SIORI VENGHINO

Partiamo con calma. Che cosa ne è stato dei biglietti acquistati per i primi GP dell’anno? Come si può leggere su alcuni dei siti ufficiali dei vari circuiti (qui quello di Monza) in condizioni ordinarie non è previsto il diritto di recesso, ergo il biglietto non potrebbe essere rimborsato. In questa situazione d’emergenza del tutto inaspettata invece la Federazione ha assicurato che quantomeno per gli eventi cancellati sarà disposto il totale rimborso dei titoli d’acquisto. Già in Australia la FIA ha chiarito questo aspetto nel comunicato con il quale veniva annunciato l’annullamento del weekend di gara. Almeno sotto questo punto di vista, dunque, i tifosi possono dormire sogni tranquilli.

Se invece fossimo interessati ad acquistare un ingresso per un qualsiasi weekend, il sito ufficiale della Formula 1 è ciò che fa al caso nostro ed è quello che prenderemo come riferimento. Come si può notare scorrendo il menù a tendina che ci reindirizza alle varie venue di gara, c’è qualcosa di strano. I GP presenti non sono più 22, ma sono 19. Mancano infatti all’appello Bahrain e Cina nonostante il loro sia solo un rinvio. Per quanto riguarda il GP d’Australia, l’evento è stato spostato nella sezione “stagione 2021”.

Sono ancora presenti sul sito i GP del Vietnam, Olanda, Spagna, Monaco ed Azerbaijan. Cliccando su ognuna di queste voci possiamo solo raggiungere una schermata con un bel semaforo in accensione e un invito a tenerci pronti per l’apertura delle vendite. Il messaggio è lo stesso per tutti e cinque i GP nonostante questi abbiano subito sorti diverse. Per rivedere le monoposto sfrecciare sull’asfalto del Principato dovremo attendere il 2021 mentre c’è ancora la possibilità di apprezzare la novità di Zandvoort. Il primo evento disponibile per l’acquisto è quindi proprio il GP del Canada in programma al Circuit Gilles Villeneuve di Montreal. Come da prassi non sono ancora disponibili i biglietti per le date più inoltrate nella stagione.

I BIGLIETTI DELLA DISCORDIA

Supponiamo di aver scelto il nostro GP preferito, aver selezionato il settore della pista che più ci piace e di essere arrivati al fatidico quesito. “Lo compro o non lo compro?”. Questa adesso è la domanda da un milione di dollari a cui chiunque farebbe fatica a rispondere. Il vero problema è che nessuno è in grado di prevedere come si evolverà nel tempo la pandemia. Anche se la Federazione stilasse un nuovo calendario ufficiale, la spada di Damocle del Covid-19 penderebbe ancora sulle teste di tutti. Bisogna inoltre considerare che questo periodo di inattività lavorativa peserà non poco nel bilancio di molte famiglie, fattore che sicuramente influenzerà l’affluenza alle piste. Non è da escludere dunque che la Federazione decida di attivarsi cercando di arginare il trend negativo di partecipanti.

Se infatti l’idea di un eventuale rimborso dunque fosse abbastanza per convincere i tifosi, spulciando il già citato sito ufficiale per i ticket è possibile notare come per alcuni GP sia stato già applicato un leggero sconto sulle tariffe iniziali. Le riduzioni sono molto piccole, si aggirano attorno a un 5-10% del prezzo originario, ma non è da escludere che i prezzi possano scendere ulteriormente. Nel caso in cui nelle prossime settimane la FIA rassicurasse i tifosi e li invogliasse ad assicurarsi un biglietto tramite alcuni incentivi, quali ulteriori sconti per esempio, accaparrarsi adesso l’abbonamento per un weekend non sarebbe una spesa del tutto irragionevole. Acquistare un biglietto adesso non significherebbe però solo fruire di uno spettacolo ma anche sostenere attivamente il mondo della Formula 1.

ECONOMIA DELLA FORMULA 1

Sono giorni duri quelli che il Circus sta vivendo in questo momento. Se siamo qui adesso a scrivere è perché la Formula 1 è un meccanismo che può rallentare senza mai fermarsi e quando non si corre si parla molto, certe volte anche a sproposito. La Classe Regina a causa dello stop forzato si trova sull‘orlo del baratro. Per farsi un’idea dei danni provocati dal Coronavirus basterebbe riconoscere quello che la Formula 1 è, cioè un grande investimento che necessita di una costante ricerca di denaro. Le entrate della Federazione sono composte dai diritti televisivi, dalle tasse di partecipazione che ogni circuito versa e dalle vendite dei biglietti.

Le scuderie, d’altro canto, basano il loro fatturato in larga parte sugli sponsor che pagano per avere il loro nome sulla carrozzeria delle monoposto oppure sulle tute dei piloti e su un contributo pesato dalla Federazione. Ultimi, ma non meno importanti, gli autodromi e le attività collaterali agli stessi vivono grazie all’affluenza degli spettatori nei weekend di gara. In ultima analisi dunque una o più date del campionato saltate si traducono in un investimento fallito da parte dei circuiti e della Federazione che devono fare i conti con i mancati ricavi.

I primi a subirne le conseguenze sono proprio le venue di gara e i team. Le scuderie più grandi e importanti verrebbero intaccate relativamente dalla crisi, al contrario delle formazioni del midfield per le quali il discorso è ben diverso. Non devono stupire dunque le recenti dichiarazioni di Gunther Steiner, team principal del Team Haas, che si è detto preoccupato per il futuro della propria scuderia. Non è da escludere che gli effetti dello stop alle corse si ripercuoteranno a lungo sul mondo della Formula 1 ben oltre il 2020. La vendita di biglietti ora più che mai gioca un ruolo molto importante nella sopravvivenza del Circus. L’augurio che tutti gli amanti della Formula 1 e gli addetti ai lavori esprimono adesso è dunque quello di un veloce decorso della pandemia per provare a tornare alla normalità così come la conosciamo il prima possibile.

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Matteo Tambone

Mi chiamo Matteo, sono uno studente di Laurea Triennale in Fisica presso l'Università Federico II di Napoli. Velista e windsurfer, mi piace considerarmi uno sportivo a tempo pieno. Appassionato di Motorsport in tutte le sue forme, seguo la Formula 1 da sempre ed è uno dei miei argomenti di discussione preferiti.

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