DichiarazioniFormula 1

Alonso: “Le critiche a Honda? Ero frustrato, non dovevano essere pubbliche”

Lo spagnolo si difende dalle accuse di egoismo, mosse da alcuni addetti ai lavori nel corso della sua carriera in Formula 1

Alonso allontana le accuse di egoismo

Fernando Alonso non ci sta e attacca coloro che lo hanno accusato di egoismo durante la sua carriera. Il pilota di Oviedo ha ricordato un episodio, avvenuto nel 2012, quando gli era stato imputato di essere sotto shock, dopo aver perso il titolo contro Vettel. In realtà, l’asturiano ha dichiarato che certe immagini sono state fraintese, in quanto era solo in attesa di poter abbracciare Felipe Massa, in lacrime in quei momenti.

“Si è mentito sulla mia carriera, sono state dette cose che non sono vere. Quel giorno sono uscito dalla macchina e ho guardato Felipe, che per qualche motivo non riusciva a smettere di piangere. Era con i suoi meccanici e sua moglie, mentre io ero lì ad aspettarlo, per vedere se stava bene. La notizia è stata che io fossi sotto shock o triste. In realtà volevo solo abbracciare Felipe – ha esordito Fernando Alonso alla rivista F1 Racing.

“Ho sentito la gente dire che sono stato egoista nella mia carriera, ma in Ferrari e in altre squadre condividevo i miei bonus con i miei meccanici. Pensavo che se avessimo ottenuto un podio o una vittoria, non era solo per merito mio, ma per il lavoro della squadra. Se vincevo 27.000 euro, li condividevo con la mia squadra.”

“Quando mi unisco a un progetto, mi impegno al 100% con quella squadra. Dedico la mia vita a quella squadra, a quelle persone e loro lo apprezzano. L’ultima cosa è che io sia egoista. Il fatto che sono stato più forte dei miei compagni di squadra? Per questo non posso scusarmi.

L’ASTURIANO DISPIACIUTO PER AVER RESO PUBBLICA LA SUA FRUSTRAZIONE NEI CONFRONTI DI HONDA

L’ultima parte di carriera di Alonso si lega al difficile rapporto avuto con Honda. Lo spagnolo aveva accattato di tornare in McLaren proprio grazie alla nuova partnership con il motorista nipponico. La convivenza è stata difficile sin dai primi Gran Premi, fino ad arrivare a team radio piccanti, tra i quali possiamo citare un famosissimo “GP2 engine” detto durante la gara del Giappone nel 2015.

“L’ho detto per frustrazione e forse non avrei dovuto dirlo – ha proseguito l’asturiano – “ma non l’ho detto in televisione o durante una conferenza stampa. Stavo parlando con il mio ingegnere in una conversazione privata. Non doveva essere pubblico, ma il motore era decisamente cattivo. Il primo anno a Jerez, in quattro giorni abbiamo completato sette giri.”

“Ora la Honda vince una gara e ricevo molti messaggi in cui leggo ‘Oggi ha vinto un motore Honda, deve essere una giornata triste per te’. (In realtà n.d.r.) sono molto felice, ma il motore che avevo in macchina non era lo stesso di quello che ha vinto in Brasile.”

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Samuele Fassino

Mi chiamo Samuele, ho 19 anni. Sono un grande appassionato di motori, specie di Formula 1 nella quale spero di lavorare un giorno. Oltre ai motori le mie passioni si estendono al calcio ed alla filosofia anche se, più in generale, mi piace tenermi informato su qualsiasi tema. Sono molto determinato e cerco sempre ottenere il massimo da ogni situazione.

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