DichiarazioniFormula 1

Verstappen: “Non vedo perché Lewis debba pensare al ritiro”

Il fresco campione del mondo è convinto che il rivale riuscirà a metabolizzare la sconfitta e tornare in pista più motivato di prima

L’olandese non si lascia impressionare dai segnali di insofferenza di Hamilton e della Mercedes: bisogna accettare la sconfitta, così vanno le corse

L’epilogo della gara di Abu Dhabi ha dato il via a una coda di polemiche che sembra ancora ben lontana dalla conclusione. Hamilton e Wolff hanno disertato il Gala di fine anno della FIA, e si parla concretamente dell’ipotesi ritiro per il sette volte iridato. Dal canto suo, il neo-campione del mondo Max Verstappen non appare particolarmente scosso dalle dichiarazioni di Toto e dai silenzi di Lewis, ed è convinto che la sconfitta in pista, per quanto amara, non possa giustificare un proposito di ritiro dalla Formula 1.

LE PAROLE DEL CAMPIONE DEL MONDO

Mi rendo conto che i primi giorni dopo un Gran Premio del genere possano essere complicati“, ha dichiarato Verstappen. “Però, a un certo punto, bisogna rendersi conto che le gare sono così: imprevisti simili possono capitare. Credo che Lewis dovrebbe semplicemente guardarsi indietro e considerare tutti i successi che ha ottenuto nella sua carriera. Questo dovrebbe bastare per confortarlo, e al tempo stesso potrebbe dargli la spinta per continuare a gareggiare. C’è ancora un obiettivo da raggiungere per lui, l’ottavo titoloPotrebbe riuscirci già nel 2022, quindi davvero non vedo perché Lewis dovrebbe pensare al ritiro“, ha sentenziato Verstappen.

L’olandese ha quindi proposto un confronto tra il finale del campionato del 2021 e quello del 2008, che era andato a favore di Hamilton. “Sinceramente non sono dispiaciuto per Lewis, anche se capisco che perdere così possa essere molto doloroso. Però, voglio dire, queste sono le corse. Devi continuare a provarci fino alla fine, ma sai bene che nell’automobilismo tutto può succedere. Lo stesso Lewis vinse un campionato in circostanze molto simili, all’ultimo giro. Quindi credo che conosca perfettamente la situazione”.

Max ha quindi spiegato che, dal suo punto di vista, i reclami della Mercedes e la possibilità (non concretizzatasi) del ricorso in appello non hanno mai rappresentato una minaccia seria. “Non ero affatto preoccupato. A dire il vero, all’interno della squadra c’era molta tranquillità dopo la gara. Sapevamo di aver vinto in pista, in condizioni di bandiera verde, perfettamente regolari. Quindi nessuno avrebbe potuto toglierci quanto conquistato. Ero davvero rilassato“. La chiosa è una dichiarazione d’amore nei confronti del team: “Come ho detto in radio, voglio continuare con Red Bull per altri 10 o 15 anni. Naturalmente speriamo di portare a casa altri titoli!

 

 

Alessandro Bargiacchi

Sono toscano doc, nato a Firenze nel 1992. Adesso vivo in Casentino. Ho una laurea triennale in scienze politiche e una magistrale in semiotica. Adoro la musica e il teatro, così come lo sport, e a queste passioni cerco di dedicare tutto l'impegno e il tempo possibile. I miei primi ricordi legati a un Gran Premio 1 risalgono a Silverstone 1999, alle immagini sbiadite di Schumacher che colpisce violentemente le barriere di protezione. Negli anni, crescendo e cominciando a capire un po' meglio come funziona una gara automobilistica, sono diventato un vero appassionato di Formula 1, con un sincero amore sportivo nei confronti di Kimi Räikkönen, che ho avuto la fortuna di tifare per 20 anni.

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