DichiarazioniFormula 1

Verstappen: “Non sono sotto pressione per la lotta al Mondiale”

L’olandese fa un’analisi delle proprie prestazioni e a riguardo afferma di essere migliorato e aver acquisito maggiore esperienza con gli anni

Max Verstappen afferma di non essere sottopressione per la lotta per il Mondiale, a differenza di molti piloti che potrebbero esserlo

Max Verstappen lotta per il Mondiale con la sua RB16B, dopo diverse stagioni in cui si è messo alla prova e ha dato il massimo, ma non è riuscito a competere per il titolo. In questa stagione 2021 sta dando il meglio di sé, sfruttando pienamente la sua vettura e il suo potenziale. Ha vinto cinque delle prime undici gare della stagione, ma a causa dell’incidente a Silverstone e all’Hungaroring non è riuscito a mantenere il netto vantaggio sul sette volte campione del mondo.

Non mi sento sottopressione, sono piuttosto rilassato. Devo essere onesto, sapere di competere a pieno regime per il Mondiale è motivo di orgoglio, ma questo non mi stressa, perché avrei comunque dato il massimo. Questo è quello che ho sempre voluto fare. Altrimenti è meglio smettere di competere, no? Sono molto concentrato su ogni singolo weekend di gara. E’ molto meglio disputare il weekend di gara sapendo che c’è una grande possibilità di lottare per una vittoria rispetto a una possibilità occasionale” dichiara l’olandese.

IL PILOTA OLANDESE E’ STATO LO SFIDANTE PIU’ VICINO ALLA MERCEDES NEL 2020

Verstappen nella stagione 2020 ha vinto due gare e ha ottenuto ottimi punti ogni volta che si presentava l’occasione, diventando così lo sfidante più vicino alla Mercedes. “Penso di essere migliorato molto nel corso degli anni, anche se penso che sia normale. Ho gareggiato un anno in Formula 3 e poi sono passato direttamente alla Formula 1, quindi devi imparare che, soprattutto quando hai una monoposto competitiva, devi dare subito il massimo afferma il pilota olandese della Red Bull.

Analizzando le sue prestazioni, Verstappen si è descritto come un pilota più rilassato rispetto agli inizi. Ciò perché ha imparato che non è sempre necessario essere primi sin dalla prima sessione di libere. “Ho sempre voluto essere il primo, sin da ogni singola sessione di libere. Ho sempre voluto essere il più veloce, anche quando non era necessario. Questo è quello che è cambiato un po’ nel corso degli anni, perciò sono migliorato. Ho acquisito più esperienza, che immagino aiuti in termini di prestazioni”.

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