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Toyota darà ad Alonso la miglior macchina della Dakar

La casa giapponese ha assicurato che l’asturiano e Nani Roma disporranno della vettura più performante di sempre

Il direttore del team Glyn Hall ha dichiarato che, grazie alle migliorie apportate alla vettura nel corso degli ultimi due anni, ci troviamo di fronte alla miglior Toyota di sempre

La Toyota ha presentato la sua Hilux DKR nel 2017 per la sua prima Dakar nel 2018. In questi tre anni ha avuto un grande sviluppo, con evoluzioni e aggiornamenti che le hanno permesso di avere grande competitività e, così, di primeggiare lo scorso anno grazie a Nasser Al- Attiyah. Nel 2020, Fernando Alonso e Nani Roma saranno dunque alla guida di una macchina da primato.

Comunque ora i guadagni sono marginali, dopo l’importante balzo in avanti compiuto rispetto alla generazione precedente, quando abbiamo presentato la macchina. Ma, quando aggiungi tutti i miglioramenti introdotti, ti rendi conto che siamo davanti alla migliore Toyota della Dakar che abbiamo mai avuto” – ha affermato Glyn Hall, come riporta soymotor.com.

LE SPECIFICHE TECNICHE DELLA MACCHINA DI ALONSO

Uno degli aspetti sui cui più si è lavorato è il motore. Sebbene il V8 atmosferico che monta la Toyota sia ben noto, questo ha dovuto essere ottimizzato con una flangia da 37 mm, imposta quest’anno dai regolamenti.
La diminuzione di un millimetro nel diametro della flangia avrà comportato una piccola perdita di potenza rispetto ai 380 cavalli garantiti dal motore con la flangia da 38 mm. In cambio, non subirà l’handicap che aveva in Sud America, legata alla perdita di potere dovuta all’altitudine. In Arabia questo non si verificherà.

Il ruolo della flangia è quello di aiutare gli organizzatori a bilanciare la potenza dei vari tipi di motori utilizzati. Naturalmente, preferiremmo un motore più grande, ma almeno non perdiamo potenza a causa dell’altitudine” – ha specificato Hall.

IL GRANDE VANTAGGIO: UNA VETTURA DA 50 CHILOGRAMMI IN MENO

Toyota rimane fedele alla trazione integrale, tra cui un differenziale centrale, anche se opta per un telaio multitubolare su cui è stata installata una carrozzeria in fibra ispirata a Hilux.
Per regolamento, la trazione integrale presenta l’handicap di avere una corsa di sospensione limitata. Inoltre, non possiede sistemi di gonfiaggio automatici e ha un peso maggiore. Nonostante tutto ciò, il marchio giapponese vuole fare della trazione integrale il suo segno distintivo nella Dakar.

Uno dei dettagli principali dell’auto è che pesa circa 50 chilogrammi in meno rispetto al minimo consentito. Questo le permette di trasportare una terza ruota di scorta senza subire alcuna penalità.
Con queste premesse, l’asturiano Alonso ha tutte le carte in regola per fare grandi cose anche tra le dune del deserto.

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Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, sono laureata in Lingue e attualmente studentessa magistrale di Linguistica applicata nella capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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