2019Analisi della redazioneFormula 1Gran Premio Brasile

Rossa dalla vergogna

Vettel e Leclerc di nuovo (colpevoli) autori di una gara da dimenticare

La Ferrari di Mattia Binotto nell’occhio del ciclone per l’ennesimo contatto folle tra i due piloti

Nella terra di Ayrton Senna, le cose non sono andate secondo i piani in casa della Rossa.
Sebastian Vettel, che partiva dalla seconda posizione, forse non si aspettava di avere la meglio contro una Red Bull decisamente veloce e performante, leader indiscussa del weekend, ma, quantomeno, sapeva di poter aspirare a un risultato più che discreto.
Anche il suo compagno Charles Leclerc si è detto più volte molto fiducioso, nonostante le 10 posizioni di penalità ricevute per la sostituzione del motore.
In effetti, così sarebbe stato, se solo la gara fosse terminata prima.

TRISTE STORIA PER LA ROSSA; “C’ERA UNA VOLTA” MA È FINITA MALE

Un GP brasiliano che ha lasciato l’amaro in bocca.
Sì, perché Leclerc ha condotto la prima parte di gara da vero fuori classe. Ha recuperato posizioni a suon di sorpassi (e che sorpassi!), e in circa una decina di giri è riuscito a risalire tra i primi 6.
Vettel, forse un po’ timido al via, ha comunque gestito la sua corsa, mantenendo un distacco quasi costante da Lewis Hamilton, che era riuscito a sopravanzarlo alla partenza. Insomma, per entrambi c’erano tutti i presupposti per guadagnare punti importanti al fine di aggiudicarsi la terza posizione in classifica iridata piloti. Una lotta ancora aperta.

Ma la scorsa domenica è stata una di quelle rare storie (parlare di favola sarebbe esagerato, forse persino dolorosamente ironico) che iniziano con il dolce e speranzoso “C’era una volta” e che terminano con “E vissero tutti felici e (s)contenti”.
Già, perché felici non lo sono certo a Maranello. Oggi per meccanici, ingegneri e piloti sarà forse il lunedì più difficile e teso dell’anno.
Ci saranno molte questioni irrisolte da mettere nero su bianco; tra tutte, il rapporto che sembra ormai essersi deteriorato tra Vettel e Leclerc.

DIPLOMATICI MA NON TROPPO

Nonostante i commenti diplomatici del monegasco e del tedesco a fine gara, forse abilmente orchestrati dallo stesso team, i due non sono più tranquilli come una volta. E’ difficile pensare che gli equilibri interni non risentano del peso che una serie di eventi di cui il Brasile è solo l’ultimo, ha messo sulle spalle del team di Maranello.
A telecamere accese, abbiamo visto un Vettel e un Leclerc lucidi e consci dello sbaglio commesso, ma quel che sarebbe interessante scoprire è lo scenario dietro le quinte. C’è da dire che la Rossa ci sa fare in quanto a discrezione. L’unica volta in cui Leclerc ha provato a sbilanciarsi e a lasciarsi scappare qualche critica di troppo, è stata appunto l’ultima.

PER LA ROSSA UN COMPLEANNO SFORTUNATO

90 anni di Scuderia Ferrari, 100 GP disputati per Sebastian Vettel.
Quella che doveva essere una festa si è trasformata però in un incubo.
A pochi giri dal termine della gara, i piloti Ferrari hanno battagliato tra loro, ma qualcosa è andato storto, e quel che è successo dopo lo sappiamo tutti. 0 punti per entrambi e il rischio di perdere persino la terza posizione in classifica iridata piloti.

GP Brasie, la Rossa di Leclerc e Vettel
Il contatto tra Leclerc e Vettel nelle ultime fasi di gara Credits: Twitter

Una bella lotta, fino a quando non ci si dimentica che chi si ha di fianco è il proprio compagno di squadra.
Ieri a Interlagos, Vettel e Leclerc non si sono risparmiati nulla; si sono sentiti liberi di lottare e le scintille ci sono state quando lo pneumatico di Charles è stato lacerato e distrutto dal contatto con Sebastian.
Incidente di gara? Troppa aggressività? Il tedesco ha dichiarato di non aver cambiato traiettoria; il monegasco non si è sbilanciato con affermazioni affrettate nel post gara. Ma chi poteva e doveva evitare lo scontro?

Con un’inquadratura frontale, quel che appare è un Sebastian Vettel che, deciso, ha sterzato a sinistra nel tentativo di chiudere il giovane monegasco.
Una mossa un po’ azzardata del 4 volte campione del mondo. Ma in questo caso sarebbe più giusto parlare di una colpa condivisa, un 50 e 50 più che realistico. Leclerc avrebbe infatti potuto usare maggior cautela nel corpo a corpo col tedesco, magari tenendo la propria vettura più distante dall’auto gemella, soprattutto perché trattavasi di quella del compagno.


LA STORIA SI RIPETE

Insomma, una seconda parte di stagione effetto domino e a Spa il GP della discordia: a metà gara, a Sebastian Vettel viene chiesto di lasciare passare Leclerc che sopraggiungeva alle sue spalle con un ritmo superiore. Il team di Maranello ha ritenuto fosse l’unica mossa possibile per evitare che Hamilton, in gran rimonta, potesse approfittare e avere la meglio sui due Ferrari. Vittoria di Leclerc che ha dato così il via a un’entusiasmante serie di vittorie in rosso.

In Russia la storia si è ripetuta per la Rossa. Questa volta è stato Leclerc a regalare la scia in partenza al compagno di team che, richiamato a ridare la posizione dal muretto box, si è rifiutato categoricamente.
Palpabili nervosismi anche all’appuntamento successivo, sul tracciato giapponese di Suzuka, dove i due piloti Ferrari hanno commesso più errori del dovuto. Vettel è stato autore di una partenza anticipata (non gli è costata la penalità ma la posizione su Bottas, ndr). Leclerc, dopo un avvio di gara deludente, ha malamente colpito Verstappen e compromesso il GP.

DUE PRIME GUIDE?

Quest’anno, troppi episodi simili hanno finito per macchiare il campionato della Rossa.
La domanda che ieri è sorta spontanea a molti è se Sebastian avesse tentato quella manovra convinto che il giovane monegasco si sarebbe fatto facilmente da parte.
Anche questa prospettiva sarebbe però indicativa dell’atmosfera che si respira in Ferrari, in cui non è più chiaro chi sia la prima guida e se, soprattutto, ce ne sia ancora una.

Come interpretare questi dissapori? La cosa certa è che sia Charles che Sebastian sono convinti di avere potenziale e talento per poter ricoprire il ruolo di prima guida. Entrambi si sentono meritevoli delle attenzioni e dei favori di un team che però non si sta mostrando all’altezza della situazione. Due galli nel pollaio e gerarchie fin troppo confuse.
E’ ormai chiaro, e questo lo dimostra ulteriormente, come, per vincere dei mondiali di Formula 1, non basti una vettura più competitiva delle altre, ma anche una squadra compatta, sicura e, quando necessario, con polso fermo coi propri alfieri.

Ormai sta calando il sipario sulla stagione in corso. Per l’anno prossimo dobbiamo dunque prepararci a una lotta ancor più serrata tra i due Ferrari o le acque si calmeranno? E’ sicuro, però, che qualcuno dovrà fare presto un passo indietro.

Topics
Pubblicità

Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, sono laureata in Lingue e attualmente studentessa magistrale di Linguistica applicata nella capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close