Formula 1Gran Premio Australia

Restyle dell’Albert Park: il nuovo volto del GP d’Australia

Il rinvio a Novembre permetterebbe la modifica del layout del circuito cittadino solitamente sede della prima gara dell’anno

Lo storico tracciato dell’Albert Park potrebbe subire alcune modifiche per un GP d’Australia 2021 più moderno e avvincente

Nell’odierno mondo della Formula 1 la diatriba riguardante i circuiti è forse uno degli argomenti che più tiene banco tra gli appassionati. C’è chi vorrebbe piste più “tradizionali” e chi invece abbraccia in toto la modernità, quest’ultima proposta dalla FIA incarnatasi nella figura del tedesco Hermann Tilke. Tuttora il giusto compromesso sembra essere un traguardo ben lontano. Grazie a un restyle, l’Albert Park, circuito sede del GP d’Australia, potrebbe però a breve accontentare entrambe le parti in causa.

Segno dei tempi che cambiano e dei regolamenti che si susseguono, molti scenari storici rischiano di finire nel dimenticatoio. Questo perché non più capaci di restituire uno spettacolo degno della Massima Serie. Nelle ultime stagioni anche il circuito cittadino di Melbourne non è stato esente da critiche, piovute principalmente a causa di un layout troppo antiquato per le moderne monoposto. Dopo la cancellazione dell’edizione 2020 e il probabile rinvio a novembre nel calendario 2021, gli organizzatori hanno deciso così di approfittarne per rimettere mano ai progetti datati 1996.

In quell’anno infatti il tracciato dell’Albert Park divenne sede del GP d’Australia, spostando così l’azione e i capitali degli investitori da Adelaide a Melbourne. La pista, rimasta immutata da allora, si districa sulle strade che circondano l’omonimo parco cittadino. Un’oasi verde nella seconda città per numero d’abitanti del subcontinente insulare australiano. Se fino a poco tempo fa le caratteristiche della pista accomodavano le richieste delle vetture, lo stesso non si può dire per gli autentici shuttle portati oggi in pista dai vari team. Shuttle troppo lunghi, larghi e potenti per le piccole strade normalmente adibite al transito regolare.

NELLE MANI DEL CHIRURGO

Nella Land Down Under hanno deciso di andarci giù pesante in vista del prossimo GP d’Australia, e l’Albert Park subirà più di qualche semplice ritocchino dal chirurgo plastico. Sono infatti molti i punti critici sui quali i progettisti hanno intenzione di concentrarsi, il tutto all’insegna dell’intrattenimento e della sicurezza. Proprio questo secondo fattore sarebbe quello che avrebbe spinto gli organizzatori a chiedere il rifacimento di curva 1. La prima tornata infatti non solo è troppo stretta per le monoposto attuali, ma è spesso stata teatro, sia in gara che in qualifica, di incidenti potenzialmente gravi, uno in primis quello causato da Schumacher e Barrichello.

Una delle principali problematiche riscontrate con le monoposto attuali è quella legata all’inseguimento della vettura che precede. L’aria sporca genera una perdita considerevole di downforce sulla monoposto che segue, impossibilitata così a tenere il passo a causa del forte sottosterzo, rendendo di fatto inutili i rettilinei. All’Albert Park questo fenomeno è particolarmente evidente tra le curve 6 e 13 che ne compongono il settore centrale. Le attenzionate speciali sarebbero curva 6, curva 9 e curva 13.

La prima verrebbe allargata per rendere possibili più traiettorie, la seconda potrebbe essere addirittura eliminata, cancellando così la chicane 9-10. Per curva 13 si prospetta invece un cambio di convergenza (dal -2% al +5%) che agevolerebbe l’inserimento in curva. Con tutta probabilità i tifosi dovranno dire addio anche al prato che costeggia la pit lane e la pit exit, mossa che consentirà l’innalzamento del limite ai box da 60 a 80 km/h.

Punto più spinoso è infine quello che riguarda la riasfaltatura dell’intero tracciato, eventualità già vagliata nel 2019. Una delle peculiarità dell’Albert Park è senza dubbio la presenza dei famosi “bump” che tanto divertono i piloti, avvallamenti dell’asfalto caratteristici del GP d’Australia. Un nuovo asfalto agevolerebbe il degrado degli pneumatici, costringendo i team a considerare più soste, il tutto all’insegna dell’imprevedibilità e del divertimento dei tifosi.

Matteo Tambone

Mi chiamo Matteo, studente magistrale di Fisica presso l'Università Federico II di Napoli. Velista e windsurfer, mi piace considerarmi uno sportivo a tempo pieno. Appassionato di Motorsport in tutte le sue forme, seguo la Formula 1 da sempre ed è uno dei miei argomenti di discussione preferiti.

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