DichiarazioniFormula 1Gran Premio Abu Dhabi

Tilke risponde alle critiche su Abu Dhabi

Dopo i commenti negativi ricevuti durante lo scorso GP l’ingegnere tedesco spiega le criticità del circuito di Yas Marina

L’ingegnere tedesco e progettista ufficiale della Formula 1 Hermann Tilke risponde alle critiche piovute dopo l’ultimo GP di Abu Dhabi

Sul circuito di Yas Marina domenica scorsa è andato in onda l’ultimo episodio della stagione 2020 di Formula 1. Come ultimo colpo di scena Max Verstappen e la Red Bull hanno tenuto dietro le Mercedes di Hamilton e Bottas conquistando la prima pole e la seconda vittoria stagionale. L’epilogo però non ha lasciato soddisfatti i fan al netto di una gara poco emozionante in evidente controtendenza con tutti gli altri appuntamenti della stagione. Le critiche maggiori sono piovute nei confronti di Hermann Tilke, progettista del circuito che ospita il GP di Abu DHabi.

L’ingegnere tedesco è più volte finito nell’occhio del ciclone. Responsabile della progettazione della maggior parte degli ultimi circuiti introdotti nel Circus, Tilke è stato tacciato di scarsa inventiva, riproponendo sempre lo stesso mix di fattori in ogni sua creazione. Dal circuito di Sepang a quello di Hanoi, tutte le sue piste sono state bollatte con l’aggettivo di Tilkdromi proprio per le molteplici somiglianze. L’accusa più pesante riguarda l’eccessivo interesse per le mirabolanti infrastrutture collaterali al circuito costruite a discapito della pista vera e propria.

A questo giro però Tilke ha deciso di rispondere alle critiche arrivate dopo il GP di Abu Dhabi svelando i retroscena che si celano dietro il circuito di Yas Marina. “Lo Yas Hotel, l’albergo integrato nel circuito, doveva ospitare duecento stanze. Nove mesi prima del termine dei lavori ci è stato comunicato che sarebbe dovuto essere grande il doppio. Come conseguenza non abbiamo potuto giocare con il raggio delle curve che altrimenti avremmo reso più dinamiche”.

DRITTO E’ BELLO

La presenza dell’hotel ha obbligato Tilke e il suo studio a creare un terzo settore molto lineare con la presenza quasi esclusiva di curve a 90°. Inevitabilmente dunque l’azione è concentrata nei primi due settori, soprattutto al termine dei due lunghi rettilinei che ospitano due altrettanto lunghe zone DRS. “Se le curve non permettono alle auto di arrivare abbastanza vicine alla monoposto che le precede allora sono inutili. Le vetture più veloci nei rettilinei non possono allora essere più raggiunte. Il circuito Yas Marina di Abu Dhabi risente di questo problema” – prosegue Tilke.

“Ciò però dipende anche dall’aerodinamica delle monoposto. Speriamo dunque che il nuovo regolamento possa risolvere questa questione. Inoltre se nessun pilota commette errori è difficile che venga superato. La domenica è sempre una ricerca del punto perfetto per sorpassare, ma i piloti non commettono sbagli, molto più frequenti invece il venerdì”. Tilke poi sposta l’attenzione verso i circuiti storici che hanno trovato spazio in questo 2020, sempre più richiesti dai fan.

Secondo Tilke però la loro fama non deriva da un layout brillante, ma dalle storiche battaglie di cui sono stati teatro. “Ci sono state sfide drammatiche e battaglie sotto la pioggia. Questo è quello che piace ai tifosi e ci sono voluti anni per costruire una sorta di tradizione. Le prime gare in Bahrain sono state noise e ho ricevuto montagne di m***a. Dopo però sono arrivate alcune gare divertenti, come quella in cui Rosberg ad Hamilton hanno battagliato fianco a fianco. Non si può sapere come andranno le cose, ma Abu Dhabi ha già avuto dei momenti brillanti”.

Matteo Tambone

Mi chiamo Matteo, studente magistrale di Fisica presso l'Università Federico II di Napoli. Velista e windsurfer, mi piace considerarmi uno sportivo a tempo pieno. Appassionato di Motorsport in tutte le sue forme, seguo la Formula 1 da sempre ed è uno dei miei argomenti di discussione preferiti.

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