DichiarazioniFormula 1

Red Bull, Perez: “Ecco perché adattarsi è molto complicato”

Il neo compagno di squadra di Verstappen, nonostante le grandi difficoltà riscontrate dalle seconde guide di Milton Keynes, è pronto per affrontare la nuova stagione

Il pilota messicano, dopo aver assaporato, per la prima volta, un’esperienza di guida con la Red Bull, ha affrontato una tematica molto scottante: la fatica nell’adattamento con il design della monoposto

Nei giorni scorsi, Sergio Perez si è goduto la prima uscita con la scuderia che lo accompagnerà nel corso del 2021. A Silverstone, infatti, insieme al compagno di scuderia Max Verstappen, il nuovo arrivato in casa Red Bull ha iniziato a inserirsi nell’ambiente, girando sul circuito inglese sia sulla RB15 che sulla RB16B, monoposto che rappresenta tutte le speranze iridate degli uomini di Milton Keynes.

Inevitabilmente, analisti e tifosi si pongono lo stesso quesito: riuscirà il messicano a mantenere il ritmo dell’uomo forte di casa? Basti pensare, infatti, a Pierre Gasly e Alex Albon, piloti ammutoliti in pista dal rampante olandese. Certo, il Perez che arriva in Red Bull non è una giovane promessa, bensì un pilota di esperienza, ma basterà questo elemento per non far rivivere il copione degli ultimi anni, quando le seconde punte del team bibitaro venivano descritte come “nervose” e dal “difficile adattamento”?

Dopo aver trascorso una giornata a bordo della monoposto del team austriaco, senza dimenticare le ore passate ad acquisire nuove conoscenze sul simulatore, il vincitore del Gran Premio di Sakhir 2020 ha raccontato ai giornalisti le prime impressioni. Il messicano ha subito ammesso che la nuova monoposto non ha nulla in comune con le vetture che lo hanno accompagnato in passato

LE PRIME IMPRESSIONI DEL MESSICANO

“È tutto molto diverso, posso già individuare le singole differenze”, ha detto Perez a chi lo ha intercettato subito dopo i giri percorsi a Silverstone, con la Red Bull. “Puoi sentire la forza dell’avantreno posseduta dalla vettura, sono queste le cose che noti non appena sali in macchina o nel simulatore. Puoi individuarle abbastanza rapidamente. Proprio per tutte queste caratteristiche, posso capire perché non tutti i piloti hanno avuto vita facile.

“Lo sento già adesso – ha ammesso –. Quando devi raggiungere un determinato tempo sul giro, devi sapere come sistemare perfettamente la vettura, come riuscire a prendere gli ultimi decimi necessari. Queste capacità derivano dall’esperienza in pista e dall’imparare a trarne il massimo. È un qualcosa che arriverà solamente dopo aver capito pienamente le caratteristiche della monoposto. Spero che non mi ci voglia troppo tempo, ha detto in conclusione.

Amedeo Barbagallo

Catania, 2001. Studio Filosofia e curo un Blog. Collaboro con F1world. Sono l'autore del libro "I ragazzi che salvarono il mondo", Santelli Editore.

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