DichiarazioniFormula 1

Raikkonen: “Sono qui per me, non per accontentare gli altri”

Il pilota della Alfa Romeo Racing non ha peli sulla lingua nell’ammettere di continuare a correre per se stesso, per essere felice, indipendentemente dalle opinioni altrui

Iceman non le ha mai mandate a dire a nessuno e questa volta a essere nel mirino sono state le critiche alla sua presenza all’interno del Circus

Quarant’anni, in Formula 1 dal 2001 e con un contratto in scadenza a fine 2020. Per Kimi Raikkonen, quella che si appresta all’avvio, sarà la diciottesima stagione in pista. Molto presto, oltre a essere il pilota più anziano sulla griglia di partenza, il finlandese sarà anche quello con maggiore esperienza. Delle caratteristiche, queste, che hanno lasciato perplessi diversi appassionati ed esperti del motorsport, molti dei quali si sono chiesti se per lui abbia davvero senso continuare a gareggiare.

Ma Raikkonen, come accade molto spesso, si è fatto scivolare tutto addosso. Anzi, per rispondere alle critiche secondo cui questo dovrebbe essere il suo ultimo anno in Formula 1, ha dichiarato di continuare a correre per sua volontà e non per piacere agli altri. Una dichiarazione che sembra far trasparire la voglia di continuare a divertirsi, nonostante l’età e le continue (e inevitabili) battaglie con i piloti più giovani.

UNA CARRIERA DA RECORD

Dopo aver esordito nel 2001 con la Sauber, Raikkonen è stato subito puntato dalla McLaren, con cui ha condiviso quattro stagioni. Nel 2007 il finlandese ha portato al successo la Ferrari di Maranello, a cui è stato legato fino al 2009. Negli anni successivi Raikkonen ha abbandonato il mondo dell’alta velocità, per dedicarsi alle competizioni del rally finlandese. Ma si sa, il richiamo della Formula 1 è sempre forte. Dal 2012, quindi, il pilota è tornato al volante delle monoposto, passando da Lotus e Ferrari, fino ad approdare nuovamente in Alfa Romeo.

Mi piace correre, anche se c’è molto di più oltre alla Formula 1. Se non mi piacessero le gare, non sarei qui. Ma farei qualsiasi cosa per non avere a che fare con la stampa” ha dichiarato in un’intervista a El Pais. Una dichiarazione che non sorprende, dati gli innumerevoli episodi (più che divertenti) che hanno costellato il passato di Raikkonen in Formula 1.

Attualmente, il finlandese è padre di due splendidi bambini e sembra aver trovato un buon equilibrio tra lavoro e famiglia. Un atto di maturità e di crescita rispetto al Raikkonen festaiolo a cui si è sempre stati abituati, le cui foto hanno marcato i quotidiani di tutto il mondo. Tuttavia, il pilota quarantenne ha dichiarato di aver finalmente capito di stare bene facendo ciò che lo rende felice e non ciò che richiedono gli altri.

ESSERE FELICE… PER ESSERE RAIKKONEN

Ovviamente mi rende felice sapere che ci siano dei follower che mi seguono e a cui piaccio, ci sono anche persone a cui non vado a genio. Ma cerco di fare solo le cose che mi rendono felice. Finché fai quello che ti fanno stare bene come persona, tutto il resto non conta”.

Secondo il finlandese, partire da ciò che rende felici è la chiave per affrontare la propria vita e per aiutarsi nel proprio lavoro. Ognuno dovrebbe infatti pensare a se stesso e non cercare di piacere forzatamente agli altri: “se alla gente piace, fantastico; se non gli piace, va bene lo stesso”.

Insomma, Raikkonen ha ammesso di lavorare e di fare qualsiasi cosa solo per il bene di se stesso e conseguentemente della propria famiglia. Una sorta di “noncuranza” nei confronti delle opinioni degli altri, la stessa che il finlandese nutre nei confronti della stampa: “In generale, penso che si siano molte altre cose più importanti su cui scrivere, rispetto a me e alla mia vita. Ma è così che funzionano i media purtroppo. Non voglio mai essere al centro delle notizie”.

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Anna Vialetto

Anna è sinonimo di determinazione, concentrazione e curiosità. Ho sempre studiato e lavorato per rincorrere e realizzare i miei sogni, con l'obiettivo di concretizzarli in quella che è la mia più grande passione: l'automotive. La Formula 1 per me è parte integrante della mia personalità: il rombo dei motori, i sorpassi all’ultimo centimetro, la velocità delle monoposto. Ma soprattutto, tutto il mondo che sta dietro allo spettacolo in pista: l'organizzazione, la comunicazione, il marketing, l'energia...la stessa che, fin da quand'ero bambina, mi ha portata a coltivare questo grande amore.

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