Formula 1Gran Premio Emilia Romagna

Pirelli ha ancora dubbi sulla foratura di Verstappen ad Imola

Le condizioni del pneumatico non hanno permesso di stabilire una ricostruzione chiara di quanto accaduto

A questo punto l’ipotesi del detrito in pista appare come la più probabile

Pirelli non conosce la causa della foratura che Max Verstappen ha subito ad Imola, quando occupava la seconda posizione. A nulla è servita l’analisi portata avanti sulle condizioni del pneumatico montato dalla Red Bull. La Pirelli ha rilevato che il pneumatico ha subito un’improvvisa perdita d’aria, ma non ha trovato la causa che l’ha motivata, come riporta il sito tedesco Auto Motor und Sport.

La posteriore destra di Verstappen è esplosa mentre il pilota si avvicinava alla chicane Villeneuve. In un primo momento, la Red Bull pensava che fossero stati i detriti in fibra di carbonio presenti in quel momento sulla pista a danneggiare la gomma. Tuttavia, 11 giorni dopo l’incidente, Pirelli non ha risposte e non può ricostruire con certezza l’accaduto.

Secondo la Pirelli, se la perdita d’aria fosse stata lenta e graduale, i sensori della telemetira avrebbero allertato la Red Bull. Oltretutto, anche lo stesso Verstappen non ha notato nulla, e si è dichiarato sorpreso dell’incidente, non potendo fare nulla per evitare di finire sulla ghiaia.

Così, senza poter giungere a una conclusione, Pirelli si è spinta maggiormente verso l’ipotesi sul detrito sparso sulla pista. In ogni caso, i tecnici del fornitore italiano non hanno riscontrato irregolarità nella costruzione del pneumatico. Sono presenti segni di tagli nel battistrada, probabilmente causati da un elemento esterno e che potrebbero aver causato la perdita di pressione.

Archiviata l’esperienza in Emilia-Romagna, Pirelli adesso si concentra sul Gran Premio di Turchia. Un circuito, quello di Istanbul, che rappresenta una grossa sfida per la tenuta degli pneumatici. Il tracciato inoltre è stato da poco riasfaltato: di conseguenza, nessuno ha riferimenti su questo asfalto. Proprio per questa ragione, in assenza di dati precisi, la scelta delle mescole è stata molto più conservativa del previsto.

 

Danilo Tabbone

Mi chiamo Danilo, ho 20 anni, vengo dalla Sicilia e studio all'Università di Palermo. La Formula 1 è la mia più grande passione, la seguo da quando ero bambino, e le emozioni che mi suscita sono parte integrante della mia personalità. Dal 2020 scrivo per F1world.

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