Analisi della redazioneFormula 1Gran Premio Emilia Romagna

Mercedes, occhio alla faida Bottas-Russell

Analizziamo l’incidente che, fortunatamente senza conseguenze per i piloti, ha messo fuorigioco sia Bottas che Russell dalla gara di Imola

Lo scontro tra le due vetture ha lasciato diversi strascichi nel paddock, raffreddati delle parole di rito. Vediamo adesso quale pilota, al netto di tutte le valutazioni, ha più responsabilità

Trentaduesimo giro del Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia Romagna. Mentre la Mercedes di Lewis Hamilton lottava per uscire dalla ghiaia del circuito imolese, George Russell, portacolori Williams e “promesso sposo” del team di Brackley, punta la Freccia nera di Valtteri Bottas in direzione Tamburello. La monoposto numero 63, anche grazie al DRS, è nettamente più veloce. Tuttavia, dopo un movimento quasi impercettibile del finlandese, le gomme della FW43B toccano l’erba, ancora bagnata, provocando lo scontro che andrà a finire contro le barriere. Bandiera rossa e safety car inevitabili, così come le polemiche.

Mentre le immagini della regia inquadrano le due monoposto distrutte, si vede Russell scendere dalla vettura. L’inglese, a dispetto di ciò che si poteva pensare, si dirige dal collega finlandese per un confronto a caldo. Quest’ultimo, dopo aver mostrato il dito medio, si becca un leggero schiaffo sul casco. Quello che, secondo gli steward, sarebbe un normale incidente di gara, potrebbe diventare un terremoto nella casa di Stoccarda, già distratta dalle tensioni, seppur fisiologiche, tra il team principal Toto Wolff e il capo Ola Kallenius. Il presidente, infatti, farebbe anche a meno di Hamilton (ricordate la telenovela contrattuale?), in nome del risparmio, pur di far sbarcare il giovane inglese.

IL FUTURO DELLA MERCEDES CONTRO LO SCIALBO PRESENTE

Perché si è arrivati a ciò? La motivazione di questo scontro, in fondo, è molto semplice: Russell dovrebbe andare in Mercedes nel 2022, per sostituire un pilota mediocre che non è stato in grado di reggere il confronto con il sette volte campione del mondo, perdendosi nelle situazioni più complicate.

Tutti ricorderanno che, nel corso del Gran Premio di Sakhir, Russell è stato in grado di non far rimpiangere Hamilton, messo out dal coronavirus. Qualificatosi al secondo posto, il giovane di King’s Lynn beffò il neocollega dopo pochi secondi, portandosi in testa alla gara. Purtroppo per l’inglese, l’epilogo è noto: un disastro durante il pit stop e una foratura relegarono il giovane al nono posto, consentendogli di conquistare i primi punti della carriera ma non il podio o la vittoria che stava costruendo.

Ecco perché il sorpasso poco prima del Tamburello era fondamentale per entrambi, ed ecco spiegato il perché della mini rissa partita dopo il botto. Bottas non poteva subire un sorpasso da una scuderia che è l’ultima della classe, per di più da un diretto concorrente per il sedile; mentre Russell aveva pregustato la concreta possibilità di fornire alla Williams i primi punti dal lontano 28 luglio 2019.

NESSUN DUBBIO SULLE RESPONSABILITÀ

Gli steward si sono espressi, in modo neutro. Ma, in fondo, di chi è la colpa di questo disastro sportivo? Personalmente, non ho nessun dubbio sulle responsabilità dell’incidente, che mi ricorda quelli che si verificano online quando un player vuole ostacolare una monoposto più veloce. Bottas ha fatto di tutto per evitare un – clamoroso – sorpasso di Russell, anche a costo di un DNF.

Come anzidetto, l’inglese ha toccato l’erba bagnata, e quindi perso la monoposto, dopo un movimento di Bottas verso destra, che invece non avrebbe dovuto cambiare la traiettoria chiudendo l’avversario. Il finlandese ha cercato di evitare il sorpasso non concedendo lo spazio necessario, cosa che avrebbe fatto – secondo il mio parere – se il pilota fosse stato diverso.

Ecco il perché di tanta delusione e frustrazione nel post-gara, avvelenata dalle dichiarazioni dei piloti. Wolff ha risposto a Russell per le rime, reo di non aver rispettato la Mercedes davanti a lui. Siamo sicuri che l’inglese non avrebbe dovuto rischiare il sorpasso per il colore della monoposto davanti a lui? Io credo di no. Così come credo che Russell debba andare in Mercedes, perché non può più rischiare di rimanere senza sedile. Quello dell’attuale pilota di Grove è un talento cristallino che rischia di arrugginirsi stando a contatto con la perenne insufficienza del team.

Forza Mercedes (e Toto Wolff), serve una botta di coraggio. Come avete detto, Bottas non ha mai dimostrato nulla. Semplicemente perché non è un potenziale campione. Russell lotta, sempre, con le unghie e con i denti, portando ogni oltre limite una monoposto colpevolmente debole. Adesso tocca a voi, il tempo delle scelte per il 2022 è più vicino di quanto possa sembrare.

Amedeo Barbagallo

Catania, 2001. Studio Filosofia e curo un Blog. Collaboro con F1world. Sono l'autore del libro "I ragazzi che salvarono il mondo", Santelli Editore.

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