Analisi della redazioneFormula 1

McLaren, Ferrari e il centro griglia: il “primo quadrimestre”

Il Gran Premio d’Ungheria ha marcato la fine della prima metà della stagione, composta da undici gare che hanno dimostrato grandi riprese e anche alcune delusioni

Mentre i nostri piloti si godono le meritate vacanze, per noi è tempo di valutare il loro andamento, tra eccellenze e insufficienze

Le pagelle del primo quadrimestre sono sempre quelle più particolari. Perché nulla è ancora definitivo. C’è chi potrebbe impegnarsi di più; chi sembrerebbe già una causa persa, ma poi sorprendentemente riesce a raggiungere alti risultati. E chi ha già dato un’eccezionale prova di sé, e attende soltanto il momento in cui raccogliere il prodotto di ciò che ha accuratamente seminato.

Giunti alla metà dell’attuale stagione di Formula 1, con undici Gran Premi già disputati e altrettanti ancora mancanti, è ora di pensare ai nostri piloti come a degli scolari. I quali, al termine della prima metà dell’anno scolastico, si trovano a dover raccogliere le somme del loro operato. E capire chi può essere premiato e chi no, e soprattutto da chi ci si può aspettare il meglio e chi, invece, dovrebbe cacciare fuori qualcosa in più.

GLI SCRUTINI: CHI SI E’ DISTINTO NEL PRIMO QUADRIMESTRE

Classifica alla mano, le coppie che ne uscirebbero vincitrici sono il duo Alpine Ocon-Alonso, rispettivamente a 39 e 38 punti, e i piloti delle due Rosse, Sainz e Leclerc. Anche questi ultimi si trovano a pochissima distanza: 83 a 80 punti, con il vantaggio dello spagnolo. E, possiamo dire, i numeri rispecchiano fedelmente quello che abbiamo potuto vedere in pista.

La scuderia di Maranello e l’ex Renault possono infatti pregiarsi del merito di avere come piloti due figure che possano completarsi a vicenda. I due spagnoli portano alle rispettive squadre – e soprattutto ai rispettivi compagni – la maggior esperienza all’interno della massima categoria. Gli altri due invece sono ormai consolidati all’interno dei loro team, conoscendone le dinamiche e la vettura. E possono quindi garantire stabilità e fiducia.

Non che non si fossero presentati problemi a inizio stagione per i due nuovi arrivati. Come per tutte le altre line-up, d’altronde. Ma Alonso e Sainz sono stati gli unici a saper gestire il divario con il compagno in modo egregio, mettendo fine a una situazione che poteva diventare scomoda se protratta per fin troppo tempo. L’asturiano, ovviati i primi problemi di adattamento alla nuova vettura – e considerati anche gli anni di assenza dalla Formula 1 – è riuscito a raggiungere il compagno di squadra. E sebbene il francese abbia intascato la sua prima vittoria nella categoria regina, Alonso continua a stargli dietro per un unico punto di differenza.

Anche a Sainz va il merito di essere riuscito ad adattarsi brillantemente alla nuova squadra, in un tempo relativamente breve. Già al quinto appuntamento di stagione, sulle strade del Principato, ha ottenuto il primo podio con Ferrari. E in tre occasioni è riuscito a concludere la corsa davanti al proprio compagno di squadra. Un ottimo primo quadrimestre per lo spagnolo, che adesso in classifica si trova davanti a Leclerc. Anche un po’ grazie alla sfortuna di quest’ultimo. Il monegasco, invece, continua a sorprendere e a emozionare i tifosi, spingendo la propria vettura al limite delle possibilità – talvolta, però, forse troppo.

CHI POTREBBE IMPEGNARSI DI PIU’

Ancora alti e bassi, invece, per la giovane coppia dell’AlphaTauri. Da un lato, un Pierre Gasly che continua a crescere e a consolidare la sua validità di pilota. Dall’altro, un esordiente Yuki Tsunoda che, peccando di un po’ di inesperienza, non riesce sempre a stare al passo del suo compagno di squadra. Benché non manchino sorprese anche da parte sua. Nel complesso, la scuderia di Faenza è riuscita a terminare ognuna delle precedenti gare con almeno una monoposto ai margini della top ten.

E al momento, infatti, l’AlphaTauri si trova alle spalle dell’Alpine per soli nove punti. Una sufficienza piena, dunque, sulla pagella del primo quadrimestre. Ma una maggiore costanza da parte di entrambi i piloti potrebbe portare la loro vettura, spinta da quello che si è presentato finora come il miglior motore di quest’anno, a ottenere risultati ancora più alti. Stesso discorso va fatto per l’Aston Martin. Con Stroll che sembra non riuscire ad arrivare oltre l’ottavo posto in gara, e artefice di un imperdonabile errore a Budapest.

E un Vettel che, nonostante due exploit da podio – uno di questi, però, ufficialmente cancellatogli -, ancora non riesce a trovare sempre il giusto passo. Due team, quello britannico e quello italiano, i quali, benché abbiano il potenziale per rimanere incollati nella battaglia al quinto posto, rischiano di essere schiacciati da un’Alpine che ci ha lasciato con una delle più belle prestazioni dell’intero anno.

L’INSUFFICIENZA DI QUESTO PRIMO QUADRIMESTRE, ASSIEME ALL’ECCELLENZA

La più grande delusione del primo quadrimestre è, senza dubbio, Daniel Ricciardo. Cosa sia accaduto all’australiano, il quale vanta comunque una buona carriera in Formula 1, non si capisce. E sicuramente non ha concluso questa prima metà di stagione nel modo migliore. Durante una gara in cui ovunque si guardasse sul tracciato si poteva essere spettatori di prestazioni al limite dell’incredibile, la McLaren di Ricciardo è stata completamente anonima. E quasi ci si dimentica che non era nel gruppo assieme ai ritirati, ma che ha concluso la gara.

Gara conclusa, certo. Ma da doppiato, davanti soltanto alla Haas di Mick Schumacher e a Giovinazzi. Superato anche dall’Alfa Romeo di Raikkonen. Fuori dalla zona punti, con una McLaren che è probabilmente la terza forza del Circus, e con una Red Bull a cui mancava metà vettura. Sicuramente alla guida di questa Red Bull non c’era chiunque, ma Max Verstappen. Ma probabilmente, se alla guida di quella McLaren non ci fosse stato chiunque, ma Lando Norris, l’inglesino sarebbe riuscito a far penare il contendente al titolo.

Norris che al momento detiene un favoloso terzo posto nella classifica piloti, davanti anche alle seconde guide Mercedes e Red Bull. E il distacco tra il pilota numero 4 e il suo compagno di squadra è abissale: 113 a 50. Una differenza di oltre 60 punti, e anche i meno ferrati in matematica possono capire che, così stando la situazione, la maggior parte dei punti accumulati dalla McLaren sono opera della grandissima stagione di Lando Norris. Con esattezza? Ben il 70%.

MCLAREN E FERRARI: COSA DOBBIAMO ASPETTARCI?

Questo super emozionante primo quadrimestre si è concluso, inoltre, con una questione aperta che prepara la strada per un’altra fantastica metà di stagione. Le due contendenti al gradino più basso del podio dei costruttori si trovano al momento a parità di punti. Entrambe le squadre, infatti, hanno accumulato 163 punti. Infiammando ancora di più la spettacolare e inaspettata battaglia nata tra le due storiche rivali.

Considerando le vetture per come le abbiamo già viste, poiché quasi tutte le scuderie al momento sono concentrate sullo sviluppo per il 2022 e non dovrebbero portare nuovi aggiornamenti, non c’è dubbio che la McLaren sia la vettura più performante. Dalla sua parte ha, infatti, il potentissimo motore tedesco. E questa differenza tecnica è visibile specialmente sui rettilinei e sui tracciati a basso carico aerodinamico. In tali situazioni, la superiorità della McLaren è quasi schiacciante.

Ma, alla fine dei giochi, non basta soltanto avere la monoposto più veloce e più sviluppata. Mai come quest’anno, infatti, stiamo sperimentando come l’importanza di avere una seconda guida su cui riporre la propria fiducia sia essenziale. E spesso possa essere il tratto fondamentale. Quello che decreterà il verdetto finale. In una situazione simile, Leclerc e Sainz dovranno mettercela tutta per superare quelle limitazioni tecniche di una monoposto ancora non ottimale. E Ricciardo avrà bisogno di svegliarsi dal sonno e tener testa al suo compagno di squadra. Comunque vada, si prospetta una seconda metà di stagione fenomenale.

Alessia Verde

Di Napoli, classe 2002. Sono appassionata di letteratura e di teatro, e studio per poter specializzarmi in questi due campi. Con la Formula 1 e i motori è stato amore a prima vista. Tifosa della Rossa nonostante tutto, la Formula 1 è tra le cose che più mi emozionano al mondo. Ma ciò che mi emoziona di più è potervela raccontare.

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