DichiarazioniFormula 1

Brivio: “Ocon può ancora migliorare. E Alonso mi ricorda Rossi”

Il dirigente della Alpine si è raccontato in una lunga intervista alla Gazzetta, spaziando tra il presente in Formula 1 e il passato nel Motomondiale

Dopo l’incredibile vittoria di Ocon in Ungheria Davide Brivio ha approfittato della pausa estiva per fare il punto sulla stagione della Alpine

Nel mondo del motorsport la figura di Davide Brivio sta assumendo le sembianze di Re Mida. Quello che tocca diventa subito oro. E si, perchè dopo aver conquistato il titolo della MotoGP con la Suzuki di Mir, al manager brianzolo sono bastate 11 gare per portare al successo la Alpine nella sua nuova avventura in Formula 1.

Una vittoria arrivata con tanta bravura e un pizzico di fortuna, gli ingredienti principali per arrivare a primeggiare in uno sport così complesso. “La fortuna gioca sempre un suo ruolo, ma bisogna essere bravi ad andarsela a cercare. Ovviamente, in Ungheria, l’incidente del primo giro ha condizionato il gran premio. Però poi è vero che Esteban si è trovato in testa e ha mantenuto il comando per 69 giri, con sempre Vettel alle costole. E il muretto ha gestito tutto con grande freddezza. Siamo stati bravi a sfruttare la nostra occasione“, ha esordito Brivio ai microfoni della Gazzetta.

La pausa estiva è una buona occasione per fare il punto sul percorso del team guidato da Brivio, che al momento si ritiene soddisfatto. All’inizio non avevamo stabilito un obiettivo preciso. Abbiamo cercato di capire il nostro valore, per poi provare ad esprimerci al meglio. In questo momento Mercedes e Red Bull si stanno giocando il titolo, mentre Ferrari e McLaren sono alle loro spalle. Noi siamo quinti e dobbiamo cercare di mantenere quella posizione. Contando che gran parte delle nostre risorse sono già spostate sul 2022 sarebbe già un risultato positivo.”

SU OCON E ALONSO

Il focus del discorso di Brivio si è poi spostato sulla coppia di piloti, formata da Ocon e Alonso. “Devo dire che nel team al momento c’è una grande atmosfera. Esteban è un ragazzo su cui abbiamo voluto puntare con decisione, decidendo di rinnovargli il contratto per altre tre stagioni. Ha avuto qualche gara complicata ma ne è uscito con maturità, la stessa che ha mostrato nel gestire la gara in Ungheria. Credo molto in lui e penso che abbia ancora margini di miglioramento“.

Fernando, invece, è la nostra guida. Si è immerso in questa nuova sfida con un entusiasmo travolgente, ed è di grande aiuto per il team, perchè riesce a stimolarci. Per l’esperienza che ha e per l’intelligenza con cui affronta qualsiasi situazione si capisce subito di avere a che fare con un top driver. In certe sfaccettature mi ricorda Valentino Rossi.”, ha lanciato il sasso Brivio, che è poi andato avanti nel parallelismo.

Alonso e Rossi fanno parte di un’elite. Per la cura dei dettagli, la voglia di ottimizzare qualsiasi settore senza mai accontentarsi, sono quelle figure capaci di trascinare con loro un intero gruppo di lavoro. E posso ritenermi fortunato per aver collaborato con entrambi”.

DIFFERENZA TRA FORMULA 1 E MOTOGP

Dopo un ventennio passato nel Motomondiale (con sei titoli vinti a supporto prima di Rossi, poi di Lorenzo e infine di Rins) Brivio si è approcciato con Alpine ad un mondo per lui inedito. E le differenze, dal punto di vista di un dirigente, sembrano non essere di poca natura.

“In Formula 1 ho trovato un’organizzazione molto più grande, con molte più funzioni e compiti più distribuiti. Nel Motomondiale tante mansioni sono invece concentrate in una sola persona. In F1 c’è molta più specializzazione, come conseguenza del fatto che i budget sono più grandi. Sono due mondi diversissimi. E poi c’è la grande differenza dell’interazione con i piloti durante la gara e le prove”.

La differenza, secondo Brivio, non si ferma alla metodologia del lavoro ma anche alla gestione delle pressioni. “Ci sono aspettative diversissime. In team come la Suzuki o la prima Yamaha le aziende chiedevano i risultati, ma una gara andata male non ti mandava sotto processo. Qui la critica è molto più esigente, ed è una cosa che io apprezzo. Ci aiuta a fare sempre meglio”.

Danilo Tabbone

Mi chiamo Danilo, ho 20 anni, vengo dalla Sicilia e studio all'Università di Palermo. La Formula 1 è la mia più grande passione, la seguo da quando ero bambino, e le emozioni che mi suscita sono parte integrante della mia personalità. Dal 2020 scrivo per F1world.

Altri articoli interessanti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button

Lascia il tuo contributo

Ciao, non vogliamo riempire il tuo monitor di pubblicità, ma questi banner ci aiutano a darvi contenuti di qualità. Se vedi questo messaggio perché hai attivo un sistema di AdBlock che elimina gli annunci pubblicitari.