Analisi della redazioneFormula 1Gran Premio Gran Bretagna

Leclerc e il rivale inatteso: il vero nemico per il Mondiale

Le speranze erano alte a inizio Campionato, ma forse non erano stati fatti bene i conti

Il talento ce l’ha; la macchina, finalmente, pure: ma al monegasco servirà molto più di questo se vorrà avere qualche speranza

Quale migliore opportunità di quella che si è presentata in Gran Bretagna per la Ferrari? Nessuna. Dopo una serie di dolorosi ritiri, Maranello aveva la possibilità di rimediare al disastroso distacco che si è creato tra Leclerc e Verstappen in classifica piloti. Venti i punti totali che il monegasco avrebbe potuto guadagnare sul pilota Red Bull. Eppure, a Silverstone, la Ferrari è riuscita con la sua strategia a compromettere un’occasione unica per Leclerc.  

Ma non c’è da stupirsi che la scuderia del Cavallino non sia riuscita a fare ciò che avrebbe dovuto fare qualsiasi team che lotta per il titolo. Possiamo forse dire che la maggior parte delle scelte fatte finora siano state in funzione di questo obiettivo? Tra cui, su tutte, la cocciuta e inspiegabile volontà di continuare a trattare il duo piloti equamente, senza delineare con chiarezza le gerarchie. Mentre è chiaro come l’acqua che a lottare contro Verstappen può essere solo Leclerc. E lo dimostra la stessa gara di ieri: il monegasco è stato impeccabile


Non si può dire lo stesso di Sainz. Due i gravi errori con cui, senza le circostanze fortuite della bandiera rossa e del problema della Red Bull numero 1, si sarebbe giocato la vittoria. Ma lascia perplessi soprattutto il fatto che queste gerarchie non siano state definite, se non da subito, almeno dopo Monaco. Dove era stato evidente che l’intero team, e i due piloti, dovevano tener bene in mente chi doveva essere protetto nella lotta al Mondiale. 

LA NOCIVA STRATEGIA FERRARI A SILVERSTONE CHE HA PENALIZZATO LECLERC

Di conseguenza, la Ferrari ieri ha commesso il primo errore. Permettendo che Leclerc, nonostante fosse più veloce di Sainz, perdesse tempo dietro quest’ultimo. Usurando le proprie gomme e facendo sì che Hamilton riducesse sempre più il distacco. Dopo giri di imperdonabile indolenza, il muretto prende la discutibile decisione di lasciare “libera sfida”. Un lusso che, nella posizione di inseguitrice nel Mondiale, la Ferrari non può assolutamente concedersi.


Ma, soprattutto, la decisione più inspiegabile è stata quella di non chiamare Leclerc ai box appena è entrata in pista la Safety Car. Ancora una volta il muretto ha preso la decisione sbagliata. E quando ciò diventa sistematico, non si parla più di semplici errori di giudizio. Si tratta di incapacità nel gestire una gara

Si è tanto parlato del dover “dare una macchina a questo ragazzo“. Perché il talento ce l’ha, e l’ha sempre mostrato. Ha potuto affinarlo negli anni – e dovrà continuare a farlo. Quest’anno l’abbiamo ritrovato in pista con maturità e un’aggressività controllata. Qualità fondamentali per poter lottare al titolo. Eppure, fin troppe volte in questo Campionato, le occasioni di Leclerc sono sfumate a causa di errori di strategia della Ferrari, proprio come a Silverstone. Se siamo riusciti a dare la macchina al ragazzo, forse adesso è ora di dargli un team.

Alessia Verde

Di Napoli, classe 2002. Studentessa di Lettere Classiche all'Università Federico II. Innamorata follemente della Rossa. Con la Formula 1 è stato amore a prima vista, e nulla riesce a emozionarmi come fa lei. Ma ciò che mi emoziona di più è potervela raccontare.

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