DichiarazioniFormula 1

Leclerc: “Devo controllare il mio istinto killer”

Il pilota della Ferrari ha riconosciuto nel suo carattere aggressivo tanto un punto di forza quanto una debolezza che, proprio per questo, ha bisogno di essere limato e gestito al meglio

Il giovane monegasco si è distinto sin da subito per il suo spirito combattivo e la sua audacia, anche se qualche volta questo è stato per lui un ostacolo e non una marcia in più

Che Charles Leclerc avesse la stoffa del campione, è stato evidente fin dalle prime gare. Il giovanissimo pilota ha dato prova di avere un innato senso del rischio e di non avere paura di niente e di nessuno, anche se in qualche occasione questo lo ha portato a commettere degli errori. Per il monegasco si è trattato più che altro di errori di valutazione dovuto al suo istinto da killer, una caratteristica su cui però si è ripromesso di lavorare.

In vista dell’imminente nuova stagione, Leclerc ha dichiarato di essere consapevole di avere un istinto nascosto che molti altri piloti hanno dimostrato di non avere, ma allo stesso tempo di essere pronto a lavorarci per riuscire a controllarlo.

UN TALENTO DA LIMARE

Arrivato in Ferrari nel 2019, Leclerc non ha deluso le aspettative, nonostante si trattasse solamente del suo secondo anno in Formula 1. Fin dalle prime battute del mondiale, il monegasco ha dato del filo da torcere al suo compagno di squadra, già quattro volte campione del mondo, Sebastian Vettel.

Tuttavia, forse anche a causa della voglia di primeggiare proprio rispetto al tedesco, Leclerc è stato protagonista di alcuni errori che hanno compromesso la sua stagione. Un esempio su tutti può essere l’incidente di Baku, avvenuto durante la Q2. In quell’occasione, per Leclerc non c’è stato nulla da fare e, ammettendo lui stesso il proprio errore, ha dovuto rinunciare a una pole position che ormai sembrava già essere nelle sue mani

Ma non finisce qui. La lista di errori di Leclerc ha poi incluso anche le gare di Germania e Monaco, entrambe occasioni sprecate per poter rimanere davanti alle ormai imprendibili Mercedes. Tuttavia, il suo istinto killer non è emerso soltanto in pista, ma anche attraverso i team radio. Dalle gare quasi mute alle lamentele nei confronti di Vettel, Leclerc ha dimostrato di avere ancora tanta strada da fare, anche se la stoffa del campione sembra essersi già radicata nel suo stile di guida.

PER LECLERC C’È BISOGNO DI CONTROLLO

Non appena salgo in macchina, ho quell’istinto assassino. Non voglio finire secondo, terzo, quarto o quindi. Queste posizioni non hanno importanza. Penso che sia un punto di forza, ma anche una debolezza. Alcuni degli errori che ho fatto l’anno scorso sono dovuti alla mia mentalità perché ho dato tutto in momenti in cui avrei potuto stare più calmo”.

Per Leclerc si tratta di una caratteristica personale che, purtroppo, può piacere e non piacere. Tuttavia, si tratta di un aspetto fondamentale del suo carattere, che secondo le sue parole rappresenta un’arma a doppio taglio. Del resto, agire così d’impulso può avere degli aspetti tanto positivi quanto negativi e a volte può anche far male psicologicamente.

Proprio per questo, Leclerc ha dichiarato a Motor Sport Magazine di voler controllare questo suo aspetto, in modo da mantenere il suo istinto da killer, senza però causare danni che potrebbero compromettere la sua esperienza all’interno del team di Maranello.

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Anna Vialetto

Anna è sinonimo di determinazione, concentrazione e curiosità. Ho sempre studiato e lavorato per rincorrere e realizzare i miei sogni, con l'obiettivo di concretizzarli in quella che è la mia più grande passione: l'automotive. La Formula 1 per me è parte integrante della mia personalità: il rombo dei motori, i sorpassi all’ultimo centimetro, la velocità delle monoposto. Ma soprattutto, tutto il mondo che sta dietro allo spettacolo in pista: l'organizzazione, la comunicazione, il marketing, l'energia...la stessa che, fin da quand'ero bambina, mi ha portata a coltivare questo grande amore.

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