DichiarazioniFormula 1

Horner: “La minima difficoltà logistica potrebbe gettare la Formula 1 nel caos”

Il team manager della Red Bull è convinto che il calendario sia troppo fitto

Ritardi nella consegna del materiale, come quelli avvenuti in MotoGP, sarebbero difficili da ammortizzare per il Circus

Il Gran Premio di Russia, cancellato dalla stagione 2022, attende ancora di essere rimpiazzato. Nel momento in cui verrà definito il sostituto, il calendario tornerà a 23 gare, un record per la Formula 1. Nel 2023 si prevede un ulteriore ampliamento della scaletta, a cominciare dal già annunciato Gran Premio di Las Vegas. Un campionato così lungo potrà forse appagare la voglia di gare degli appassionati, ma per le squadre sarà sempre più difficile tenere il passo. Il team manager della Red Bull, Christian Horner, si è espresso sulla questione, lanciando l’allarme sui rischi che potrebbero presentarsi alla prima difficoltà di tipo logistico.

Il monito di Horner

Ci aspetta una grande sfida. Il calendario è molto complicato, con dei ritmi davvero serrati. Ci sono serie di due e tre gare consecutive previste per la fase conclusiva della stagione: con queste premesse, la prima difficoltà nella consegna del materiale potrebbe creare scompiglio”, ha spiegato Horner a GPFans. “Stiamo lavorando intensamente su questo problema con i responsabili della logistica e con i vertici della Formula 1. Un’altra preoccupazione, naturalmente, è rappresentata dall’aumento dei costi: credo che la mole del trasporto merci sia quasi raddoppiata quest’anno”.

Il trasporto dei materiali, del resto, è incluso nel budget cap. “Il costo della vita sta aumentando, e vediamo l’inflazione crescere in tutto il mondo”, ha continuato Horner. “Se consideriamo che il trasporto dei materiali è coperto dal budget cap, credo che dovremmo stabilire un tetto di spesa ragionevole che tenga conto della situazione attuale. Ritmi così serrati avranno delle ripercussioni sulle persone e sulla tenuta dei materiali. Tutte le squadre, in linea di massima, si stanno impegnando per trovare una soluzione fattibile, ma c’è preoccupazione. È un problema, questo, che dovremo affrontare il prima possibile“.

Le parole di Wolff

Le considerazioni di Horner fanno eco a quanto dichiarato lo scorso ottobre da Toto Wolff. “Per quanto vorremmo gareggiare in ogni angolo del pianeta, mettere in scena un grande spettacolo in luoghi affascinanti e assicurarci che la Formula 1 cresca in termini di spettatori, impatto e ricavi, dobbiamo tenere conto delle conseguenze per le persone coinvolte“, aveva spiegato il boss della Mercedes ad Autosport. “23 gare, con ben 3 triplette, hanno inevitabilmente delle conseguenze. Chi seguisse la vecchia mentalità potrebbe dire ‘Sii contento di essere in Formula 1, e se non riesci a sostenere l’impegno, dedicati a qualcos’altro’. Io ragiono in maniera diametralmente opposta”.

“Dobbiamo creare un sistema che sia sostenibile. Prendendo 23 gare come punto di partenza, dovremmo probabilmente toglierne cinque dal calendario. Questo aggiustamento avrebbe senza dubbio effetti benefici per ogni persona coinvolta. L’ideale sarebbe la creazione di un sistema capace di regolarsi da solo. Una volta stabilito il numero massimo di gare sostenibili, le sedi di alcuni Gran Premi potrebbero alternarsi“, aveva concluso Wolff.

Alessandro Bargiacchi

Sono toscano doc, nato a Firenze nel 1992. Adesso vivo in Casentino. Ho una laurea triennale in scienze politiche e una magistrale in semiotica. Adoro la musica e il teatro, così come lo sport, e a queste passioni cerco di dedicare tutto l'impegno e il tempo possibile. I miei primi ricordi legati a un Gran Premio 1 risalgono a Silverstone 1999, alle immagini sbiadite di Schumacher che colpisce violentemente le barriere di protezione. Negli anni, crescendo e cominciando a capire un po' meglio come funziona una gara automobilistica, sono diventato un vero appassionato di Formula 1, con un sincero amore sportivo nei confronti di Kimi Räikkönen, che ho avuto la fortuna di tifare per 20 anni.

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