Formula 1Gran Premio Russia

GP di Russia, la Formula 1 rescinde il contratto

Liberty Media si pone con maggior decisione nei confronti dell’attuale situazione geopolitica salutando definitamente un qualsiasi appuntamento nella Federazione Russa

Liberty Media chiude fermamente a un qualsiasi GP in Russia risolvendo il contrattato con il promotore. Addio a Sochi ed anche a San Pietroburgo (che avrebbe dovuto esordire nel 2023)

Davanti al conflitto provocato dalla Federazione Russa in Ucraina neanche il mondo dello sport è rimasto fermo. La Formula 1 ha prima rilasciato una dichiarazione in merito all’impossibilità di correre a Sochi nelle attuali circostanze; poi è arrivato un meeting straordinario del World Motor Sport Council le cui decisioni permettono sì ai piloti russi di correre ma con delle importanti limitazioni (in contraddizione con quelle di Motorsport UK). È invece di quest’oggi la notizia di una mossa ancora più decisa. Con Liberty Media che ha annunciato d’aver rescisso il contratto con il promotore del GP di Russia.

Si tratta di un provvedimento più risoluto che permette di prendere con forza le distanze da quanto sta accadendo. Perché non riguarda solo l’annullamento della tappa in questa specifica stagione, ma più in generale è saltato un qualsiasi appuntamento nell’ex Unione Sovietica.

Addio quindi non solo a Sochi, ma pure al quel Gran Premio a San Pietroburgo che avrebbe dovuto esordire a partire dal 2023 sostituendo quello sul Mar nero. “La Formula 1 conferma di aver sciolto il suo contratto con il promotore del Gran Premio di Russia, ciò significa che la Russia non avrà alcuna gara in futuro, così si legge sul comunicato di Liberty Media.

L’ISOLAMENTO DEL MONDO RUSSO

L’allontanamento anche nel contesto sportivo della Russia sta impattando inevitabilmente sul futuro di Nikita Mazepin. Come accennato precedentemente la FIA avrebbe concesso agli atleti di nazionalità russa di poter disputare gli eventi; ma poi entrano in gioco le disposizioni prese dalle singole federazioni. Sulla linea dura del Regno Unito, altre (come l’Australia) starebbero prendendo in considerazione di giungere alla medesima conclusione.

Questi passaggi seppur graduali sembrano portare a una sola soluzione. Sotto questo punto di vista non si potrà farla lunga ancora per molto data la seconda sessione di test in Bahrain che è ormai alle porte. La Haas che già come squadra è già esposta a una condizione difficile per via dello sponsor Uralkali, dovrà vedersela al più presto. O forse addirittura se l’é già vista e manca solo l’annuncio.

Silvia Quaresima

Il mio amore per la Formula 1 é sempre stato lì con me, fin da quando ho ricordo delle vittorie di Michael in rosso. Ma con il tempo è cresciuto così tanto che ora c’è voglia di esserne parte e di raccontarla.

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