DichiarazioniFormula 1

Honda power unit 2021 è messa a nudo

Il costruttore giapponese ha portato un nuovo motore per la stagione appena iniziata. Una vera sorpresa per la Formula 1, frutto di un intenso lavoro in fabbrica

La power unit Honda è sotto gli occhi dei riflettori, dopo questo buon inizio di stagione 2021, arricchito dalla vittoria a Imola

La power unit Honda 2021 chiamata RA621H, che spinge Red Bull e AlphaTauri ha sorpreso il paddock della Formula 1 considerata attualmente la più potente della griglia. Lo scorso weekend a Imola, in qualifica Pierre Gasly con la sua AlphaTauri è riuscito a ottenere la quinta posizione, mentre le Red Bull di Sergio Perez e Max Verstappen rispettivamente la seconda e terza posizione.

In gara, Max Verstappen porta la Red Bull e Honda a ottenere la prima vittoria della stagione, con la RB16B che in questo inizio di campionato si è mostrata la monoposto più veloce della griglia e capace di tenere testa alla Mercedes.

La maggior parte del pacchetto di aggiornamenti sulla power unit Honda, in un primo tempo sono state rinviate al 2022. Ma dopo la decisione del costruttore giapponese di lasciare la Formula 1 al termine del 2021, si è optato di accelerare il nuovo progetto per quest’anno.

“Il piano originale era di implementare la nuova struttura della power unit di quest’anno nel 2021,” ha così esordito Yasuaki Asaki, direttore dello sviluppo delle power unit.

“Ma per una serie di motivi, era stato deciso di non procedere con una nuovissima power unit. Ad ogni modo, si pensa che questo cambiamento sia legato all’annuncio di Honda di lasciare lo sport”.

Sono andato dal presidente Takahiro Hachigo, e dirgli che volevamo realmente implementare questa nuova struttura della power unit per il nostro ultimo anno nello sport. E lui gentilmente ha accettato la nostra richiesta,” ha così spiegato Asaki.

ASAKI: “MOLTE MODIFICHE ALL’INTERNO DELLA POWER UNIT”

Asaki ha poi ricordato che le modifiche nella configurazione della nuova power unit, erano molto significative. Una quantità enorme di lavoro richiesta, così come il contributo arrivato dalla Red Bull Technology.

“Non è stato un compito facile, avere avuto a che fare con una tale portata di modifiche all’interno della struttura della power unit. Prima di tutto abbiamo cambiato il layout dell’albero a camme, affinché sia più compatto e portato la sua posizione più in basso, più vicino al fondo,” ha così spiegato Asaki.

“Il punto principale tra i cambiamenti fatti è stato quello di migliorare l’efficienza della camera di combustione. A tal fine, abbiamo dovuto cambiare l’angolazione delle valvole, e anche l’albero a camme”.

“Abbiamo dovuto abbassare la testata e renderla più compatta, in modo tale da migliorare il flusso dell’aria. Abbiamo anche abbassato il centro di gravità dell’ICE. Altra cosa che abbiamo modificato è il passo tra i cilindri, riducendo la distanza tra un passo e l’altro. Abbiamo reso il motore più corto, più piccolo”.

“Nel vecchio motore, a cavallo della trasmissione avevamo l’offset della bancata, con la bancata di sinistra che era leggermente controbilanciata rispetto a quella di destra. Quindi abbiamo invertito questo offset nel nuovo motore, affinché la bancata di destra è davanti, e quella di sinistra dietro,” ha così aggiunto Asaki.

AUMENTARE LA POTENZA DELL’ALBERO MOTORE

Il direttore dello sviluppo delle power unit, ha poi aggiunto che Honda ha dovuto indirizzare tutti i parametri chiave per poter essere competitiva quanto i rivali principali.

“Altro punto al quale abbiamo pensato, era di migliorare l’efficienza della camera di combustione. Così come l’albero a camme. Tenendo presente alla regola della fisica, è cambiata la quantità di energia immagazzinabile, con la conseguenza che la quantità di energia consumata è diminuita”.

“Paragonando alla situazione che avevamo lo scorso anno, quello che stiamo facendo è di aumentare la quantità di potenza dell’albero motore, e assicurare un buon livello di scarico in uscita, così come di temperatura dello scarico. In conclusione, abbiamo avuto un numero di obiettivi differenti da sviluppare, e crediamo di averli raggiunti,” ha così commentato Yasuaki Asaki.

Giorgia Meneghetti

Mi chiamo Giorgia, nata nel 1986, e residente a Fermo nelle Marche. Diplomata in Perito del Turismo, e con ottime conoscenze di lingue straniere: Inglese, Francese, Spagnolo. La Formula 1 è una delle mie più grandi passioni, che seguo dal 1998. Grazie ai suoi protagonisti, piloti, monoposto, team ne sono rimasta talmente stregata, tanto da spingermi a scrivere, raccontarla e viverla attivamente, sognando e sperando di poter un giorno incontrarli, e diventarne parte, e magari in un lavoro.

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