DichiarazioniFormula 1

Guerra Russia-Ucraina, Petrov sminuisce il titolo di Verstappen?

Il fatto è che, dopo quanto successo, molte squadre non volevano avere legami con la nazione che ha come sua capitale Mosca

È da quasi un anno che è scoppiata la guerra tra Russia e Ucraina. Eppure le polemiche, per le decisioni prese dalla FIA, sembrano essere destinate a tenere banco

La notizia ufficiale dello scoppio della guerra tra Russia e Ucraina arrivò il 24 febbraio 2022. Quasi un anno fa. Nel giro di pochissimi giorni sono state tante le Federazioni sportive che hanno deciso di prendere le distanze del paese sovietico. Ma quello che non si poteva immaginare è che, le stesse Federazioni, che magari in passato avevano promosso lo sport come arma vincente contro ogni sorta di discriminazione, compattamente esclusero gli atleti russi e bielorussi da ogni competizione. E a finire nel vortice è stata anche la Formula 1.

Non a caso ha fatto parecchio discutere proprio la decisione che prese la FIA. Dopo aver, per ovvi motivi, cancellato il GP di Sochi, a finirci in mezzo sono stati anche i piloti russi. Il Consiglio Mondiale del Motorsport deliberò che, in relazione alla situazione in Ucraina, i piloti russi e bielorussi avrebbero potuto continuare a competere nel circuito delle gare sotto la governance della FIA ma con bandiera neutrale.

Un’altra voce si aggiunge a quella di Mazepin

Uno dei piloti che fin da subito non ha accettato la decisione della Federazione Internazionale e si è mosso per provare a cambiare le cose è stato Nikita Mazepin. Ora, a distanza di quasi un anno dallo scoppio del conflitto, a prendere parola è stato anche Vitaly Petrov.

Senza la Russia presente alle manifestazioni sportive non considero valido nessun titolo assegnato, che sia in qualche campionato o alle Olimpiadi – ha raccontato Petrov ai colleghi quotidiano russo Sport-Express – Bisogna finirla di avere paura del popolo russo e riportare la nostra nazione nello sport mondiale. Per me non è accettabile“.

Sfruttare la situazione attuale in chiave futura

Il fatto è che, dopo quanto successo, molte squadre non volevano avere legami con la Russia. Proprio a tal riguardo la Haas per esempio, la scuderia con la quale debuttò nella massima serie automobilistica proprio il giovane Mazepin, preferì tagliare ogni sorta di collegamento con Uralkali, società del padre di Nikita e main sponsor della scuderia statunitense.

Se parliamo di sport motoristici in generale, dobbiamo sfruttare questo periodo per formare i nostri talenti e prepararli al futuro. Dopotutto, l’isolamento non durerà per sempre – ha proseguito l’ex pilota di Formula 1 – Possiamo servirci della situazione attuale come stimolo per lo sviluppo degli sport motoristici in Russia. Comprendo benissimo che tutti i nostri piloti vorrebbero correre in Formula 1. Ci sono passato anche io. Ma devono essere pazienti, allenarsi e non smettere di crederci. Quando arriverà l’opportunità di tornare, saremo tutti pronti“, ha concluso.

Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono un'educatrice cinofila. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso. Per me la sincerità e la franchezza sono alla base di ogni rapporto umano. Sono pignola e puntigliosa ma disordinata e pasticciona allo stesso tempo.

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