DichiarazioniFormula 1

Mazepin contro le sanzioni nei confronti della Russia

Uno dei primi a farne le spese è stato il 23enne, appiedato dalla Haas, in vista della stagione 2022

Dopo un periodo di silenzio, Nikita Mazepin è tornato a farsi sentire. L’ex pilota, allontanato dalla Haas, ha espresso tutto il suo disappunto per le sanzioni nei confronti degli atleti della Russia

Nikita Mazepin si è espresso severamente contro la cancel culture e le sanzioni che, a seguito dello scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, hanno coinvolto gli atleti provenienti dalla nazione guidata da Vladimir Putin.
Uno dei primi a farne le spese è stato il 23enne, appiedato dalla Haas, in vista della stagione 2022, nel giro di pochissimi giorni. Al posto del pilota russo, la scuderia americana non ci ha pensato troppo a mettere sotto contratto un ex della Formula 1, Kevin Magnussen.

Il team con sede a Kannapolis, proprio a seguito delle azioni militari della Russia nella vicina Ucraina, ha preso la decisione di tagliare bilateralmente ogni sorta di legame sia col pilota 23enne sia col main sponsor della scuderia, Uralkali, compagnia russa tra i maggiori produttori di potassio al mondo di proprietà del padre di Mazepin.

Haas cresciuta grazie ai soldi investiti da Uralkali?

Una storia che è destinata a proseguire. Proprio qualche giorno dopo l’annuncio di Haas riguardante l’interruzione della partnership, Uralkali ha reso noto che avrebbe avviato una procedura legale contro il team americano con l’obiettivo di proteggere i propri interessi. Alla base, come spesso accade i questi casi, è tutta una questione di soldi: infatti l’azienda russa vuole indietro i soldi già investiti in Haas per la stagione 2022 di Formula 1.

In atto una cancel culture nei confronti della Russia

Sia Nikita Mazepin, sia suo padre Dmitry, sono stati inseriti tra i destinatari delle sanzioni imposte da UE e Regno Unito in quanto “membri della cerchia più stretta di Vladimir Putin“.
Proprio l’ex pilota di Formula 1 ha rilasciato un’intervista alla BBC all’interno del programma Hardtalk, nel quale ha rimarcato di non essere d’accordo con le sanzioni imposte agli atleti russi.
Non sono d’accordo con questa decisione e infatti ho già detto in precedenza che ho intenzione di combattere questa discriminazione – ha raccontato Mazepin, in collegamento da Mosca – È in atto una vera e propria cancel culture nei confronti del mio Paese“.

Poco dopo il licenziamento di Mazepin da parte della Haas, il russo ha annunciato che, assieme al padre, avrebbero fondato una fondazione chiamata “We Compete As One“, che mira a sostenere, finanziariamente e psicologicamente, gli atleti che sono stati esclusi dai rispettivi campi di azione.

Mazepin ha preferito non esporsi

Il presentatore della trasmissione, Stephen Sackur, ha incalzato Mazepin per commentare le immagini che arrivano dalle zone di guerra. In particolar modo da quelle inizialmente invase dai russi e poi liberate dall’esercito ucraino. Istantanee che non hanno lasciato indifferente nemmeno il pilota russo.

Vivo nel vostro stesso mondo anche se, probabilmente, a distanza di tre o quattro ore di aereo. Sono immagini molto dolorose da guardare, a molti livelli. Sono una persona che vuole vivere in un mondo dove governa la pace. Tenendo conto di ciò i miei sentimenti sono ovviamente cambiati come essere umano e come persona – ha proseguito – Ma, sarò onesto. Ci sono enormi rischi nel dire qualcosa su questo caso. Con le mie parole non soddisferò mai tutti ed ecco perché mi terrò pubblicamente silenzioso“.

Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono un'educatrice cinofila. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso. Per me la sincerità e la franchezza sono alla base di ogni rapporto umano. Sono pignola e puntigliosa ma disordinata e pasticciona allo stesso tempo.

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