Formula 1Gran Premio Messico

GP Messico, Hamilton: “Fischi imbarazzanti!”

Strategia errata? Il ritorno alla vittoria si fa attendere, infatti il sette volte campione del mondo deve accontentarsi di un secondo posto

La vittoria sfuma ancora: Hamilton deve accontentarsi della seconda posizione per il GP del Messico

Il britannico ha provato a impensierire Verstappen e in un certo momento della gara sembrava esserci riuscito. La vittoria era alla portata? In questa stagione, sembra che stia a debita distanza da Lewis Hamilton, che deve accontentarsi nuovamente della seconda posizione per il GP del Messico, dopo aver ottenuto il secondo posto anche in qualifica. Non manca mai una menzione speciale al pubblico, seppur stavolta nelle sue parole vi è una sorta di rimprovero per i fischi ricevuti. Un gesto che decisamente stona con la magnifica atmosfera dell’evento messicano, che è tra i più spettacolari del Circus.

“Innanzitutto questo pubblico è stato davvero fantastico. L’unica cosa imbarazzante è sentire questi fischi, perché rovinano l’atmosfera. Provo comunque tanto amore per il Messico e per il suo popolo. Per noi questa è stata una grande gara e un ottimo weekend. Ero molto vicino nel primo stint, però la Red Bull era davvero troppo veloce. Il team di Milton Keynes, probabilmente avrà avuto anche una migliore strategia per quel che riguarda le mescole” ecco l’analisi a caldo di Hamilton sul suo GP del Messico.

Strategia errata? Il ritorno alla vittoria si fa attendere

Il sette volte campione del mondo, tramite team radio ha esternato le sue problematiche inerenti alla mescola dura. Forse pensava che non era quella più adatta? Di certezze assolute non ce ne sono in merito, ma il dubbio rimane. Poteva auspicare alla vittoria con una strategia differente? “No, non sono sicuro che fosse quella giusta. Secondo me, dovevamo partire con la mescola Soft. La mescola dura andava bene nel primo stint, ma poi non si è bilanciata bene. Congratulazioni a Max, arrivare sul podio è per noi comunque un ottimo risultato ha così concluso Hamilton.

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