Analisi della redazioneFormula 1Gran Premio Austria

GP Austria, Ferrari: le due facce della medaglia

Leclerc brilla e Vettel non convince. Sarà questo il trend della stagione o si troverà il giusto equilibrio che porterà il team di Maranello a lottare per il titolo?

Leclerc brilla e Vettel non convince. Sarà questo il trend della stagione o si troverà il giusto equilibrio che porterà la Ferrari a lottare per il titolo?

Già dopo le qualifiche, che ci avevano mostrato un’assortita griglia di partenza, ci si aspettava una gara ricca di colpi di scena, cosa confermata. La Ferrari partiva sfavorita, dopo una qualifica deludente che ha evidenziato un gap non indifferente da ridurre. L’obiettivo era quello di terminare la gara portando più punti possibili a casa, ma nello sconforto generale, c’è chi ha avuto il coraggio di spronare il team a rimanere positivo: Charles Leclerc. Caricato di una notevole responsabilità a cui ha saputo sin da subito rispondere mostrando nervi saldi e una grande capacità di saper reggere la pressione che un team storico come la Ferrari incute da sempre, Leclerc ha nuovamente brillato.

 

 
 
 
 
 
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The so-called #MaximumAttack mode 💪 🚀⁣ What a race @charles_leclerc 🤩❤️🍾⁣ ⁣ #essereFerrari 🔴 #AustrianGP 🇦🇹

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Il Cavallino Rampante ha riposto enorme fiducia in lui, non solo blindandolo fino al 2024 già a Dicembre 2019, ma facendo di lui il pilota su cui puntare e riporre le speranze per riportare a Maranello il tanto agognato titolo iridato. Ardua impresa non riuscita ad alcuni dei più brillanti e affermati campioni. Il monegasco è stato posto al centro del progetto, con il rischio di bruciarlo in fretta, perché caricato di una pressione non facilmente gestibile e seppur ha sicuramente ancora tanto da dimostrare, riesce gara dopo gara a essere una sorpresa continua. Nelle dichiarazioni post qualifica Charles ha affermato: “Ogni dettaglio può fare la differenza”.

LECLERC HA FATTO LA DIFFERENZA

Lui i dettagli in gara li ha sfruttati tutti mantenendo una calma spaventosa. Si deve saper cogliere le occasioni che si presentano, non dandosi per vinti, ma lottando fino all’ultimo giro, perché in gare come queste in cui può accadere di tutto, specialmente se si pensa che è stata la prima di questa anomala stagione, quindi di per sé già un’incognita. Leclerc ha saputo approfittare delle numerose neutralizzazioni provocate dalle Safety Car che si sono avvicendate in pista e ciò gli ha permesso di ottenere un ottimo risultato.Un GP d’Austria al cardiopalma, perché connubio di errori di pilotaggio, ritiri causati da problemi meccanici, in cui poche monoposto hanno raggiunto il traguardo (11 su 20), evidenzia la capacità di Leclerc di poter essere il valido punto di riferimento che la Ferrari cercava da tempo.

Disputare una gara con la consapevolezza di avere dei rivali nettamente più performanti e con il peso che possa già trasformarsi in una stagione fallimentare, perché il Covid ha stravolto tutto e quindi ogni errore stavolta si paga il doppio e ottenere il secondo posto è roba per pochi. Verrebbe quasi da dire da “predestinati”, ma mi limito a dire che tale risultato è un’iniezione positiva e incoraggiante per il team. La Ferrari comunque merita un applauso d’incoraggiamento. Infatti non ha mostrato problemi di affidabilità, nonostante la scarsa qualità aerodinamica della monoposto. Inoltre non ha commesso errori di strategia, nonostante le norme anti-Covid limitino le azioni dei meccanici. 

VETTEL SOTTOTONO?

Dall’altro lato del box, il quattro volte Campione del Mondo si è dovuto invece accontentare di un misero decimo posto. Lui ha mostrato pienamente i limiti che la monoposto ha mostrato in qualifica. Limiti che non gli hanno permesso di accedere persino al Q3, cosa che non gli accadeva dal 2014. Per la Rossa è stata una domenica all’insegna dell’inseguimento, ma per Vettel il tutto è stato ancor di più complicato a causa di un tentativo di sorpasso finito male. A metà gara, il tedesco è precipitato in fondo alla classifica dopo aver avuto un contatto con Carlos Sainz Jr, mentre provava a sorpassarlo.

Recriminargli tale manovra sarebbe forse eccessivo. Non avendo nulla da perdere, il pilota ha fatto ciò che di solito gli viene richiesto: sorpassare il proprio avversario in qualunque occasione favorevole si presenti. L’obiettivo decantato ieri era appunto quello di portare a casa più punti possibili, quindi il fine non giustifica i mezzi anche in questo caso? Diciamo che tale errore penalizza il doppio per il motivo già sopra citato e gli ha anche impedito di poter approfittare delle successive neutralizzazioni. Inoltre è oro colato per chi non aspettava altro che puntare contro il dito a Vettel e dare quindi man forte alla Ferrari che ha scelto di sostituirlo con Carlos Sainz Jr per la prossima stagione.

FERRARI: LE DUE FACCE DELLA MEDAGLIA

E’ innegabile che il team di Maranello abbia deciso di liquidare il quattro volte Campione del Mondo in modo alquanto discutibile, cosa che potrebbe portare a delle involuzioni. Vettel riuscirà a riscattarsi facendo capire che la Ferrari ha magari sbagliato a non rinnovargli il contratto? O la delusione provata lo porterà a disputare una stagione sottotono? La qualità della sua guida non dovrebbe essere certo messa in discussione, ma per quel che riguarda lucidità e saper reggere la pressione, Leclerc sembra essere più avvantaggiato.

Anche se i due hanno situazioni ben differenti a cui far fronte, che potrebbero portare l’uno o l’altro a poter essere più tranquillo o meno. Ad esempio se da un lato vi è Leclerc ben motivato a non far rimpiangere Vettel, dall’altro il tedesco deve mostrare di essere ancora in forma smagliante.  La prospettiva può però cambiare repentinamente, come il GP d’Austria ci ha insegnato.

 

 
 
 
 
 
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What a race ! P2, anything can happen. We need to work hard and it will take time before getting back to where we want but great race today and very happy with the result. #endracism

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