Formula 1Tecnica F1

Gomme e motore: i grattacapi di Allison

Il punto tecnico sul duello Red Bull – Mercedes

Le prime bizze della W12 in quel di Sakhir: gomme incomprensibili e motore non più dominante

Fa bene, James Allison, ha mettere in cantiere qualche intervento sulla W12, specificatamente sul motore e sul modo di sfruttare le gomme. Perchè, inutile girarci intorno, dall’inizio dell’era ibrida la Mercedes non era mai stata così in difficoltà. Non si parla di un paio di gran premi andati male, un guasto improvviso o qualche schermaglia tra i piloti, come ai tempi del confronto Rosberg – Hamilton. Qua siamo di fronte, per la prima volta dal 2014, ad una vera e propria inferiorità tecnica. Palese, evidente e soprattutto in fase di peggioramento.

Che la Mercedes di quest’anno non fosse esattamente un progetto semplice da mettere a punto lo si era capito subito, sin dalle prima prove in quel del Bahrein. I tempi erano alti, gli stint inconsistenti e Toto Wolff parlava di “piccola diva”, a proposito dell’arma a tre punte di quest’anno. Anche i messaggi via radio dei piloti raccolti nelle libere del primo gran premio non facevano presagire niente di nuovo. Mai si era sentito un pilota della casa anglo tedesca lamentarsi fino a definire la macchina “inguidabile”.

Gomme motore
Credits: AMG Mercedes

Non c’è dubbio che le piccole modifiche al regolamento del 2021, riguardante soprattutto l’aerodinamica e il fondo della vettura, abbiano mandato un po’ in confusione i tecnici di Brackley. Più volte si è sottolineato come il taglio al pavimento laterale abbia penalizzato molto le monoposto con assetto “non rake”, in primis proprio la Mercedes. Poi però la gara iniziale, vinta da Hamilton grazie alla “faccenda” dei track limits, e la successiva di Imola, corsa sotto la pioggia, avevano confuso un po’ le carte, dal punto di vista puramente tecnico.

L’ILLUSIONE IBERICA: ALTO CARICO E STRATEGIE AZZECCATE HANNO MASCHERATO I LIMITI MERCEDES

Sono arrivato poi i gran premi di Portimao e Barcellona, ed Hamilton ha di nuovo respirato. Su piste ad alto carico aerodinamico l’inglese ha prevalso, riuscendo però nel suo intento anche grazie all’aiuto di Bottas e a strategie azzardatissime, come quella che al Montmelò gli ha permesso di rimontare e superare il rivale olandese con una sosta in più. Miracoli che non si ripetono molto facilmente, soprattutto se non si riesce a far fronte ad una sfida, quella della Red Bull, di altissimo livello.

Gomme motore
Credits: Pirelli Press Area

Ci hanno infatti pensato le piste con curve più lente, asfalto meno abrasivo e bassa sollecitazione delle gomme, a far venire fuori i guai della “piccola diva”. Montecarlo, e poi Baku hanno permesso agli uomini di Horner di mostrare tutte le qualità della loro vettura. Rispetto ad Hamilton Verstappen ha un motore non di certo inferiore, e in più dispone di una monoposto che sicuramente sfrutta meglio le gomme Pirelli.

Il secondo aspetto non deve sorprendere, visto che Adrian Newey difficilmente sbaglia un progetto. Il primo è invece la vera novità della stagione. Alla Honda hanno realizzato un gioiello di propulsore. Potente, con un’ottima componente elettrica e, almeno fino adesso, anche affidabile. E questo in casa Mercedes forse non se lo aspettavano.

LA REAZIONE SCOMPOSTA DELLA MERCEDES: MA LE GOMME SONO ANCORA UN ENIGMA E IL MOTORE…

Fino a quando ha avuto a disposizione un motore più potente la Mercedes non ha avuto difficoltà nemmeno con gli assetti. Tanto la potenza c’era, e aumentare il carico aerodinamico non penalizzava più di tanto le velocità massime. Ma ora che la Honda ha raggiunto le prestazioni dell’avversario i nodi sono venuti al pettine.

Gli uomini di Wolff hanno dovuto reagire, su tutti i fronti. Lo hanno fatto dal punto di vista politico, sollevando i casi delle ali flessibili e delle pressioni delle gomme. Ma entrambe le revisioni al regolamento non sembrano aver influito sensibilmente sulle prestazioni. E lo hanno fatto anche dal punto di vista tecnico.

Gomme motore
Credits: AMG Mercedes

Nello scorso gran premio della Stiria la Mercedes ha impostato una vettura che sollecitasse di più le gomme, per mandarle meglio in temperatura ed avere più grip. Solo che la coperta si è rivelata corta, e durante la gara Hamilton e Bottas hanno sofferto tantissimo di usura, finendo la gara con un passo più lento delle Red Bull, e persino della Ferrari.

MERCEDES NELLE SABBIE MOBILI: PIU’ SI DIBATTE PIU’ AFFONDA

Proprio il confronto con la casa di Maranello aiuta a capire la “tattica” della casa di Stoccarda. Leclerc e Sainz hanno infatti percorso la strada esattamente opposta: stanchi di finire le gare superati da Alpine, Alpha Tauri e Aston Martin (come successo al Paul Ricard) hanno aumentato un po’ il carico. Ci hanno rimesso in qualifica, certo, in compenso in gara hanno potuto realizzare stint lunghissimi con tempi ottimi e soprattutto senza i problemi di usura dati da gomme che scivolano troppo.

Mercedes in difficoltà da una parte, insomma, Ferrari in recupero dall’altra. In mezzo ci sta questa meravigliosa Red Bull, perfettamente equilibrata, gentile con le gomme eppure imprendibile sui rettilinei dell’A1 Ring. E con un motore Honda che sta persino suscitando l’invidia di Toto.

Se si desiderava un mondiale incerto non si poteva sperare di meglio.

 

David Bianucci

Mi chiamo David Bianucci, nato a Prato ma trasferito per amore e lavoro sui colli Euganei in provincia di Padova. Sono uno sportivo a livelli di fanatismo, ho praticato la pallanuoto per vent'anni e ora faccio i campionati di nuoto Master. Ma le sensazioni più forti me le ha sempre regalate la Formula 1, sin da quando a nove anni ho visto il Gran Premio di San Marino del 1981. Sono seguite sveglie notturne per vedere i gran premi asiatici, autentiche fortune spese in riviste specializzate, giornate tra le frasche del Mugello per guardare girare di nascosto Michael Schumacher. Essere diventato nel frattempo Ingegnere Meccanico non ha migliorato la cosa... Scrivo perchè non posso fare niente per evitarlo.

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