Formula 3Gran Premio Francia

Formula 3, Riassuntone GP Francia: Hauger al comando, ma occhio agli inseguitori!

Se non avete visto la Formula 3 questo fine settimana al Paul Ricard vi siete decisamente persi qualcosa. Vi va di recuperare?

Un fine settimana che ha visto alcuni piloti confermasi e altri emergere, con tante variabili (anche meteo) che hanno entusiasmato

A distanza di più di un mese e mezzo dal primo appuntamento stagionale, la Formula 3 è tornata a correre in Francia, più precisamente a Le Castellet. Un fine settimana ricco d’emozioni e d’azione già a partire dalle qualifiche del venerdì. Tra sentimenti di rivalsa e conferme, ci sono molti piloti che si sono messi in mostra – come Vesti, Leclerc, Hauger e Martins. Vediamo come è andato il weekend.

GARA 1

Al sabato mattina i grandi protagonisti sono stati Alexander Smolyar e Arthur Leclerc. Il russo in Gara 1 non ha fatto altro che copia e incolla della prima gara in Spagna, ripetendosi e vincendo in rimonta. Il monegasco, che a causa di un proprio errore in qualifica era partito dall’ultima casella della griglia (la trentesima), ha concluso una corsa straordinaria che lo ha portato fino alla dodicesima posizione (e a impossessarsi della partenza dal palo in Gara 2).

Il pilota della ART Grand Prix ha conquistato il massimo bottino, ma non senza lottare. Soprattuto con Ayumu Iwasa, giovane del Red Bull Junior Team, che, con manovre poi costatogli una penalità di cinque secondi, non ha reso di certo la vita facile ai suoi avversari. Sul podio Smolyar è stato poi affiancato da Victor Martins su MP e da Calan Williams su Jenzer.

Juan Manuel Correa, fresco di ritorno nella Sauber Young Driver Academy, è stato un altro di quelli artifici di un’ottima gara terminando sesto. Tolto Leclerc, più in ombra sono stati gli altri ragazzi della Prema che non sono riusciti ad andare oltre la nona (con Dennis Hauger) e la decima posizione (con Olli Caldwell).

GARA 2

Il pilota della Ferrari Driver Academy si è ripresentato in Gara 2 con lo stesso atteggiamento di Gara 1. Partito dalla pole, grazie all’inversione della griglia, si è poi imposto dominando e vincendo la corsa. Una corsa che a lungo è stato a completo appannaggio della Prema, non solo per via di Leclerc. Il podio che sembrava essere destinato a essere colonizzato solo dalle Rosse, è stato poi “macchiato” dal sopravanzare di Martins su Caldwell per la terza posizione proprio nel penultimo giro.

Note stonate le partenze stallate sia da Jak Crawford che da Caio Collet – con il primo che ha finito la gara in quattordicesima e con il secondo che non ha nemmeno raggiunto il traguardo. Contatti? Diversi, come quello tra Kaylen Frederik e Jonny Edgar (senza conseguenze) e quello tra Rafael Villagomez e Ido Cohen – comportatogli una penalità di 10 secondi al pilota della Carlin.

GARA 3

Dimenticato il sole delle giornate precedenti, il cielo sopra al Paul Ricard la domenica mattina era coperto da nubi di pioggia. Pioggia che ha prima condizionato l’orario di partenza di Gara 3 (causando un ritardo di 10 minuti), e poi caratterizzato, direttamente e indirettamente, l’intera corsa – ah l’aderenza. Alla partenza si è visto Hauger scavalcare Vesti e prendere il largo, con il danese che non è riuscito a tenersi la prima posizione. Alle spalle, nonostante le difficili condizioni e la scarsa visibilità dei primi giri, tanti sorpassi puliti (o quasi).

Alla terza tornata la Prema di Olli Caldwell è costretta al ritiro, dopo un contatto con Logan Sargeant – anch’esso successivamente ritiratosi. Mentre Leclerc, partito trentesimo (portandosi ancora dietro la brutta qualifica), si è fatto attore nuovamente di una bella rimonta che lo ha portato a concludere tredicesimo. Man mano che la corsa è andata avanti il tracciato si è andato asciugando, cosa che ha messo in crisi alcuni piloti con la gestione gomme. Come Vesti, scivolato in sesta.

Ricordando che non c’è l’obbligo di pit stop, è ben immaginabile la riluttanza di team e driver nel dover rientrare. Con molti che han preferito rimanere fuori piuttosto che perdere un tempo che sarebbe stato impossibile da recuperare nonostante una gomma nuova. A questo si lega la perdita della leadership del norvegese al quindicesimo giro a favore di Jack Doohan, vincitore poi della gara. Una corsa che ha adocchiato anche una scaramuccia tra i due della MP, Martins e Collet, per il terzo posto (con il francese per niente contento dell’esser superato dal compagno di squadra visto ciò che significava in classifica).

LA CLASSIFICA DELLA FORMULA 3 DOPO LA FRANCIA

Al termine del secondo appuntamento della stagione la classifica piloti di Formula 3 vede dei cambiamenti ma non dei stravolgimenti, perlomeno non al vertice. Leader rimane sempre Dennis Hauger (con un bottino di 66 p.). Il primo degli inseguitori però ora è Victor Martins a 60 p. Al francese il salto in classifica lo si deve alla costanza dimostrata per tutto l’altro l’arco del weekend. Chi però esce con la “pancia piena” è Jack Doohan (con ben 37 p. presi proprio a Le Castellet), terzo a 58 p.

Per ritrovare Novalak e Caldeweel bisogna scorrere fino alla quarta e alla quinta pozione (con 49 e 41 p.) Chiudono la top 10: Smolyar (40 p.), Collet (35 p.), Vesti (33 p.), Sargeant (18 p.) e Nannini (16 p.). Subito dopo si incrocia il nome di Leclerc, che deve alla vittoria in Gara 2 i suoi primi 15 punti in categoria.

Una teams’ standing meno ballerina trova al primo posto la Prema (con 122 p.), seguita da Trident (107 p.) e MP (95 p.). Si prosegue poi con ART Grand Prix (81 p.), e decisamente più staccata la Hitech (19 p.), Charouz (18 p.), HWA (16 p.), Jenzer (13 p.), Carlin (11 p.) e Campos (0 p.).

Dopo la Francia per tornare a vedere la Formula 3 in azione non si dovrà aspettare molto. Tra sole due settimane (2-4 luglio) la propedeutica correrà a Spielberg, in concomitanza con la Formula 1, per il GP d’Austria. Non resta quindi che archiviare quanto visto e concentrarsi sulla prossima tappa.

Silvia Quaresima

Il mio amore per la Formula 1 é sempre stato lì con me, fin da quando ho ricordo delle vittorie di Michael in rosso. Ma con il tempo è cresciuto così tanto che ora c’è voglia di esserne parte e di raccontarla.

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