Analisi della redazioneFormula 1Gran Premio Francia

In Francia Pirelli e Bottas falliscono peggio di Bernardeschi

Le mescole, il graining e la strategia fallimentare del finlandese sono stati padroni della scena francese al Paul Ricard, più o meno come il fail dell’attaccante italiano

Una rete mancata, una strategia sbagliata e le mescole inadatte. Che cosa è successo in Francia? E perchè proprio Pirelli e Bottas falliscono miseramente?

Il Paul Ricard è rinomato per essere un circuito da capogiro, infatti prima del Gran Premio compare la scritta in sovraimpressione: “se si è soggetti ad attacchi epilettici consultare il medico prima di guardare la gara. Contattarlo immediatamente se si dovessero riscontrare uno o più dei seguenti sintomi: strategia sbagliata su Bottas, graining eccessivo, Verstappen che supera Hamilton a due giri dalla fine”. Gli italiani tuttavia hanno fatto il bis di frustrazione con la rete mancata da Bernardeschi durante la partita della nazionale poche ore dopo. Ma almeno in Euro2020 l’Italia ha segnato qualche punto, a differenza delle Ferrari. Che cosa è successo in Francia, e perchè proprio Pirelli e Bottas falliscono miseramente?

GP di Francia, o GP dei plot twist? Si comincia subito con Verstappen che va lungo alle prime curve in favore del suo avversario Hamilton, che riesce nel sorpasso e guida la gara. Immediatamente vediamo in difficoltà le Ferrari, che non riescono a gestire gli pneumatici, come metà dei piloti del resto. Però gli altri non si fanno superare. Altro plot twist è senza dubbio il cambio di strategia per le mescole, da una gara ad un pit-stop, diventa una gara a due pit-stop. Che comunque se messi insieme durano meno di uno singolo per l’Alfa Romeo di Giovinazzi.

Parkour alla Michael Scott anche per quanto riguarda la strategia su Bottas, che si ritrova dall’essere secondo, in lotta per il podio, al farsi superare da Perez, che nella monoposto oltre che alla benzina, aveva fatto il pieno anche di peperoncino messicano. Le ali della sua Red Bull si infiammano della gloria di portare entrambe le vetture a podio. Ovviamente nel team radio incolpa il team di non averlo ascoltato. “No amore non è come pensi”, risponde Wolff. Ovvia risposta di chi è colpevole ma non vuole ammetterlo.

PROBLEMI DI COMUNICAZIONE, MA SENZA RANCORE

Pilota, stilista, modello e ora anche filosofo. Hamilton ci insegna a gestire “lo scoppio” quando siamo al limite, come le sue gomme a fine gara. L’inglese negli ultimi istanti della corsa girava con il 10% degli pneumatici anteriori, ma riesce comunque a tagliare il traguardo finendo in seconda posizione. Come quando si prova a dare l’esame con tre giorni di studio e il professore segna 25. 

Come in ogni relazione ad un certo punto arrivano i problemi di comunicazione. Verstappen sembra aver perso la frequenza del suo Team Radio. Voleva solo concentrarsi ascoltando i Queen e invece gli ingegneri cercavano di sintonizzarlo sulla gara. Tuttavia non ha portato rancore l’olandese al suo team. Rosberg ironizza, neanche più di tanto, sul fatto che dopo la Francia Bottas sia già stato messo in panchina in favore di Russell, che quantomeno non incolpa Pirelli o la strategia dei suoi fallimenti.

Maria Sole Caporro

Sono Maria Sole, romana e romanista, laureata in lingue e letterature. Sono da sempre appassionata di motori da quando fin dalla tenera età non potevo andare al mare la domenica perché i miei genitori dovevano vedere il GP. Cresciuta a pane e formula 1 con contorno di letteratura, sono qui per coniugare la mia voglia ed esigenza di scrivere e la passione per le monoposto.

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