DichiarazioniFormula 1
Trending

Ferrari: vittima di spionaggio per il motore?

La stampa italiana afferma che qualcuno abbia rubato le informazioni relative alla Power Unit del Cavallino Rampante e le abbia trasmesse alla FIA

La causa delle scarse prestazioni della Ferrari potrebbe risiedere in un caso di spionaggio industriale. La stampa italiana sostiene che qualcuno abbia ottenuto illegalmente dalla Scuderia informazioni sul motore dell’anno scorso

La Ferrari è stata vittima di spionaggio? I dati ottenuti dalla FIA che ha poi raggiunto un accordo privato fino a oggi sconosciuto con la Rossa di Maranello induce a pensare ciò. La velocità della Ferrari mostrata durante il Gran Premio di Monza dell’anno scorso, ha attirato notevolmente l’attenzione dai suoi rivali. La Scuderia è stata negli occhi del ciclone durante tutto l’anno a causa dei sospetti degli altri team sul suo motore, soprattutto nella seconda metà della stagione, appunto dopo la vittoria di Charles Leclerc a Monza. I team hanno chiesto alla FIA una serie di chiarimenti su diversi aspetti del motore che non ritenevano idonei.

La Federazione ha risposto con diverse direttive tecniche, dopo le quali le prestazioni della Scuderia sono crollate sospettosamente. La Ferrari non ha avuto le prestazioni mostrate in circuiti come Spa, Monza o Sochi e Binotto ha ammesso che questa è una conseguenza delle direttive tecniche emesse dalla FIA. Un anno dopo, Giorgio Terruzzi rivela di essere stato in grado di apprendere che la campagna per disarmare la Ferrari è iniziata già lo scorso autunno. Il noto giornalista parla di un’operazione di spionaggio industriale avviata da un rivale della Ferrari: “con la complicità di qualcuno che conosce i segreti più intimi della Scuderia.

L’ACCORDO CONFIDENZIALE TRA FIA E LA SCUDERIA

Le informazioni trapelate hanno raggiunto la FIA, che non ha potuto dimostrare legalmente che il motore non era conforme alle normative. A tal proposito ha deciso di raggiungere un accordo confidenziale con la Scuderia, di cui il contenuto è ancora oggi sconosciuto. La  della squadra è stata vista principalmente ad Austin l’anno scorso, dove Charles Leclerc è arrivato quarto concludendo con 52 secondi dietro il vincitore. Incidenti come quello in Brasile, con un tocco tra i piloti e il doppio ritiro, non hanno aiutato.

La Ferrari è stata l’unica scuderia a non essere riuscita a migliorare il suo miglior tempo del 2019. Nei test si è notata la perdita di velocità sul rettilineo. Leclerc sapeva che quest’anno avrebbe sofferto maggiormente, ma nonostante ciò è riuscito ad andare sul podio nella prima gara della stagione. La Rossa di Maranello passa dalla lotta con la Red Bull alla lotta con la Racing Point e la McLaren che in queste prima gare di stagione hanno mostrato i loro miglioramenti.

Pubblicità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button