DichiarazioniFormula 1

Hill: “I giochi psicologici la miglior chance per Bottas”

L’ex pilota è convinto che l’unica possibilità che ha il finlandese per battere il suo compagno di squadra sia quello di entrargli in testa, cogliendo il suo punto debole, su cui ha già fatto leva in passato lo stesso Rosberg

Secondo l’ex campione del mondo di Formula 1, l’unica possibilità che ha il finlandese per impensierire e ostacolare la corsa al titolo di Hamilton è la stessa arma che funzionò in mano a Nico Rosberg: la pressione psicologica

Con le ultime due gare vinte di prepotenza da Lewis Hamilton, torna a impazzare il solito e, a oggi, ancora irrisolto quesito:  ma come si batte il sei volte campione del mondo? L’anglo-caraibico, dopo un primo appuntamento sotto tono in Austria, è tornato a brillare e a gettare le ennesime basi per avviarsi indisturbato verso la conquista del settimo titolo iridato, agguantando così Schumacher in vetta all’Olimpo dei piloti più vincenti della storia di questo sport, con ben 7 mondiali in tasca. Indisturbato, quasi, perché l’unico che potrebbe davvero dargli filo da torcere, sulla stessa vettura, col vuoto che Mercedes ha fatto dietro sé, è proprio il suo compagno di Team, che però non è mai sembrato avere lo stesso piglio combattente e determinato, primo ingrediente per la ricetta vincente contro l’apparentemente infallibile Lewis.
Perché con il numero 44 di Stevenage non basta solo fare bene; bisogna essere perfetti. Una perfezione che Bottas insegue da tempo e che, anche con ottimi piazzamenti, non è ancora riuscito a raggiungere. A inizio 2020, il numero 77 delle Frecce d’Argento aveva fatto sapere di avere in mente un piano per battere Hamilton; forse lo stesso che ora gli consiglia Damon Hill? Impensierire l’inglese, mettergli pressione, per poi spingerlo all’errore? Il campione del mondo ’96 è infatti convinto che l’unica chance che ha Bottas per farlo sia ricorrere a giochi psicologici.

LA RIVALITA’ TRA ROSBERG E HAMILTON

Lo sapeva bene Nico Rosberg, suo compagno di Team dal 2013 al 2016, anno in cui il tedesco vinse il suo primo mondiale per poi ritirarsi dalle corse, forse consapevole di quanto fosse stato mentalmente e fisicamente estenuante arrivare davanti a Lewis, amico di una vita, divenuto estraneo con l’inasprirsi della rivalità tra i due. Una guerra combattuta in pista e, soprattutto, fuori dal paddock, che Rosberg ha però vinto di forza, entrando nella storia come colui che ha interrotto un’egemonia iniziata due anni prima e che prosegue tutt’ora.
Nico è infatti riuscito a mettere in dubbio lo strapotere di Lewis, e non soltanto agli occhi del mondo intero, ma ai suoi propri, costringendolo a confrontarsi con limiti e paure che sembravano prima lontani anni luce.

HILL: “LEWIS E’ DIFFICILE DA BATTERE E NON SO SE VALTTERI SIA QUELLO GIUSTO PER FARLO

Come riporta planetf1.com, Damon Hill ha parlato di quel che mancherebbe a Bottas per essere più incisivo e pericoloso in ottica mondiale. “Deve solo scoprire come aumentare la pressione su Lewis. E se ciò significa, non so, fare giochetti psicologici, che Nico ha tentato, per far sì che Lewis perda il suo equilibrio, forse allora deve farlo” – ha dichiarato l’inglese.
Sulle potenzialità del finlandese però l’ex pilota nutre qualche dubbio: “E’ qualcosa che io non farei. Francamente, non so come si possa turbare Lewis. Sembra piuttosto impassibile. Penso che, dal punto di vista del campionato, Lewis sia molto a suo agio. È un uomo molto difficile da battere, ma può essere battuto. Non so se Valtteri è il tipo da poterlo fare. Sta trovando un modo per sbloccare quel livello successivo, e non so se si possa fare davvero. Penso che ogni pilota ce l’abbia, ma tutto sta nell’arrivarci” – ha proseguito Damon Hill.

Bottas dovrebbe quindi sbloccare un ulteriore livello per  tentare di avere la meglio sul sei volte campione del mondo: “Le persone come Lewis possono farlo. Non so se a volte Lewis sia stato spinto così forte. Valtteri deve trovare qualcosa; forse l’ispirazione da qualche parte” – ha sottolineato Hill, che ha poi  ammesso di aver pensato a Max Verstappen come colui in grado di interrompere la marcia al titolo di Hamilton: “Stavo pensando stamattina ‘Quello che voglio davvero è farlo sentire un po’ a disagio…non sarebbe bello se ci fosse Max al fianco di Lewis? ‘ ” – ha infine concluso.

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Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, sono laureata in Lingue e attualmente studentessa magistrale di Linguistica applicata nella capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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