DichiarazioniFormula 1

Carey aspira a una Formula 1 più giovane ed eterogenea

Il CEO della classe regina del Motorsport ha una visione un po’ diversa da quella del suo predecessore Bernie Ecclestone e non esclude la presenza di una donna in pista

Uno sport che coinvolga il pubblico più giovane, che sia più attento al proprio impatto sull’ambiente e, perché no, anche aperto a un pilota donna: è ciò che Carey sogna per il prossimo futuro della Formula 1

Aspettative e desideri ben lungi dall’aver anche solo sfiorato la mente del suo predecessore, Bernie Ecclestone. L’ex Presidente della Formula 1 vedeva infatti in questo sport un esclusivo Circus, non accessibile a chiunque, soprattutto ai “giovani che non possono permettersi un Rolex al polso”. Parole sue.
Carey ha una concezione del tutto diversa e gli piace stare al passo coi tempi. Il Presidente non ha infatti potuto sottovalutare il dirompente sviluppo dei social, che sono quello che forse ha maggiormente influenzato l’approccio al mondo circostante, che si tratti di sport, di cinema o semplici interazioni.
E un buon manager, un uomo d’affari lungimirante deve essere in grado di offrire un prodotto che si sposi bene con questa nuova realtà.

CAREY E LA RIVOLUZIONE DEI SOCIAL

Rivitalizzare il mondo della Formula 1, trovare nuovi punti di incontro con un pubblico in continuo cambiamento è uno degli obiettivi principali del CEO: “Sei in un’epoca in cui devi interagire con i fan in modi che non erano mai stati usati prima, e ciò probabilmente inizia dai media digitali e i social media” – ha spiegato Carey.
Oggi le persone vanno in giro con la televisione in tasca” – ha continuato. “Devi fornire loro il materiale per continuare a farlo”. Si tratta di seguire lo sport, le squadre, i piloti o gli eroi. La gente vuole essere più vicina a loro ed è una cosa grandiosa” – ha poi aggiunto. 

Da sottolineare dunque l’importanza che viene riconosciuta ai sostenitori di questo sport. Dopotutto, sono loro a far girare gli ingranaggi.

QUELLO DI ECCLESTONE UN APPROCCIO OBSOLETO

Le cose cambiano, si evolvono. Così fa anche lo sport, ma questo Ecclestone non lo aveva capito fino in fondo. O, al contrario, è probabile lo avesse fatto, ma non era sua priorità adattarsi alle nuove esigenze di un pubblico palesemente rinnovato. Forse non era nemmeno stato in grado di farlo, pur volendo. Il rischio era di un disinteressamento pericoloso. In un’intervista esclusiva per Yahoo! Sport, Carey ha parlato anche della gestione Ecclestone e di ciò che non andava: “Bernie e il suo team meritano il riconoscimento per ciò che hanno costruito” – ha detto Carey – “Ma negli ultimi anni, non stavano facendo ciò che serve per competere nel mondo di oggi, per massimizzare davvero i valori“.

Ciò che serve, quello che è fondamentale adesso è attrarre il pubblico, renderti appetibile, convincente e interessante. Per Carey, la Formula 1 non riusciva più a fare nulla di tutto ciò: “C’erano aspetti dello sport che non venivano affrontati” – ha detto l’irlandese – “Non credo che abbiano dato abbastanza energia agli eventi. Devi continuare a fornire nuova energia, nuove prospettive. Se rimani fermo, fai un passo indietro. I nostri eventi non hanno avuto attrattiva per gli spettatori”. 

LA TECNICA CAREY FUNZIONA; LO DIMOSTRANO I DATI

Come riporta f1i.com, Carey ha però assicurato che tutto questo non comporterà un abbandono degli appassionati storici del Motorsport e dei mezzi televisivi tradizionali, che, tra l’atro, rispetto all’anno passato, hanno anche visto crescere il numero di spettatori del 10%. Numeri da capogiro, considerando anche il rapido espandersi dei canali a pagamento che trasmettono in esclusiva i GP annuali.
Il Presidente ha commentato così alla CNN gli ottimi risultati della stagione 2019: “Penso che abbiamo raggiunto ciò che volevamo” – ha affermato – “Credo che il 2019 sia stato un anno in cui abbiamo avuto una buona crescita; una crescita della partecipazione, degli spettatori. Gli affari sono in salute“.

Un vero trionfo da quando Liberty Media ha acquistato i diritti commerciali della Formula 1. Anche sui social la “ricetta di Carey” sembra dare i suoi frutti, con un incremento del 53,7% rispetto al 2017.

A QUANDO UNA DONNA IN GRIGLIA?

Ce lo siamo chiesti tutti almeno una volta: come sarebbe vedere una donna scendere in pista con gli altri? Incontrerebbe una qualche difficoltà? E quale? Se queste sono solo congetture, è però sicuro che Carey si sta occupando anche di questo. Il suo scopo è rendere la Formula 1 più accessibile e più eterogenea, abbattendo gli ostacoli che lo impediscono: “Stiamo lavorando duramente e, in particolare, al problema della disparità femminile, ma a un po’ tutti i livelli di diversità” – ha tenuto a sottolineare – “Vogliamo aumentare l’eterogeneità. Su questo siamo stati molto espliciti. Abbiamo detto che è uno dei nostri obiettivi principali“.
Nei prossimi anni, abbiamo identificato nei problemi ambientali e in quello legato alla diversità i temi che affronteremo” – ha poi concluso il Presidente.

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Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, sono laureata in Lingue e attualmente studentessa magistrale di Linguistica applicata nella capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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