DichiarazioniFormula 1

Binotto: “Il mio ruolo è cambiato profondamente”

Dal dipartimento tecnico alla guida della squadra. Il team principal della Scuderia Ferrari analizza il grosso cambiamento avvenuto un anno fa

Da quando ha assunto la guida della Gestione Sportiva della Ferrari, Mattia Binotto ha sulle spalle una lunga serie di responsabilità, tra cui la gestione delle finanze

In seguito a una ristrutturazione gestionale della Scuderia Ferrari avvenuta a inizio 2019, Mattia Binotto è subentrato a Maurizio Arrivabene nel ruolo di team principal. Dall’inizio della passata stagione, dunque, la Gestione Sportiva è stata affidata a un uomo precedentemente relegato all’ufficio tecnico, una mossa percepita come insolita dai più.

L’ingegnere svizzero ha mantenuto la supervisione sui processi di ricerca e sviluppo della casa di Maranello, ma ha anche assunto numerose nuove responsabilità, come ad esempio l’arduo compito di mantenere allacciato il team come una vera squadra. Un lavoro che durante il corso della stagione è fallito più di una volta per via del difficile rapporto di convivenza tra il neoarrivato Charles Leclerc e il veterano Sebastian Vettel.

Il novanta percento della Gestione Sportiva è costituito da tecnici. Il mio nuovo ruolo copre anche l’altro dieci percento: comunicazione, marketing, sponsorizzazioni, legali”, ha spiegato Binotto durante un’intervista alla rivista ufficiale Ferrari. “Il mio lavoro ricopre nuove aree, in cui forse sono meno qualificato. Si potrebbe dire che, mentre prima, come direttore tecnico, ero abituato a spendere, ora come capo squadra devo pensare a come risparmiare o persino creare guadagni”.

UN UOMO, MILLE COMPITI

“Qualcosa deriva in parte dai miei studi di ingegneria e dall’essere cresciuto in Svizzera, sono convinto che sia importante disporre di procedure rigorose. E’ ciò che aiuta a gestire una struttura grande come la nostra.  Il lato umano ed emotivo è fondamentale, da un lato devi occuparti delle relazioni con gli individui, ma dall’altro la squadra è una macchina complessa che deve funzionare alla perfezione. Soprattutto in Formula 1, dove tutto deve essere efficace ed efficiente. Per essere chiari, il problema non è come sviluppare qualcosa con mille cavalli, ma farlo prima degli altri. Quindi c’è bisogno di processi efficienti che ti consentono di essere più veloce nello sviluppo”.

Infine, Binotto ha ricordato il suo debutto in Australia affermando che non avrebbe mai immaginato di essere in quella posizione. “Quando ero ancora un ingegnere motoristico, dicevo a me stesso: ‘prima o poi dovrai smettere di seguire le corse e ti pentirai di non aver guardato una gara dal muretto’. Invece ho fatto il mio debutto lì, in una posizione dalla quale hai una prospettiva diversa rispetto al box”.

La prima stagione della Scuderia Ferrari con Mattia Binotto alla guida, è stata un susseguirsi di gioie e dolori, culminate con il secondo posto in classifica costruttori. Sono contento di come è cresciuto lo spirito di squadra. Siamo uniti e compatti, compresi i piloti, nonostante quello che alcuni insinuano. Un esempio? Dopo l’incidente a Interlagos, il mio telefono ha squillato e sul display c’erano i nomi di Seb e Charles insieme. Erano in contatto tra loro, avevano chiarito e mi avevano chiamato per una telefonata a tre”.

“Non è solo un gesto, ha mostrato uno spirito di squadra impressionante. E comunque, per quanto riguarda i fatti accaduti in Brasile, è meglio che si siano verificati ora. Ci aiuterà a capirci meglio per la prossima stagione“.

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Alberto Lanzidei

Mi chiamo Alberto, ho 24 anni e la mia passione sono le automobili. Seguo con attenzione il mondo delle corse e in particolare la Formula 1, massima espressione del motorsport. Sin dall'adolescenza il mondo dell'informazione sportiva attirava la mia curiosità, senza immaginare che un giorno ne sarei entrato a far parte.

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