Analisi della redazioneFormula 1

Aston Martin e non solo, quali sono i team in difficoltà?

Sia in Bahrain che a Imola ci sono state alcune squadre che, per mancate prestazioni o errori, hanno deluso non rivelandosi all’altezza delle aspettative

Aston Martin, AlphaTauri e Alpine sono i team che, e un po’ a sorpresa, non sono riuscite a mantener fede alle aspettative. Perché?

C’è chi ha problemi e chi proprio non va. La stagione 2021 è appena iniziata e tempo per redimersi di certo ce n’é, ma non si può fare meno di notare come alcuni team siano sembrati (per un motivo o per un altro) più in difficoltà, contro tutti i pronostici precampionato. Senza intoppare in giudizi affrettati cerchiamo di chiarire il quadro complessivo .

Tra questi c’è chi nel 2020 si era ritrovato a lottare per il terzo posto nel mondiale, e c’é chi potenziale durante i primi due weekend di gara lo ha dimostrato ma che, nel momento in cui più contava, non è riuscito a concretizzare. Chi sono queste squadre? Sono Alpine, AlphaTauri e Aston Martin che, fino a questo momento, hanno collezionato rispettivamente tre, otto e cinque punti. Un po’ pochi per chi veniva considerato tra i più promettenti.

COLPA DEL BASSO RAKE

Il congelamento dello sviluppo imposto lo scorso anno aveva fatto presagire a non molti sconvolgimenti sul piano delle prestazioni delle monoposto. Il taglio del fondo (una delle aree più sensibili al downforce di una vettura di Formula 1) sembrava un’ostacolo che sarebbe stato sopravanzato facilmente; e che poco avrebbe influenzato vista la capacità degli ingegneri di trovare degli escamotage per recuperare il carico aerodinamico perso, o almeno parte di questo.

Ebbene, se per molti è stato così, lo stesso non si può dire per l’Aston Martin. O perlomeno è quanto affermato dal suo team principal Otmar Szafnauer, che venerdì aveva minacciato una qualche azione legale contro la FIA dicendo che le nuove regole avrebbero penalizzato le vetture a basso rake (e giustificando così la mancata competitività della AMR21). Lance Stroll, l’unico ad aver portato a casa dei punti, è finito decimo in Bahrain e ottavo a Imola; Sebastian Vettel non ha fatto meglio della quindicesima posizione.

Tolti i risultati, sono le prestazioni a lasciare perplessi. Distanti da quelle del 2020, che avevano portato alla pole di Stroll in Turchia e alla vittoria di Perez a Sakhir, ma soprattutto distanti da quelle degli attuali competitor. Mentre McLaren e Ferrari sono già a quota quarantuno e trentaquattro punti (facendo diventare più importante piazzarsi in zona punti), la scuderia con sede a Silverstone deve ancora evidentemente risolvere dei grattacapi. Apparsi già durante i test, e ripresentatisi al Santerno dove il tedesco è stato costretto al ritiro per un problema al cambio.

QUARANTA SECONDI

Parte del discorso può essere traslato per Alpine. Come l’ex Racing Point, la squadra francese era stata una delle rivelazioni della passata stagione. E per di più il ritorno di Fernando Alonso aveva alimentato una fiducia già crescente, nonostante, come da lui anche affermato, il team punti essenzialmente al 2022 . Ma l’esordio in Bahrain della A521 non è stato dei migliori, con Esteban Ocon solo tredicesimo (e doppiato) e il campione spagnolo ritirato per una noia ai freni.

E pure il nono e il decimo posto conquistati al secondo GP in calendario, seppur migliori, non possono essere considerati un risultato soddisfacente. Soprattutto se considerato che, nei trenta giri percorsi alla ripresa dalla bandiera rossa, i due hanno accumulato un ritardo di quaranta secondi dalla quarta posizione di Charles Leclerc. Tanti, anzi troppi per chi vuole cercare di far bene in questo 2021.

È BUONA MA…

Per l’AlphaTauri il discorso è diverso. L’AT02 ha dimostrato di essere una monoposto veloce con Pierre Gasly che, nelle due qualifiche disputate, ha ottenuto il quinto miglior crono a soli pochi centesimi dalla prima Ferrari. Ma non solo il pilota francese ne ha evidenziato le potenzialità, anche Yuki Tsunoda in altri momenti del weekend ha sottolineato la bontà della vettura.

Ma i punti si fanno la domenica. E sia a Sakhir che a Imola qualcosa è andato evidentemente storto per entrambi i piloti. Tra incidenti con avversari, errori in qualifica (che poi compromettono la partenza in gara), mescole sbagliate e testacoda (anche se in condizioni difficili) si può dire che non è stato un inizio pulito per quelli di Faenza. E quando poi non vi è una netta superiorità diventa complicato risistemare una situazione che si sta compromettendo.

È L’INIZIO CHE CI ASPETTAVAMO DA QUESTI TEAM?

La questione non è tanto chiedersi se ci sia tempo di riscattarsi oppure no. Perché ovviamente con ventitré appuntamenti in calendario previsti, e solamente due spuntati, modo di recuperare in classifica ci sarà. Ma è questo l’inizio che ci si aspettava da loro? È l’Aston Martin che ci aspettavamo? È l’Alpine, o l’AlphaTauri, che immaginavamo di vedere? Direi di no.

E se anche per il momento non consideriamo i risultati in sé, visto che comunque lottare con altre tre o quattro squadre comporta obbligatoriamente che qualcuno esca dalla top ten; è comunque importante vedere come sono stati conseguiti e quanto sulla scia della competitività vista la passata stagione.

Al momento si trovano lontani svariati secondi dalle posizioni ambite ora occupate da quelli di Woking e Maranello, che perlomeno in questo avvio di mondiale sono apparsi superiori sia nelle prestazioni che per quanto riguarda l’affidabilità. Due componenti troppo importanti che ora stanno mancando. Ci si aspetta già in Portogallo un cambio di marcia. Un weekend perlomeno più convincente.

Silvia Quaresima

Il mio amore per la Formula 1 é sempre stato lì con me, fin da quando ho ricordo delle vittorie di Michael in rosso. Ma con il tempo è cresciuto così tanto che ora c’è voglia di esserne parte e di raccontarla.

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