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Accuse di razzismo: Aston Martin nell’occhio del ciclone

A denunciare i fatti è stato Aidan Louw, 25 anni, nato in Sudafrica e cittadino britannico

Le accuse di razzismo continuano a interessare l’ambiente della Formula 1. Dopo la polemica nata a seguito delle dichiarazioni rilasciate da Nelson Piquet su Lewis Hamilton, ora Aston Martin è protagonista di un nuovo caso di discriminazione

Questa volta però, nell’occhio del ciclone non è finito nessun pilota. Ma bensì un team. E si starebbe parlando di Aston Martin. Secondo un ex dipendente della scuderia, fin da quando si è unito alla squadra dallo scorso febbraio, avrebbe iniziato a subire abusi verbali, omofobi e razzisti.

A denunciare i fatti è stato Aidan Louw. 25 anni, nato in Sudafrica e cittadino britannico che era stato assunto come laminatore nella costruzione di parti delle vetture guidate da Vettel.

Non mi hanno mai chiamato Aidan, Aidy o qualcosa del genere. Hanno cominciato a utilizzare soprannomi e insulti offensivi di stampo razzista. Si è superato il limite – ha raccontato l’ex dipendente di Aston Martin a Sky News – Per di più ho rivelato a qualcuno che avevo avuto un fidanzato durante l’adolescenza e in quella frazione di secondo tutto è cambiato. Appena l’hanno scoperto, hanno cercato di denigrami come uomo, come individuo e come essere umano“, ha sottolineato la vittima di questi spiacevoli episodi.

“Non voglio vedermi come vittima”

Nemmeno un mese fa un altro caso ha preso in contro piede gli ambienti della Formula 1. Juri Vips, pilota di riserva della Red Bull, è stato sospeso dalla scuderia di Milton Keynes per aver utilizzato un’espressione offensiva nei confronti di un altro utente mentre stava giocando con gli amici in diretta streaming sulla piattaforma Twitch.

Non voglio essere visto come una vittima perché non lo sono. La mia comunità è la vittima in tutta questa storia – ha continuato Louw – Non chiediamo un trattamento speciale se abbiamo differente origine etnica od orientamento sessuale. Chiediamo solo pari opportunità

La risposta di Aston Martin

Proprio a causa delle forti accuse dell’ex dipendente, Aston Martin ha voluto fare alcune precisazioni a riguardo di questa situazione. Il team inglese in primis ha sottolineato che Aidan Louw non lavori più per loro non a causa del colore della sua pelle ma sarebbe stato licenziato “per scarso rendimento e rispetto delle scadenze“. Un motivo che niente avrebbe a che vedere con le sue origini.

Louw ha confermato la versione di Aston Martin. L’ex dipendente si è anche difeso ritenendo che proprio le angherie alle quali è stato sottoposto abbiano influito negativamente sul suo operato. Proprio il team inglese, conosciuto anche per la propria politica di tolleranza zero in caso di discriminazioni, in un tweet ha tenuto a sottolineare che i due colpevoli di questo spiacevole inconveniente sono stati allontanati squadra.

Abbiamo una politica di tolleranza zero sui comportamenti discriminatori di qualsiasi tipo – ha sottolineato il team – A seguito della denuncia ci siamo mossi velocemente. È stato deludente venire a conoscenza del fatto che due lavoratori di un nostro fornitore si fossero comportati in modo così scioccante. Quindi, queste due persone non lavorano più per quel fornitore“.

Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono un'educatrice cinofila. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso. Per me la sincerità e la franchezza sono alla base di ogni rapporto umano. Sono pignola e puntigliosa ma disordinata e pasticciona allo stesso tempo.

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