DichiarazioniFormula 1Gran Premio Portogallo

Wolff, no domande sull’incidente Russell-Bottas

Il Team Principal della Mercedes non risponde alle domande sull’episodio avvenuto durante il GP dell’Emilia Romagna

Nella conferenza dei Team Principal del GP del Portogallo il boss Mercedes Toto Wolff non risponde alle domande sulla collisione Russell-Bottas

Fa ancora discutere lo scontro-siparietto andato in scena durante il GP dell’Emilia Romagna tra il #77 della Mercedes e il #63 della Williams. Durante la gara ad Imola i due sono arrivati al contatto in pista al quale sono succedute parole pesanti in sala stampa. Eppure il Team Principal della Mercedes Toto Wolff non ha avuto dubbi in merito all’attribuzione delle colpe dell’incidente, difendendo Bottas e strigliando pesantemente Russell. Per l’austriaco infatti il giovane inglese almeno in quel frangente non si sarebbe dimostrato all’altezza delle Silver Arrows, minacciando di iscriverlo alla Renault Clio Cup.

Ilare risposta social targata Renault Sport Series a parte, Wolff avrebbe poi spiegato a Russell quali potrebbero essere le conseguenze del prendersi rischi inopportuni quando la monoposto che si ha davanti è quella alla quale si è destinati. Dopo un primo momento di rabbia, il giovane della Williams ha chiesto pubblicamente scusa per le sue azioni e per le parole forti usate in seguito. In occasione della Team Principal Press Conference in vista del GP del Portogallo, alla domanda in merito alla veridicità di tali affermazioni, il numero uno Mercedes si è ben guardato dal rispondere. “Non saprei proprio come rispondere ad una domanda del genere” – ha dichiarato.

Non ci ha pensato su due volte Christian Horner, Team Principal della scuderia di Milton Keynes, che ha preso invece la palla al balzo spiegando quale sia il rapporto tra piloti Red Bull e AplhaTauri. “Nel nostro caso tutti i piloti fanno parte del programma Red Bull e vengono poi assegnati all’una o all’altra scuderia. Non ci sono istruzioni in merito al comportamento da tenere con i piloti della scuderia rivale. Si rispetta il compagno di squadra, nient’altro. Sono liberi di gareggiare l’uno contro l’altro anche duramente, come si è visto in più occasioni”.

ISTRUZIONI PER L’USO

L’attenzione è poi tornata su Wolff, al quale è stato chiesto cosa effettivamente si siano detti lui e Russell. “Ovviamente vorrei che i punti centrali del confronto restassero confidenziali – ha spiegato – “però ci tengo a dire che ho parlato con entrambi i piloti. Giustamente devono sfruttare il più possibile gli spazi che gli vengono offerti. Certe volte però devono anche saper giudicare se valga o meno la pena prendersi certi rischi. Da un pilota giovane non mi aspetto nulla di diverso dal provare a capitalizzare ogni occasione che gli si pari davanti”.

“La domanda che mi pongo sopra tutte però è se ci sia abbastanza tempo per valutare quale monoposto sia davanti, e in tutta onestà non credo ce ne sia. In ogni caso non si può mai attribuire al 100% la colpa di una collisione ad una delle due parti, ma anzi penso che le colpe si possano spesso distribuire in modo equo, con piccole percentuali che ballano qui e lì. In questo senso sono molto soddisfatto dalla discussione che abbiamo avuto. Non c’è confusione da nessuna delle due parti e non ci sono istruzioni per nessuno dei piloti. Si tratta solo di cercare dei feedback“.  

Matteo Tambone

Mi chiamo Matteo, studente magistrale di Fisica presso l'Università Federico II di Napoli. Velista e windsurfer, mi piace considerarmi uno sportivo a tempo pieno. Appassionato di Motorsport in tutte le sue forme, seguo la Formula 1 da sempre ed è uno dei miei argomenti di discussione preferiti.

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